Rottamazione per cartelle di contributi di Cassa forense

14 Febbraio 2017


Rottamazione per cartelle di contributi di Cassa forense

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Febbraio 2017



Avvocati, arriva la possibilità di mettersi in regola per chi ha delle morosità con la Cassa Nazionale Forense sfruttando la definizione agevolata dei ruoli di Equitalia.

Se è vero che, con le nuove norme, gli avvocati impossibilitati a pagare la Cassa Forense vengono cancellati automaticamente dall’albo (l’iscrizione all’organismo di previdenza è infatti diventata condizione di esercizio della professione), a tendere una mano ai professionisti ora ci pensa la nuova rottamazione dei ruoli di Equitalia che, stando agli ultimi aggiornamenti, si applica anche ai contributi previdenziali dovuti al Cnf. Gli avvocati, quindi, che hanno ricevuto cartelle di Equitalia tra il 2000 e tutto il 2016, potranno mettersi in regola ed estinguere le morosità evitando di pagare sanzioni e interessi. Resta dovuto il capitale e l’aggio (ora si chiama «oneri di riscossione»).

La questione aveva tenuto banco nelle scorse settimane, atteso che, secondo un’iniziale interpretazione della nuova normativa, la possibilità della definizione agevolata dei ruoli (così è detta la sanatoria o rottamazione delle cartelle) non si sarebbe dovuta applicare alle cartelle di pagamento indirizzate agli avvocati per il mancato versamento dei contributi. Ora il cambio di marcia comunicato ieri dallo stesso Consiglio di Amministrazione del Cnf. Ma attenzione: l’istanza va presentata entro il 31 marzo. Per cui c’è poco più di un mese per prendere la decisione e presentare il modulo direttamente a Equitalia.

«Essendo le Casse fondazioni di diritto privato», ha commentato a ItaliaOggi il presidente Nunzio Luciano, «prima che vengano emanati simili interventi, visti i risvolti economico-finanziari» che portano con sé, «ci farebbe piacere che il Legislatore ci interpellasse. Se ci fosse stata, infatti, una consultazione preventiva» in merito alla norma sulla «sanatoria» delle somme iscritte a ruolo (come disposto dall’articolo 6 del decreto, si veda anche ItaliaOggi del 22 novembre 2016), «ciò avrebbe consentito a Cassa forense, e agli altri Enti privati, di individuare una soluzione più adatta alle nostre esigenze. Quello che desidero sottolineare», ha aggiunto Luciano, è che tale disposizione «crea un’iniquità verso chi, fra gli avvocati iscritti, non è stato moroso e ha pagato prima», oltre ad aver «leso la nostra autonomia gestionale e organizzativa».

In sintesi, l’avvocato che non ha pagato i contributi alla Cassa Nazionale Forense (CNF) potrà richiedere la rottamazione delle somme già iscritte a ruolo – ossia delle cartelle di pagamento ricevute da Equitalia – rinunciando agli eventuali contenzioni in itinere. In tal modo, specie per i debiti particolarmente vecchi (quelli cioè che hanno già generato un sostanzioso importo dovuto a titolo di interessi), potrà ottenere uno sconto per rimettersi in regola. 

note

[1] Decreto fiscale n. 193/2016 (convertito nella legge 225/2016).


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