HOME Articoli

Lo sai che? Si può postare un articolo se c’è scritto Riproduzione Riservata?

Lo sai che? Pubblicato il 9 marzo 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 9 marzo 2017

Si può postare su Facebook lo screenshot di un articolo di un giornale che reca in calce la scritta “Riproduzione Riservata”?

Il codice civile prevede che formano oggetto del diritto d’autore le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione e che il titolo originario dell’acquisto del diritto d’autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale. Il diritto spetta, chiaramente, al creatore dell’opera e sorge nel momento in cui l’autore la crea e la esprime e, ovviamente, è indipendente dalla sua qualità artistica.

Volendo dare una definizione del diritto di autore possiamo scrivere che può essere inteso come l’insieme dei diritti e delle facoltà che l’ordinamento giuridico riconosce all’autore delle opere dell’ingegno aventi carattere creativo, nonché l’insieme delle norme che ne regolano l’esercizio, la durata e ne assicurano la protezione.

Sono esclusi dalla protezione legale:

  • opere di dominio pubblico (opere per le quali è già trascorso il periodo di protezione legale di settant’anni dalla morte dell’autore);
  • atti ufficiali dello Stato e delle amministrazioni pubbliche;
  • opere prive di apporto creativo.

Mancando una legge specifica, anche a internet si applica la legislazione sul diritto d’autore [1] secondo la quale, anzitutto, chi ha realizzato l’opera ha il diritto esclusivo di utilizzazione economica della stessa in ogni forma e modo, diretto ed indiretto. Ne consegue, logicamente, che la riproduzione e la diffusione – anche su reti telematiche – delle opere dell’ingegno altrui devono essere autorizzate dagli autori, titolari dei relativi diritti. Attenzione però: il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera per scopi di critica, di discussione ed anche di insegnamento, sono liberi nei limiti giustificati da tali finalità e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione    economica dell’opera, a condizione che siano sempre accompagnati dalla menzione del   titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratta di traduzione, del traduttore qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta. La legge sul diritto d’autore, inoltre, prevede altri due casi in cui è consentita la libera utilizzazione di opere protette: il primo consiste nella possibilità di riprodurre, in giornali o riviste, indicando la fonte, articoli di attualità, di carattere economico, politico o religioso, apparsi sulla stampa periodica, purché la riproduzione non sia stata espressamente vietata; il secondo riguarda la riproduzione, sempre su giornali o periodici, e sempre con obbligo di citazione della fonte, di discorsi su argomenti di interesse politico o amministrativo, tenuti in pubbliche assemblee o comunque in pubblico. In particolare, per quanto riguarda gli articoli di giornale, la riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica (in sostanza che sia utilizzato un linguaggio appropriato e non offensivo) e purché se ne citi la fonte. In sostanza, quello che si evince in considerazione dei principi più generali, è che sussistono due opposte esigenze, entrambe meritevoli di tutela:

  • da un lato quella dello sfruttamento economico dell’opera (quindi il diritto di autore),
  • dall’altro quello di critica e di informazione del pubblico.

Senza dilungarci in inutili tecnicismi, valorizzando un aspetto piuttosto che l’altro, il consiglio pratico che si ritiene possa essere di aiuto, è quello di citare sempre la fonte dalla quale proviene l’informazione (il video o qualsiasi altra cosa intende pubblicare e divulgare) e di accompagnare la pubblicazione con un commento, una spiegazione, una critica, che manifesti un pubblico interesse alla conoscenza dell’informazione. Il tutto, chiaramente, non utilizzando un linguaggio inutilmente offensivo e denigratorio che  porterebbe fuori dai limiti del corretto esercizio del diritto di critica. Sempre che, si intende, non sia stata espressamente vietata la riproduzione. Si badi bene, comunque, che anche per gli articoli, le notizie, i video e quant’altro è pubblicato, vale il diritto di autore a prescindere dal fatto che sia o meno riprodottala la dicitura “riproduzione riservata”. Ed anzi a questo proposito si segnala che è in vigore, da un paio anni, un regolamento dell’Agcom che disciplina la materia.

Il titolare del diritto d’autore potrebbe richiedere non solo la rimozione del materiale pubblicato in violazione delle norme indicate, ma anche il risarcimento dei danni che dimostrerà di avere patito in conseguenza della pubblicazione del materiale vietato.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Antonio Ciotola

note

[1] L. n. 633 del 22.04.1941.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI