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Lo sai che? Ospedale: come devono essere stabiliti i turni nei reparti?

Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2017

In un ospedale, il direttore sanitario che decide le turnazioni nei reparti non deve preventivamente informare né trovare un accordo con le rappresentanze sindacali o con i medici.

All’interno di un ospedale, il direttore sanitario che decide le turnazioni dei medici che lavorano in un determinato reparto non deve preventivamente informare né trovare un accordo con le rappresentanze sindacali o con i diretti interessati. A stabilirlo è il Tribunale di Napoli in una recente sentenza [1].

La pronuncia in questione nasce dalla causa intentata da una dottoressa contro la struttura sanitaria. In particolare, ella lamentava l’illegittimità delle turnazioni disposte dal direttore sanitario nel reparto di radiologia in cui prestava servizio: egli, infatti, avava stabilito i turni senza prendere accordi né con lei né con le rappresentanze sindacali e non li aveva adeguatamente pubblicizzati.

I giudici napoletani respingono al mittente le richieste di risarcimento.

Occorre partire dal presupposto che, nel definire i turni di presenza del personale, il direttore sanitario deve attenersi a principi di carattere generale che sono:

  • l’equità e la trasparenza nella distribuzione dei carichi di lavoro [2];
  • il rispetto di principi di carattere generale in materia di sicurezza.

Sono solo questi i criteri di riferimento: la legge, infatti, non prevede che il direttore sanitario in un ospedale abbia il dovere di stabilire le turnazioni dei reparti prendendo accordi con chi vi lavora. Al contrario, la loro organizzazione può essere gestita autonomamente, tenendo conto:

  • delle esigenze degli utenti,
  • dei criteri generali concordati con le organizzazioni sindacali interessate.

Che significa in concreto? In pratica, la contrattazione integrativa aziendale prevede delle regole generali per una migliore organizzazione del lavoro nelle strutture ospedaliere: ad esempio, può stabilire che il medico che ha effettuato il turno di notte possa godere immediatamente di un periodo di riposo obbligatorio e continuativo prima del turno successivo. Ma questo, a differenza di quanto sostiene la dottoressa, non vuol dire che nel momento in cui tali turnazioni vengono praticamente stabilite – quando, cioè, si tratta di assegnare questo o quel turno al singolo operatore sanitario – le rappresentanze sindacali debbano essere coinvolte attivamente. È il dirigente della struttura a dover valutare come organizzarla al meglio.

note

[1] Trib. Napoli sent. n. 659 del 26.01.2017.

[2] Art. 6 del d.P.R. n. 348 del 25.06.1983.


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