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Lo sai che? Pignoramento prima casa: quando è inefficace?

Lo sai che? Pubblicato il 10 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 marzo 2017

L’usufruttuaria di un immobile cat. A7 – unico immobile abitativo – ha subito un pignoramento immobiliare. Si può considerare ormai definitivamente inefficace? Può locare l’ immobile?

Il quesito del lettore trova risposta nella disciplina introdotta dal cosiddetto Decreto del Fare [1] e, in particolare, nella nota esplicativa emanata dall’Ente della Riscossione in data 1° luglio 2013. Il decreto sopracitato è intervenuto a modificare la disciplina contenuta nel decreto del Presidente della Repubblica n. 602/1973 contenente disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito, apponendo nello specifico alcuni limiti alla procedura di esecuzione forzata (che trova nel pignoramento il proprio atto introduttivo) promossa dall’agente riscossore delle imposte sulla prima ed unica casa di abitazione in cui il debitore risiede anagraficamente. I requisiti per beneficiare di tale blocco dell’espropriazione sono così riassumibili:

  • non deve trattarsi di immobile di lusso [2] oppure di villa (categoria catastale A/8), castello o palazzo di eminente pregio artistico o storico (categoria catastale A/9);
  • deve essere l’unico immobile di proprietà del debitore;
  • l’immobile deve essere destinato a uso abitativo e il debitore deve risiedervi anagraficamente.

Per quanto riguarda quest’ultimo requisito, più in particolare, ciò che conta non è tanto la destinazione d’uso impressa di fatto sull’immobile dal debitore quanto la classificazione catastale del bene. Nel caso del lettore, pertanto, trattandosi di categoria catastale A/7, l’immobile rientra nell’elenco di quelli che possono beneficiare del blocco della procedura espropriativa a meno che non possieda le caratteristiche delle abitazioni di lusso come indicate nel Decreto sopra citato.

Poiché, tuttavia, viene riferito che il pignoramento in oggetto risale al 10 giugno 2013 si pone il problema di capire se le recenti disposizioni normative si applicano anche alle procedure in corso al momento dell’entrata in vigore del Decreto del Fare (22 giugno 2013). Tale dubbio è stato risolto dalla sopracitata nota di Equitalia che, tenuto conto dello spirito della novella legislativa, volta a introdurre particolari meccanismi per la massima salvaguardia della proprietà immobiliare del debitore in ragione del contesto socioeconomico di riferimento, ha definitivamente chiarito che non dovrà essere dato corso alle procedure espropriative pendenti alla data di entrata in vigore del decreto in esame qualora siano avverate le condizioni sopra riportate.

In sintesi, se il debitore cui si riferisce il quesito non è proprietario o titolare di diritti reali su altro immobile, risiede anagraficamente nell’immobile pignorato e non si tratta di immobile di lusso, la procedura iniziata col pignoramento citato rimarrà sospesa per effetto delle nuove disposizioni di legge. Pertanto il debitore potrà locare il bene in parola senza temere conseguenze espropriative da parte dell’Agenzia delle Entrate.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato

note

[1] D.l. n. 69 del 21.06.2013 convertito, con modificazioni, nella l. n. 98 del 09.08.2013.

[2] Avente cioè le caratteristiche individuate dal Decreto del ministero per i Lavori Pubblici 2 agosto 1969, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27.08.1969.


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