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Lo sai che? Entro quanto impugnare un testamento

Lo sai che? Pubblicato il 14 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 febbraio 2017

Per impugnare un testamento che lede la quota di legittima c’è tempo fino a 10 anni. Invece, per un testamento falso o di un incapace ci sono 5 anni.

Il termine per impugnare un testamento non è sempre lo stesso, ma varia a seconda del tipo di contestazione che viene mossa. Si va da 10 anni per le violazioni di legittima ai 5 anni per il testamento falso, contraffatto o dell’incapace. Ma procediamo con ordine.

Entro quanto impugnare un testamento per lesione di legittima

Come abbiamo spiegato nell’approfondimento Come impugnare un testamento, la legge riconosce al coniuge, genitori e figli del defunto – chiamati «legittimari» – delle quote minime di eredità (le cosiddette «quote di legittima»): ad essi vanno, cioè, sempre dei beni del patrimonio del soggetto deceduto, anche se questi ha disposto diversamente nelle proprie ultime volontà. Pertanto, qualora il testamento leda tali percentuali, si ha quella che viene detta lesione di legittima. L’azione per ripristinare le quote dei legittimari lesi può essere esperita entro 10 anni dall’apertura della successione.

Dunque per impugnare un testamento per lesione di legittima, gli eredi “legittimari” hanno 10 anni di tempo.

Entro quanto impugnare un testamento falso

Un testamento potrebbe essere stato falsificato o redatto da un’altra persona che poi abbia attribuito il documento al defunto. In tali casi, il termine per impugnare il testamento è di 5 anni che decorrono, anche in questo caso, dall’apertura della successione, pena la prescrizione dell’azione. In buona sostanza, se ci si accorge tardi della falsità del testamento o della sua firma o di una delle sue parti (perché, magari, vi è stata aggiunta da una terza persona), non c’è più possibilità di difendere le proprie ragioni.

Entro quanto impugnare un testamento di persona incapace

Una delle condizioni per redigere il testamento è di essere, in quel momento, capace di intendere e di volere. Così come è incapace il minore, lo è anche l’interdetto, l’inabilitato o il soggetto che sia stato momentaneamente privato delle proprie capacità (ad esempio sotto effetto di droga, alcol o di farmaci). Anche in questo caso il termine per impugnare il testamento è di 5 anni dal giorno in cui sono state eseguite le disposizioni testamentarie.

Entro quanto impugnare un testamento pubblico

Il testamento pubblico è quello redatto dal notaio e da questi conservato. Per sua natura è un testamento che è immune da falsità o alterazioni, proprio perché la presenza del pubblico ufficiale serve a certificare l’autenticità del documento. Tuttavia, la giurisprudenza ritiene che il notaio non debba verificare anche la capacità di intendere e di volere del testatore, né che questi disponga dei suoi beni senza ledere le quote di legittima. Dunque, il testamento pubblico può essere impugnato solo per:

  • incapacità, nel termine di 5 anni;
  • lesione di legittima, nel termine di 10 anni.

Invece l’impugnazione del testamento per falsità è tipica del testamento olografo, quello cioè conservato dallo stesso testatore. Come detto il termine per l’impugnazione è di 5 anni.

note

Autore immagine: 123rf com


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