Professionisti Mandato, commissione e spedizione

Professionisti Pubblicato il 18 febbraio 2017

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I contratti per il compimento o per la promozione di affari: si tratta di contratti in cui l’imprenditore fa da tramite ad un altro imprenditore o ad un consumatore per la promozione, l’agevolazione o la conclusione di un singolo affare o di una serie indefinita di affari nell’interesse di altro imprenditore o di un consumatore.

Il mandato (artt. 1703-1730)

Nozione

Il mandato è il contratto con il quale una parte (mandatario) si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell’altra (mandante) (art. 1703).

Il mandato può essere con rappresentanza, quando il mandatario agisce per conto ed in nome del mandante (spendita del nome).

Questo potere deriva da un autonomo negozio di procura, che è un atto unilaterale, attributivo di poteri e rivolto a terzi.

Nel mandato senza rappresentanza, invece, il mandatario agisce per conto del mandante ma in nome proprio ed acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi. Il mandatario, però, ha l’obbligo di trasferire al mandante i diritti acquistati per conto di quest’ultimo.

In particolare, nel mandato senza rappresentanza:

— per i beni immobili o mobili registrati, il mandatario, che ne acquista la proprietà, ha l’obbligo di ritrasferirli, con un altro negozio giuridico, al mandante (art. 1706, comma 2, il quale prevede, in caso di inadempimento, l’applicazione dell’art. 2932: esecuzione in forma specifica dell’obbligo di contrarre);

— per i beni mobili, è attribuito al mandante il diritto di rivendicare le cose mobili acquistate per suo conto dal mandatario. È un caso discusso in dottrina, in quanto sembrerebbe che il diritto si acquisti direttamente in capo al mandante.

Secondo le opinioni prevalenti, sia in dottrina che in giurisprudenza, si hanno due trasferimenti logicamente successivi che avvengono nello stesso momento in cui il mandatario acquista la cosa dal terzo.

Requisiti

Oggetto del contratto è sempre il compimento di atti giuridici, negoziali o non negoziali (art. 1708).

Per quanto riguarda la forma, la dottrina dominante nega che sia richiesta una forma particolare ad substantiam. La forma scritta, però, si rende necessaria quando il mandato abbia ad oggetto il compimento di atti per i quali è richiesta la forma scritta, come l’acquisto o l’alienazione di beni immobili.

Quando non è richiesta la forma scritta, può essere conferito anche tacitamente, purché risulti da comportamenti univoci.

Il mandato si presume oneroso, ma può essere gratuito (art. 1709), soprattutto nel caso in cui non si versi nell’ambito dei rapporti commerciali.

Specie di mandato

Rispetto ai poteri

– Generale: per tutti gli atti di amministrazione ordinaria; per gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione è necessaria una autorizzazione esplicita.

– Speciale: attribuito per uno o più atti determinati.

Rispetto agli interessi

– Nell’interesse esclusivo del mandante: è revocabile.

– Nell’interesse del mandante e del mandatario: è irrevocabile, salva l’esistenza di una giusta causa.

– Nell’interesse del mandante e di terzi: è irrevocabile, salva l’esistenza di una giusta causa.

Rispetto ai soggetti

– Collettivo: più mandanti lo conferiscono ad un unico soggetto, con atto unico, nell’interesse comune.

– Congiuntivo: conferito a più mandatari destinati ad agire congiuntamente.

– Disgiuntivo: conferito a più mandatari i quali possono agire separatamente.

Obblighi dei contraenti

Obblighi del mandatario

– Deve usare nell’esecuzione del mandato la diligenza del buon padre di famiglia, seguendo le istruzioni del mandante.

– Non risponde delle obbligazioni assunte dai terzi con i quali ha contratto.

– Deve rendere note al mandante le circostanze sopravvenute che possono determinare revoca o modificazione del mandato.

– Ha l’obbligo di rendiconto.

– Non può eccedere i limiti fissati nel mandato.

In quali casi si parla di eccesso di mandato?

Quando il mandatario persegue scopi diversi ed incompatibili rispetto a quelli voluti dal mandante, oppure non rispetta le istruzioni ricevute, si ha il cd. eccesso di mandato.

Il negozio stipulato dal mandatario eccedente i limiti del mandato è inefficace nei confronti del mandante ed è suscettibile di ratifica, manifestazione di volontà con cui il mandante approva l’operato del mandatario, dichiarando di fare propri gli effetti del negozio concluso.

La ratifica può essere anche tacita, nel caso in cui dal contegno del mandante risulti in modo univoco la volontà di accettare gli effetti del negozio.

 

Obblighi del mandante

– Fornire al mandatario i mezzi necessari all’espletamento del mandato.

– Rimborsare anticipazioni e spese.

– Pagare il compenso pattuito.

–  Risarcire eventuali danni che il mandatario possa aver subìto a causa dell’incarico.

Estinzione del mandato

Cause di estinzione

– Per scadenza del temine.

– Per il compimento dell’affare da parte del mandatario.

– Per morte, interdizione o inabilitazione del mandante o del mandatario.

– Per rinunzia del mandatario (nel mandato a tempo indeterminato è necessario il preavviso).

– Per revoca del mandante (salvo non sia conferito anche nell’interesse del mandatario o di un terzo).

La commissione (artt. 1731-1736)

È un mandato senza rappresentanza che ha per oggetto l’acquisto o la vendita di beni per conto del committente da parte del commissionario che agisce in nome proprio (art. 1731).

La commissione è, quindi, una sottospecie nominata di mandato con due peculiarità: l’oggetto dell’incarico consiste solo nella conclusione di contratti di compravendita; il commissionario è privo di poteri di rappresentanza.

 

Disciplina

– La commissione è sempre onerosa: il compenso prende il nome di provvigione (art. 1733).

– È prevista la possibilità che il commissionario entri nel contratto: non ricorre la figura del contratto con se stesso in quanto non ha la rappresentanza del committente.

– Se, in via ordinaria, il commissionario non subisce le conseguenze dell’eventuale inadempimento del contraente con il

quale abbia concluso l’affare per conto del committente, in quanto privo di poteri di rappresentanza, tuttavia può darsi che questo sia tenuto, in virtù della clausola dello «star del credere» (art. 1736), a garantire al committente il regolare adempimento dell’obbligazione del terzo e il buon fine dell’affare.

La spedizione (artt. 1737-1741)

La spedizione è il contratto con il quale una parte (spedizioniere) assume in nome proprio e per conto del mandante l’obbligo di concludere un contratto di trasporto e compiere le operazioni accessorie (cioè: l’imballaggio, l’assicurazione, lo sdoganamento, la presa a domicilio, il recapito al destinatario) (art. 1737).

Anche la spedizione, come il contratto di commissione, ha natura di mandato senza rappresentanza.

Disciplina

– Lo spedizioniere deve osservare le istruzioni del committente (art. 1739).

– Lo spedizioniere ha l’obbligo di temporanea custodia delle merci affidategli secondo le norme sul deposito.

– Lo spedizioniere non ha obbligo di assicurare le cose spedite salvo diversa pattuizione fra le parti.

– Lo spedizioniere ha diritto ad una retribuzione.


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