Diritto e Fisco | Articoli

Contratto di affitto e separazione: subentra automaticamente l’assegnatario

28 novembre 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 novembre 2012



Casa coniugale in affitto: il coniuge assegnatario subentra nella locazione al posto dell’ex.

Se la casa coniugale è un appartamento in affitto, il coniuge a cui, con la separazione, è stata assegnata l’abitazione subentra automaticamente nel contratto di locazione al posto dell’ex che prima era titolare del contratto.

Lo ha ribadito la Cassazione in una recente sentenza [1] ricordando come ciò sia già previsto dalla stessa legge sulle locazioni di immobili urbani [2].

Pertanto, anche l’eventuale procedura di sfratto dovrà essere avviata nei confronti del coniuge subentrato e non verso l’originario coniuge conduttore.

Il subentro nel contratto è previsto, in talune ipotesi, anche per le coppie non sposate e conviventi:

– in caso di morte del convivente subentra il superstite;

– quando il conduttore si sia allontanato dall’abitazione per cessazione della convivenza, in presenza di prole naturale subentra il convivente [3].

 

note

[1] Cass. civ., sent. 1423 del 21.01.2011.
[2] Art. 6, legge 27. 07.1978, n. 392: “In caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione  degli  effetti  civili dello stesso, nel contratto di locazione  succede  al  conduttore  l’altro coniuge, se il diritto di abitare  nella  casa  familiare  sia  stato  attribuito dal giudice a quest’ultimo.
In  caso  di  separazione consensuale o di nullità matrimoniale, al conduttore  succede  l’altro  coniuge,  se  tra  i  due  si  sia così convenuto”.

[3] Corte Cost., sent. n. 404/1988.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

3 Commenti

  1. vorrei fare una domanda…ho uno zio paterno,lui mi ha dato l’opportunita’ insieme a mia moglie di abitare insieme a lui offrendoci il comodato gratuito di affitto…4 anni fa e’ accaduto il tutto e noi da 1 anno siamo separati il giudice non ha deciso sulla casa,mio zio allora allontanatosi per farci vivere in intimita’ adesso vuole di nuovo la casa a maggior ragione perche’ ci siamo separati,e perche’ si sente poco bene ha avviato un’azione di sfratto dopo la mediazione andata male!! come posso fare per risolvere in modo piu’ breve possibile il tutto senza rovinare i rapporti con zio????io sono disposto a lasciare casa solo che la mia ex moglie no!! aiuto

  2. Gentile Maurizio,
    Il fatto che suo zio sia arrivato allo sfratto, senza che il dialogo prima e la mediazione poi siano riusciti ad evitare di finire in tribunale, mi fa capire che i rapporti devono essere piuttosto deteriorati. Una causa di sfratto può essere oltremodo lunga ed estenuante per il proprietario di un immobile. Però, un accordo tra le parti può sempre porre fine alle beghe giudiziarie. Quindi l’unico modo credo sia convincere la sua ex moglie a venir via e, tenuto conto che lei è ben disposto, sono sicuro che suo zio capirà che, se sussistono dei problemi nella restituzione della casa, di certo non dipendono da lei.
    Distinti saluti

  3. Gentile Avvocato,
    mi trovo anch’io nella stessa situazione di Maurizio, ho 2 figli minori, ed il contratto d’affitto é intestato a mio padre, ed é lui che ha provveduto ad arredarla quando l’ha presa, per aiutarmi dubito dopo la prina separazione. Ci siamo separati giudizialmente, per poi rinunciare un’anno dopo.
    Ora, dopo poco piu di un anno di convivenza in questa casa, , stiamo per affrontare una nuova causa giudiziale, perché non abbiamo raggiunto un accordo, lei mi ha chiesto 6.500 € accampando tenore di vita che non era dipeso da me, ma che usufruivamo di alcuni benefit che mio padre metteva a disposizione, ma che non ha intenzione di continuare a fare, in caso di una nostra separazione.
    M’interessava nello specifico, sapere come comportarmi, anche perché il mio reddito, seppur medio alto, – intorno a 3.000 € al mese,- non mi permette di pagare un affitto di 2.300 €, più l’eventuale mantenimento -giusto- per le bambine, ma non giusto per lei , che ha chiesto 1.250 per bambina e 1.500 per lei. Dalla sua richiesta, si evince che nella scala dei valori, prima viene il suo mantenimento, e soltanto successivamente quello delle bambine.
    Lei non ha nessuna intenzione di affrontare un dialogo, e si dice fiduciosa nelle decisioni che prenderà il giudice, ma mio padre ha intenzione di aiutare me, visto che dovrò affrontare un altro affitto.

    Cordiali saluti

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI