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Se qualcuno ritira la posta raccomandata al mio posto che succede?

16 febbraio 2017


Se qualcuno ritira la posta raccomandata al mio posto che succede?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 febbraio 2017



Nulla la notifica di atti giudiziari, di cartelle esattoriali, di multe e di qualsiasi corrispondenza consegnata dal postino nelle mani di chi si qualifica come familiare, convivente, addetta alle pulizie o portiere dello stabile e invece non lo è.

Hai mai pensato a quali potrebbero essere le conseguenze se qualcuno dovesse ritirare, dalle mani del postino, le raccomandate a te destinate, firmando al tuo posto la relativa ricevuta, magari qualificandosi come portiere del condominio o come tuo familiare convivente o come coniuge (e invece siete già divorziati) o infine come donna delle pulizie? Bene, in tali casi la notifica è nulla. E non importa se lo stesso postino – che è pubblico ufficiale – scrive sull’avviso di ricevimento di aver consegnato la busta a un soggetto legittimato a riceverla (appunto il portiere, il familiare, ecc.). Questo perché, se è vero che in linea di massima tutte le dichiarazioni del dipendente di Poste Italiane (e non di quello delle poste private) hanno pieno valore legale perché provenienti appunto da un pubblico ufficiale (in gergo tecnico si dice che «hanno fede privilegiata»), questo non vale però per quanto dichiarato da terzi al postino medesimo. Ma procediamo con ordine.

Colui che, pur non essendolo, si qualifica come «portiere», come «familiare convivente» o come «addetto alla casa» e ritira un atto notificato dal pubblico ufficiale (postino, ufficiale giudiziario del tribunale, messo notificatore del Comune, ecc.), rende nulla la notifica. Affinché, però, tale nullità possa essere fatta valere è necessario che il destinatario della raccomandata ne contesti la validità, dimostrando di non averla mai ricevuta. Come? Nel caso del portiere, bisognerà provare che non vi è alcun incarico conferito a quest’uomo (il quale, magari, era solo un addetto alle pulizie); nel caso del convivente si dovrà dimostrare, dallo stato di famiglia e di quello anagrafico, la reale composizione del nucleo familiare e che, in essa, non è inserito chi invece ha ritirato la posta, ecc.

Non c’è quindi bisogno di svolgere la cosiddetta «querela di falso», una procedura che si deve fare nel momento in cui si intende impugnare le dichiarazioni rilasciate da un pubblico ufficiale facenti fede pubblica.

La Cassazione ha chiarito che le dichiarazioni del postino inserite nell’avviso di ricevimento della raccomandata (o quelle dell’ufficiale giudiziario contenute nella relata di notifica) fanno pubblica fede, fino a querela di falso, solo per quanto riguarda le attestazioni relative all’attività svolta da questi. Ma non per tutte le attestazioni che non sono il frutto della sua diretta percezione, come, appunto, la dichiarazione di un terzo di essere portiere dello stabile dove è l’abitazione del destinatario. Si tratta, in tal caso, «di informazioni da lui assunte o di indicazioni fornitegli da altri, attestazioni, queste, assistite da presunzione di veridicità che può essere superata solo con la prova contraria».

In pratica, chi non riceve una raccomandata, una cartella esattoriale, una multa, una diffida o un atto giudiziario può far invalidare la notifica se l’atto viene consegnato a un soggetto estraneo, con cui non ha alcun rapporto, anche se quest’ultimo si è qualificato come postino, addetto alla casa o familiare convivente e ciò è stato riportato dal postino nell’avviso di ricevimento o dall’ufficiale giudiziario nella relazione di notifica.

È comunque il destinatario, eventualmente, a dovere fornire la prova contraria, ma con qualsiasi mezzo di prova.

note

[1] Cass. sent. n. 1197/17 del 18.01.2017.

Autore immagine: 123rf com

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4 Commenti

  1. Tutto ciò è successo a me che sono stato condannato in contumacia perché non mi sono mai presentato ad un udienza senza sapere che vi fosse un processo in corso ed ho dovuto pagare le spese all’avvocato ed alla parte offesa si può tutto questo!

  2. E successo a un mio conoscente ,dopo anni che si è trasferito .e venuto a conoscenza di una notifica dallEquitalia(raccomandata) ricevuta al vecchio indirizzo e firmata da un inquilini del palazzo dove lui abitava in passato. Quindi come comportarsi dopo 6 anni dalla scoperta del l’avviso. ??

    1. il cartaceo non ha nessun valore legale e’ un semplice pro-memoria .E cio’ e’ confermato dal fatto che senza parchimetro con bancomat si puo’ posteggiare gratis su strisce blu.

      STRISCE BLU: SOSTA GRATIS SE NON C’È IL BANCOMAT

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