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Pensione anticipata salvacondotto, quando si maturano i requisiti?

10 marzo 2017 | Autore:


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Entro quale data si devono raggiungere gli anni di contributi necessari per ottenere la pensione anticipata per i nati sino al 31 dicembre 1952?

Sono un dipendente del settore privato, nato nel 1952: ho maturato 31 anni di contributi nel 2012; quando mi potrò pensionare? È vero che potrò pensionarmi a 64 anni e sette mesi con 35 anni di contribuzione?

Sfortunatamente, l’accesso al cosiddetto salvacondotto per i nati nel 52 è possibile, per gli uomini, soltanto se alla data del 31 dicembre 2012 si possiedono almeno 60 anni di età e 35 anni di contributi; il requisito è invece più leggero per le donne, in quanto alle lavoratrici, alla stessa data, sono richiesti solo 20 anni di contributi. Gli anni di contributi necessari non possono essere maturati in seguito al 2012.

Salvacondotto per la pensione: come funziona

Il salvacondotto, difatti, è un beneficio, istituito dalla Legge Fornero [1], che consente di pensionarsi a 64 anni di età (64 anni e 7 mesi, nel 2017, per effetto degli incrementi legati alla speranza di vita), senza penalizzazioni, per coloro che sono nati sino al 31 dicembre 1952. Per beneficiare del salvacondotto, però, è necessario possedere:

  • almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2012, per gli uomini;
  • almeno 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012, per le donne.

Il lettore, dunque, possedendo meno di 35 anni di contributi alla data del 31 dicembre 2012, non può pensionarsi in anticipo usufruendo del beneficio, a meno che non abbia la possibilità di riscattare dei periodi di contribuzione anteriori al 31 dicembre 2012. Il riscatto, infatti, comporta l’accredito dei contributi direttamente nei periodi “scoperti”, e non alla data in cui effettivamente si versano i relativi oneri.

Se un lavoratore, ad esempio, possiede 31 anni di contributi nel 2012, ma decide di riscattare 4 anni di laurea, arriva al requisito di 35 anni di contribuzione da maturare entro il 31 dicembre 2012.

Riscatto: per quali periodi è possibile

I periodi scoperti da contribuzione che si possono riscattare sono, nel dettaglio:

  • il corso di studi universitario ed i periodi di formazione, studio e finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro;
  • i periodi part time non coperti da contribuzione ed i periodi di sospensione e interruzione del rapporto di lavoro, se successivi al 1996;
  • i periodi di aspettativa non retribuita;
  • gli intervalli tra lavori stagionali, temporanei, part time e discontinui, se successivi al 1996;
  • i periodi di servizio civile volontario;
  • i periodi di congedo parentale al di fuori del periodo di maternità;
  • i periodi di lavoro svolti all’estero, in Paesi extraeuropei e non convenzionati con l’Italia;
  • i periodi di lavoro non coperti da contribuzione (cosiddetta costituzione di rendita vitalizia);

Se il lettore, dunque, ha la possibilità di riscattare uno o più di questi periodi e grazie a questi raggiunge 35 anni di contributi collocati prima del 31 dicembre 2012, può pensionarsi col Salvacondotto.

Salvacondotto e contributi: il requisito dell’occupazione

È importante, però, a questo scopo, che l’interessato non risulti disoccupato alla data del 28 dicembre 2011: nel caso in cui alla stessa data il lavoratore non risulti occupato come dipendente, è necessario possedere, oltre ai 35 anni di contributi alla data del 31 dicembre 2012, anche la quota 96 (somma di età e contribuzione alla stessa data; è un requisito non richiesto alle sole lavoratrici). Inoltre, i 35 anni di contributi devono derivare da lavoro dipendente nel settore privato. Sono dunque esclusi i contributi volontari, i contributi figurativi maturati per eventi al di fuori del rapporto di lavoro dipendente del settore privato, i contributi da riscatto non correlato ad attività lavorativa.

Salvacondotto e contributi: lavoro autonomo

Il fatto che possano ottenere l’agevolazione i soli lavoratori dipendenti del settore privato non esclude, infine, chi possiede anche dei contributi da lavoro autonomo: questi contributi possono essere contati al fine di raggiungere il requisito dei 35 anni, purché alla data di riferimento, il 28 dicembre 2011, l’interessato risulti occupato come dipendente del settore privato.

In caso contrario, vale quanto appena esposto: bisogna, cioè, raggiungere l’anzianità contributiva richiesta con i soli contributi da lavoro dipendente del settore privato, con esclusione dei contributi da lavoro autonomo, dei contributi figurativi maturati per eventi al di fuori del rapporto di lavoro dipendente del settore privato, dei contributi da riscatto non correlato ad attività lavorativa.

Pensione anticipata per chi non rientra nel salvacondotto: Ape e Ape sociale

Nel caso in cui l’interessato non riesca a raggiungere 35 anni di contributi collocati entro il 31 dicembre 2012, l’unico modo per non attendere i 66 anni e 7 mesi di età, necessari per la pensione di vecchiaia, è domandare l’Ape volontaria (dal 1° maggio 2017, se si possiedono oltre 63 anni di età e 20 anni di contributi), cioè l’anticipo pensionistico, ottenuto grazie all’erogazione di un prestito bancario. In questo caso si subiscono delle penalizzazioni sulla pensione, delle quali non si conosce ancora l’ammontare perché si è in attesa del decreto attuativo che specifichi l’operatività dell’Ape.

Nel caso in cui l’interessato rientri in particolari categorie (invalidi dal 74% in su, disoccupati privi di ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi, lavoratori che assistono il coniuge o un parente di 1° disabile grave da almeno 6 mesi, addetti a lavori usuranti e faticosi) può invece fruire dell’Ape sociale, che non ha costi ma prevede un assegno mensile, sino alla data di maturazione della pensione di vecchiaia, non superiore a 1500 euro. Anche l’Ape sociale può essere richiesta a partire dal 1° maggio 2017 e si è in attesa di un decreto attuativo che ne definisca meglio l’operatività. Sono però necessari almeno 30 anni di contributi (36 per gli addetti a lavori faticosi).

note

[1] Art. 24, Co. 15-bis, D.L. 201/2011.


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2 Commenti

  1. Perdonatemi è vergognoso leggere sempre le stesse cose…..Io impiegata nella P A con 65 anni fatti in giugno e quindi 1952 ogni anno che passa ci sono sempre novità. ….che schifo. … non sono in grado più di lavorare!!!! Intanto tanti giovani sperano in un posto di lavoro. ….vergogna! !!!

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