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L’agenzia

18 febbraio 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 18 febbraio 2017



L’agenzia (artt. 1742-1753): caratteri, tipi, disciplina del contratto di agenzia.

È il contratto con il quale una parte assume stabilmente l’incarico di promuovere, per conto dell’altra (preponente) e verso un corrispettivo, la conclusione di contratti in una zona determinata (art. 1742).

Caratteri

– Promozione, verso corrispettivo, della conclusione di affari tra preponente e terzi.

– Stabilità dell’incarico (ciò differenzia l’agente dal mediatore).

– Estensione ad una zona determinata.

–  Assenza di un vincolo di subordinazione (l’agente è un imprenditore commerciale «ausiliario autonomo» dell’imprenditore preponente).

Tipi di agenzia

– A termine.

– A tempo indeterminato: entrambi i contraenti possono recedere con congruo preavviso.

Disciplina dell’agenzia

– L’agente deve promuovere la vendita dei prodotti del preponente nella zona assegnata, attenendosi alle istruzioni ricevute, ma è libero di organizzarsi come ritiene opportuno.

– L’agente deve tutelare gli interessi del preponente ed agire con lealtà e correttezza, adempiendo l’incarico con la diligenza del buon padre di famiglia ed in conformità delle istruzioni ricevute.

– L’agente ha diritto ad una provvigione sugli affari conclusi per effetto del suo intervento (art. 1748).

– Diritto di esclusiva: è un elemento naturale, ma non essenziale, del negozio; ha carattere di reciprocità (art. 1743).

– È vietato inserire nel contratto la clausola dello star del credere, che obbliga l’agente a garantire al preponente il buon esito dell’affare ovvero il regolare adempimento del terzo con cui ha trattato. Tale garanzia generalizzata è stata sostituita con una garanzia riferita ai singoli affari e di portata limitata (art. 1746, 3° comma).

– L’agente, in caso di scioglimento di contratto a tempo indeterminato, ha diritto ad una indennità proporzionale alle provvigioni maturate e liquidate, purché lo scioglimento non sia a lui imputabile.

L’esercizio della professione di agente è oggi subordinato alla presentazione di una segnalazione certificata di inizio attività presso la Camera di commercio. È stato, invece, soppresso l’apposito ruolo degli agenti e rappresentanti di commercio tenuto in passato dalle Camere di commercio.

L’articolo 1752 riconosce al preponente la possibilità di conferire all’agente speciali poteri rappresentativi, in modo da consentirgli anche di concludere e perfezionare quei contratti di cui è stato promotore: si delinea così la figura dell’agente con rappresentanza o rappresentante di commercio, al quale è dato il potere (non l’obbligo) di concludere contratti in nome e per conto del preponente.

Il D.Lgs. 15-2-1999, n. 65 ha significativamente modificato la disciplina codicistica del contratto di agenzia. In particolare:

— il contratto di agenzia deve essere provato per iscritto (art. 1742);

— il diritto dell’agente alla provvigione matura per tutti gli affari conclusi durante la vigenza del contratto (e non solo per quelli che hanno avuto regolare esecuzione), sempre che l’operazione sia stata realizzata per effetto del suo intervento (art. 1748). La provvigione, tuttavia, è dovuta anche per:

1)- gli affari conclusi direttamente dal preponente con terzi che l’agente aveva in precedenza acquisito come clienti per affari dello stesso tipo o appartenenti alla zona o alla categoria o gruppo di clienti riservati all’agente, salvo che sia diversamente pattuito;

2)- gli affari la cui mancata o parziale esecuzione derivi da un accordo tra preponente e terzo;

3)- gli affari conclusi dopo la data di scioglimento del contratto, se la proposta è pervenuta al preponente o all’agente in data antecedente o gli affari sono conclusi entro un termine ragionevole dalla data di scioglimento del contratto e la conclusione è da ricondurre prevalentemente all’attività da lui svolta. In tali casi la provvigione è dovuta solo all’agente precedente, salvo che da specifiche circostanze risulti equo ripartire la provvigione tra gli agenti intervenuti;

— all’atto della cessazione del rapporto, il preponente è tenuto a corrispondere all’agente un’indennità se ricorrono contestualmente (e non alternativamente, come nella previgente disciplina) le seguenti condizioni:

1)- l’agente abbia procurato nuovi clienti al preponente o abbia sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti e il preponente riceva ancora sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti;

2)- il pagamento di tale indennità sia equo, tenuto conto di tutte le circostanze del caso, in particolare delle provvigioni che l’agente perde e che risultano dagli affari con tali clienti.

L’indennità è dovuta anche se il rapporto cessa per morte dell’agente.

Un’ulteriore indennità, di natura non provvigionale, è dovuta all’agente qualora accetti, all’atto dello scioglimento del contratto, il patto di non concorrenza (art. 1751bis), ovvero l’accordo con cui l’agente si impegna a non attuare attività che per zona, clientela e genere di beni o servizi, possono essere concorrenziali con quelle in precedenza svolte in favore del proponente.

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