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Hacker all’Agenzia Entrate: quali rischi

25 Novembre 2016


Hacker all’Agenzia Entrate: quali rischi

> Business Pubblicato il 25 Novembre 2016



Anche l’Agenzia delle Entrate sotto attacco: gli hacker non si fermano, perchè una banca dati pubblica è così attaccabile?

Anche il portale dell’Agenzia delle Entrate è stato attaccato dagli hacker.

Dopo l’attacco di qualche giorno fa al sito di Equitalia (si legga Hackerato sito Equitalia, i dati in pericolo?) anche il sito del Fisco è stato bersaglio di un brutto scherzo, che rende quantomeno preoccupante la permeabilità di banche dati di questa importanza.

L’attacco hacker all’Agenzia delle Entrate

Il portale dell’Agenzia www.agenziaentrate.gov.it ha avuto un attacco di 45 minuti circa, dalle 11:45 alle 12:30 di ieri.

L’attacco ha generato dei problemi agli utenti così come agli uffici, è difatti proprio questo l’obiettivo di questo genere di attacchi, chiamati DDOS cioè Distributed Denial of Service, uno dei più diffusi metodi per rendere inutilizzabile i servizi web che opera attraverso l’invio coordinato e contemporaneo di migliaia di richieste al server che ospita il sito-bersaglio. Questo causa un sovraccarico sul server stesso e genera di conseguenza un “down” del sistema, lo rende cioè inutilizzabile.

Come si presenta un sito hackerato con DDOS?

L’effetto è che le piattaforme di gestione appaiono “intasate“, dunque la navigazione è lenta o impossibile.

Tutto tornato alla normalità nel giro come detto di meno di un’ora, ma c’è un rischio per i dati personali?

Secondo l’Agenzia non è stato effettuato alcun accesso a dati privati né è stata messa a rischio la sicurezza delle informazioni contenute nei database.

Anche la Commissione UE sotto tiro hacker

Gli attacchi Ddos costituiscono oggi circa il 90% dei tentativi di hackeraggio, si colpiscono generalmente i siti di istituzioni o società. Ieri sono finiti nel mirino anche i server della Commissione Ue. Anche in quel caso l’unico disagio è stato il disservizio: non ci sono stati problemi alle banche dati che hanno elevati livelli di sicurezza, come spiegano da Sogei, la società che ha contribuito a “sbloccare” il sito di Equitalia.


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