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La società per azioni (Spa)

18 febbraio 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 18 febbraio 2017



Le società di capitali, costituzione della Spa, modifiche dell’atto costitutivo.

La società per azioni rappresenta la forma più importante di società di capitali, caratterizzata dalla presenza di un ingente capitale conferito e dalla limitazione di responsabilità per i soci, i quali, pertanto, rischiano esclusivamente nei limiti del proprio conferimento. Per le obbligazioni sociali risponde la società con il suo patrimonio: le società di capitali hanno, infatti, personalità giuridica ed autonomia patrimoniale perfetta.

Il codice civile detta una disciplina dettagliata e puntuale delle società per azioni, analizzando le modalità di costituzione delle stesse, la partecipazione dei singoli soci, attraverso la previsione dei rispettivi diritti ed obblighi, le possibili variazioni del capitale sociale e, soprattutto, le competenze e funzioni degli organi sociali.

La disciplina delle società per azioni ha subito una modifica sostanziale ad opera del D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma organica della disciplina delle società di capitali e cooperative) che ha introdotto, tra le principali innovazioni, nuovi modelli di amministrazione e di controllo, una regolamentazione specifica dei patti parasociali e la possibilità di costituire s.p.a. unipersonali.

Nozione e costituzione della Società per Azioni

La società per azioni (s.p.a.) rappresenta la tipica figura di società di capitali, predisposta per l’esercizio di imprese di grandi dimensioni.

Sotto un profilo giuridico può definirsi la persona giuridica che esercita attività economica, e le cui quote sono rappresentate da azioni.

A norma dell’articolo 2325 «nella società per azioni, per le obbligazioni sociali, risponde soltanto la società con il suo patrimonio», con conseguente limitazione della responsabilità dei soci alla somma o al bene conferito.

Il capitale sociale, ai sensi dell’art. 2327, non può essere inferiore a cinquantamila euro.

La s.p.a. si costituisce solo quando si realizzano due adempimenti richiesti dalla legge, ognuno dei quali è produttivo di effetti giuridici preliminari:

— stipulazione dell’atto costitutivo;

— iscrizione (forma di pubblicità «costitutiva») della società nel Registro delle imprese.

L’art. 2329 richiede tre condizioni nella fattispecie costitutiva della s.p.a.:

Condizioni per la costituzione (art. 2329 c.c.)

– Intera sottoscrizione del capitale sociale.

– Versamento del 25% dei conferimenti in danaro (o dell’intero ammontare in caso di costituzione con atto unilaterale). Se i conferimenti sono costituiti da beni in natura o crediti, la parte di capitale corrispondente deve essere interamente liberata ed è necessario depositare una relazione di stima redatta da un esperto designato dal tribunale.

– Esistenza delle autorizzazioni governative e delle altre condizioni richieste dalle leggi speciali per la costituzione della società, in relazione al suo particolare oggetto.

Per effetto dell’intervento del D.L. 91/2014, conv. in L. 116/2014, in caso di costituzione di s.p.a. con capitale minimo (oggi pari ad euro 50.000), ai fini del conferimento in danaro, i versamenti da effettuare in tale sede (pari ad almeno il 25% del capitale minimo) passano ora, per le s.p.a. pluripersonali, ad euro 12.500 (in luogo di euro 30.000).

Per la s.p.a. unipersonale resta fermo il versamento integrale che ora è di euro 50.000.

La riforma del diritto societario ha previsto che il versamento iniziale del 25% dei conferimenti in denaro possa essere sostituito, per un importo almeno corrispondente, dalla stipula di una polizza assicurativa o di una fideiussione bancaria, che il socio può in qualsiasi momento sciogliere versando il corrispondente importo in denaro.

Ai sensi dell’art. 2328, la s.p.a. può essere costituita per contratto o per atto unilaterale.

Il contratto (o l’atto unilaterale) di società normalmente si articola in due separati documenti:

— l’atto costitutivo: nel quale si manifesta la volontà delle parti di dare vita al rapporto sociale;

— lo statuto: nel quale sono consacrate le norme per il funzionamento della società.

Le disposizioni dell’uno e dell’altro documento si compongono, tuttavia, in un unitario atto giuridico (art. 2328) secondo il quale «lo statuto contenente le norme relative al funzionamento della società, anche se forma oggetto di atto separato, si considera parte integrante dell’atto costitutivo e deve essere a questo allegato». In caso di contrasto tra le clausole dell’atto costitutivo e dello statuto prevalgono le seconde».

L’atto costitutivo deve indicare:

  • i dati personali dei soci,
  • la denominazione sociale (che corrisponde alla ragione sociale delle società di persone e che può essere anche di fantasia, purché abbia l’indicazione «s.p.a.»),
  • la sede,
  • l’attività che costituisce l’oggetto sociale,
  • il capitale sottoscritto e versato,
  • il numero delle azioni
  • l’eventuale valore nominale delle stesse, la durata della società,
  • i criteri per la ripartizione degli utili,
  • il sistema di amministrazione adottato,
  • la nomina dei primi amministratori e sindaci.

Da rilevare che, per effetto della riforma, la s.p.a. può essere costituita anche a tempo indeterminato, attribuendo ai soci un periodo di tempo, non superiore a un anno, decorso il quale essi possono recedere.

L’atto costitutivo, così redatto, deve essere depositato, entro venti giorni dalla stipula, dal notaio o dagli amministratori presso l’Ufficio del Registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale. L’iscrizione della società è richiesta contestualmente al deposito dell’atto costitutivo.

Possono aversi due tipi di stipulazione dell’atto costitutivo:

Tipi di costituzione

Costituzione simultanea: gli aspiranti soci sottoscrivono simultaneamente e contestualmente l’atto pubblico davanti al notaio

(rappresenta la forma normale e generalmente adottata).

– Costituzione successiva o per pubblica sottoscrizione: avviene al termine e come conclusione di una complessa fase di raccolta delle sottoscrizioni.

È possibile costituire una s.p.a. per atto unilaterale?

La s.p.a. unipersonale, costituita con atto unilaterale dall’unico fondatore, costituisce una novità assoluta per la s.p.a., ammettendosi, prima della riforma, la sola possibilità che una s.p.a. divenisse unipersonale in un momento successivo a quello della sua costituzione, per effetto del venir meno della pluralità dei soci.

A tale innovazione è seguito, altresì, un mutamento nel regime di responsabilità dell’unico azionista che, ai sensi dell’art. 2325, è illimitatamente responsabile per le obbligazioni sociali (in caso di insolvenza della società) esclusivamente nelle ipotesi in cui non sia stato versato l’intero ammontare dei conferimenti e fin quando non sia stata attuata la pubblicità prescritta dall’art. 2362.

Secondo tale disposizione, gli amministratori (o lo stesso socio), quando le partecipazioni risultano appartenere ad un solo socio o muta la persona dell’unico socio, devono depositare nel Registro delle imprese una dichiarazione contenente l’indicazione dell’unico socio.

La s.p.a. deve costituirsi per atto pubblico (art. 2328), la cui mancanza è causa di nullità della società.

 

L’iscrizione nel Registro delle imprese è l’elemento con cui si completa la fattispecie costitutiva della s.p.a.; in seguito a ciò la società viene ad esistenza: l’iscrizione ha, quindi, efficacia costitutiva, perché con essa la società «acquista la personalità giuridica» (art. 2331).

Chi risponde delle operazioni compiute dalla società prima dell’iscrizione?

Anteriormente alla iscrizione, la società non esiste, neppure come società irregolare o di fatto.

Fino all’iscrizione (art. 2331):

— la società non può emettere azioni;

— non può compiere operazioni economiche: le obbligazioni eventualmente assunte sono obbligazioni personali di coloro che hanno agito;

— per le operazioni compiute in nome della società prima dell’iscrizione sono illimitatamente e solidalmente responsabili coloro che hanno agito, nonché il socio unico fondatore (nel caso di s.p.a. unipersonale) e quelli tra i soci che, nell’atto costitutivo o con atto separato, hanno deciso, autorizzato o consentito il compimento dell’operazione. La società può tuttavia ratificare tali operazioni ed in tal caso risponde solidalmente ed è tenuta a rilevare coloro che hanno agito.

Dopo tale iscrizione, la nullità della società può essere dichiarata solo nei casi tassativamente elencati dall’articolo 2332, drasticamente ridotti rispetto alla previgente disciplina.

Cause di nullità (art. 2332 c.c.)

– Mancata stipulazione dell’atto costitutivo nella forma di atto pubblico.

– Illiceità dell’oggetto sociale.

– Mancanza nell’atto costitutivo o nello statuto di ogni indicazione riguardante la denominazione della società, o i conferimenti, o l’ammontare del capitale sottoscritto o l’oggetto sociale.

Effetti della dichiarazione di nullità

– La dichiarazione ha efficacia ex nunc, per cui non pregiudica l’efficacia degli atti già compiuti in nome della società dopo l’iscrizione nel Registro delle imprese.

– La nullità non può essere dichiarata quando la causa di essa è stata eliminata (non più solo per effetto di una modifica dell’atto costitutivo) e tale eliminazione è stata iscritta nel Registro delle imprese.

– I soci non sono liberati dall’obbligo dei conferimenti fino a quando non sono soddisfatti i creditori sociali.

– La sentenza che dichiara la nullità nomina i liquidatori.

–  Il dispositivo della sentenza che dichiara la nullità deve essere iscritto, a cura degli amministratori o dei liquidatori, nel Registro delle imprese.

Le modificazioni dell’atto costitutivo e il recesso dei soci

L’atto costitutivo può essere modificato, durante la vita della società, attraverso una apposita delibera dell’assemblea straordinaria, secondo maggioranze particolari previste dalla legge; lo statuto però può delegare la competenza a deliberare determinate modifiche (istituzione o soppressione di sedi secondarie, indicazione degli amministratori che hanno la rappresentanza della società, riduzione del capitale sociale in caso di recesso del socio, adeguamenti dello statuto a disposizioni normative, etc.) all’organo amministrativo (artt. 2365, 2° comma, 2443, e 2446, 3° comma).

La delibera di modifica, in ogni caso, deve essere iscritta nel Registro delle imprese, entro 30 giorni, a cura del notaio verbalizzante (art. 2436) e solo da tale momento diventa efficace.

A tutela delle minoranze viene riconosciuto il diritto di recesso in capo ai soci assenti o dissenzienti (e per la dottrina dominante anche agli astenuti).

Esaminiamo le delibere che legittimano il socio che non vi ha acconsentito a recedere dalla società (art. 2437, modificato dalla riforma).

Casi previsti dalla legge ed inderogabili dallo statuto

– Modifica dell’oggetto sociale.

– Trasformazione della società.

– Trasferimento della sede sociale all’estero.

–  Eliminazione di una o più cause di recesso derogabili.

– Modifica dei criteri di determinazione del valore dell’azione in caso di recesso.

– Modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto o di partecipazione.

–  Introduzione, modifica o soppressione della clausola compromissoria nello statuto.

Casi di recesso eliminabili dallo statuto

– Proroga del termine di durata delle società.

–  Introduzione o rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni.

Se la società è costituita a tempo indeterminato e le azioni non sono quotate in un mercato regolamentato, il socio può recedere con il preavviso di almeno 180 giorni, sempre che lo statuto non preveda un termine maggiore e comunque non superiore ad un anno. Lo statuto può prevedere ulteriori cause di recesso.


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