Diritto e Fisco | Articoli

Chi può impugnare la rinuncia all’eredità?

15 febbraio 2017


Chi può impugnare la rinuncia all’eredità?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 febbraio 2017



Entro cinque anni dalla rinuncia all’eredità, i creditori dell’erede possono impugnare la rinuncia stessa e pignorare i beni di cui questi sarebbe diventato proprietario.

La rinuncia all’eredità è un atto che, almeno in teoria, impoverisce il patrimonio dell’erede, in quanto questi perde il diritto di proprietà su una quota del patrimonio del defunto, quota che altrimenti gli sarebbe spettata con la successione. Logico che, in una tale prospettiva, detta scelta possa pregiudicare i suoi creditori, i quali hanno tutto l’interesse ad avviare pignoramenti per recuperare le somme loro spettanti. Dunque ai creditori del chiamato all’eredità è consentito impugnare la rinuncia all’eredità fatta da quest’ultimo solo a due condizioni:

  • la rinuncia deve procurare un danno ai creditori: il che si ha solo quando l’attivo ereditario è superiore al passivo. Diversamente, se le passività sono più elevate, l’accettazione dell’eredità produrrebbe solo l’effetto di un aumento dei creditori e non anche del patrimonio del debitore;
  • il debitore non deve disporre di propri beni in misura sufficiente a consentire, tramite il loro pignoramento, il soddisfacimento dei creditori. In pratica, senza l’accettazione dell’eredità, questi ultimi rimarrebbero verosimilmente insoddisfatti delle proprie ragioni.

Sussistendo tali presupposti, ciascun creditore può, entro cinque anni dal momento in cui l’erede ha rinunciato all’eredità, impugnare tale atto.

Ma attenzione: l’impugnazione della rinuncia all’eredità non fa sì che il chiamato all’eredità diventi erede (rispondendo quindi di tutte le obbligazioni lasciate dal defunto); implica solo che i suoi creditori possano aggredire (o meglio, pignorare) i beni dell’eredità di cui questi sarebbe divenuto proprietario insieme agli altri eventuali parenti.

Procediamo con ordine e vediamo quando e chi può impugnare la rinuncia all’eredità.

Cos’è la rinuncia all’eredità?

Con la rinuncia, il chiamato dismette il diritto di accettare l’eredità, senza trasferirlo ad altri. Di norma, si rinuncia alla propria qualità di erede quando i debiti del defunto sono chiaramente superiori al suo patrimonio. Tale scelta impedisce così ai creditori del parente passato a miglior vita di pignorare i beni dell’erede rinunciatario. Diversamente, egli, succedendo nei beni del defunto, eredita anche le passività.

La rinunzia all’eredità può essere manifestata solo dopo l’apertura della successione: la rinunzia precedente non ha valore (comportamento l’integrazione di un patto successorio invalido).

La rinuncia è inoltre impossibile dopo che l’erede abbia ormai accettato.

La rinuncia all’eredità per frodare i creditori

La rinuncia all’eredità può essere una scelta ponderata, sulla base di una stima dei vantaggi e degli svantaggi che essa comporta (essendo i debiti del defunto superiori al patrimonio). Tuttavia può capitare che tale determinazione sia invece il frutto di un intento fraudolento ai danni dei creditori. Chi ha infatti molti debiti e diviene erede di un consistente patrimonio, per evitare che questo sia pignorato dai creditori, potrebbe rinunciare all’eredità, facendo sì che essa passi ad altri soggetti, pur sempre familiari (ad esempio, i propri figli), così evitando la dispersione dei beni di famiglia.

Per comprendere di cosa stiamo parlando facciamo un esempio. Immaginiamo un uomo, rimasto ormai vedovo e con un unico figlio il quale, a sua volta, ha due bambini. Morendo, l’uomo lascia in eredità tutto il suo patrimonio al figlio unico. Ma questi è ormai affogato nei debiti e, per evitare che i suoi creditori possano pignorargli i beni ottenuti dal padre, rinuncia all’eredità dimodoché la stessa finisca ai suoi figli, in quanto successivi eredi, in linea diretta, del nonno. Ebbene, tale rinuncia all’eredità è impugnabile da parte dei creditori.

Quando si può impugnare la rinuncia all’eredità?

Come abbiamo però detto in apertura, la rinuncia del chiamato all’eredità è impugnabile solo in presenza di un danno per i creditori. Il che richiede due presupposti:

  • che il patrimonio del rinunciatario sia insufficiente a soddisfare i suoi creditori. Se invece il debitore ha beni che, se pignorati, garantiscono il soddisfacimento delle ragioni dei suoi creditori, la rinuncia non è impugnabile;
  • che l’eredità rinunciata presenti un attivo, ossia che i beni abbiano un valore superiore al passivo. Diversamente, infatti, dalla rinuncia all’eredità non deriverebbe alcun pregiudizio per i creditori.

In tal caso, i creditori del rinunciante possono farsi autorizzare dal giudice ad accettare l’eredità in nome e luogo del rinunziante, al solo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari fino alla concorrenza dei loro crediti (proprio come se la rinuncia non fosse stata fatta).

Cosa comporta l’impugnazione della rinuncia all’eredità?

La conseguenza dell’impugnazione della rinuncia all’eredità, però, non fa sì né che i creditori divengano eredi del defunto, né che lo diventi invece l’erede rinunciatario. Ad essere erede sarà il chiamato in subordine, colui che ha accettato al posto del rinunciante o in cui favore s’è verificato l’accrescimento dell’eredità. Nell’esempio di poc’anzi si tratta dei nipoti. Ciò nonostante, i creditori che hanno impugnato l’eredità possono ugualmente pignorare i beni del patrimonio del defunto seppur trasferiti in capo a un soggetto che non è il loro debitore. Gli eventuali eredi che abbiano accettato in luogo del rinunziante possano sottrarsi all’azione esecutiva con il rilascio dei beni ereditari oppure offrendo ai creditori l’equivalente di quanto si sarebbe potuto ricavare dalla vendita dei beni stessi. In ogni caso, peraltro, essi avranno azione di regresso nei confronti del rinunziante, che è il vero debitore.

Entro quanto tempo si può impugnare la rinuncia all’eredità?

Il diritto dei creditori ad impugnare la rinunzia si prescrive in cinque anni dalla rinunzia medesima.

I creditori possono impugnare la rinuncia all’eredità a prescindere che essa sia stata fatta proprio allo scopo di frodarli (come nell’esempio appena fatto) o solo per ragioni di opportunità economica.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. ma se gli eredi non fanno la successione, lasciano cioè i beni intestati ai defunti. I creditori possono pignorare?
    Anche se sono debiti dei defunti?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI