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Lo sai che? Si può rinunciare tacitamente all’usucapione?

Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2017

La rinuncia all’usucapione può anche essere tacita, quando c’è una incompatibilità assoluta fra il comportamento del possessore e la volontà del medesimo di acquistare il diritto altrui.

La rinuncia all’usucapione può anche avvenire tacitamente, tutte le volte in cui c’è una incompatibilità assoluta fra il comportamento del possessore e la volontà del medesimo di acquistare il diritto altrui, senza possibilità di diversa interpretazione. A stabilirlo è il Tribunale di Cuneo in una recente sentenza [1]. La vicenda su cui i giudici piemontesi si sono pronunciati riguarda un condominio che, nel corso di un’assemblea, decideva di rimuovere le opere poste nel cortile dell’edificio da uno dei condomini, il quale, invece, sosteneva di aver usucapito l’area e, pertanto, di aver subito un atto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni da parte dell’assemblea condominiale. Il Tribunale non la pensa allo stesso modo anche sulla base di una giurisprudenza consolidata sulla questione.

Partiamo dal presupposto che il possessore di un immobile altrui può rinunciare all’usucapione:

  • con rinuncia espressa: ad esempio, dichiarando per iscritto che, per altri 20 anni, nonostante l’utilizzo del bene da parte sua, non potrà rivendicare la proprietà sul bene;
  • con rinuncia tacita, ad esempio con un comportamento che non si concilia con la volontà di comportarsi come il legittimo proprietario.

Precisiamo che rinuncia tacita all’usucapione scatta solo in presenza di una totale incompatibilità fra il comportamento del possessore e la volontà del medesimo di acquistare il diritto altrui, senza possibilità di diversa interpretazione. Che significa? Facciamo l’esempio del condomino della sentenza in questione: in una precedente assemblea condominiale egli si era impegnato a liberare le area comuni dichiarando che, in caso contrario, vi avrebbe provveduto il condominio. In questo modo, il condomino in questione ha rinunciato tacitamente all’usucapione: la sottoscrizione della dichiarazione di impegno a liberare l’area comune condominiale costituisce proprio un comportamento incompatibile con la volontà di avvalersi della usucapione eventualmente maturata. Per essere ancora più chiari facciamo un altro esempio: Tizio, possessore, chiede a Caio, proprietario, il permesso di cambiare le chiavi del cancello, riconoscendo – ancora una volta tacitamente – l’altrui diritto.

Per completezza, ricordiamo che la rinuncia deve essere fatta in modo espresso o tenendo conto del comportamento delle parti. Il riconoscimento del diritto del proprietario, per bloccare l’usucapione, deve esser fatto direttamente dal possessore o da persona abilitata ad agire in sua rappresentanza: in caso contrario è privo di efficacia interruttiva; ad esempio, se la rinuncia viene fatta da uno dei due coniugi non ha effetto nei confronti dell’altro [2].

note

[1] Trib. Cuneo sent. n. 139 del 07.02.2017.

[2] Cass. sent. n. 11158 del 30.05.2016.


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