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I patti parasociali

18 febbraio 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 18 febbraio 2017



Società per azioni (Spa): la disciplina dei patti parasociali, ossia degli accordi “interni” tra soci.

I patti parasociali sono quegli accordi che, in genere, si accompagnano alla stipulazione dell’atto costitutivo, ma che restano pur sempre separati ed autonomi rispetto ad esso, i quali hanno lo scopo di regolare il comportamento dei soci in seno alla società. Essi nascono dall’esigenza dei soci di tutelare meglio interessi già tutelati dalla legge positiva o di adeguarsi a sopravvenute esigenze della pratica societaria.

Tali accordi possono intervenire — fra tutti o fra alcuni dei soci — anche nel corso della vita della società.

Si tratta, in pratica, di convenzioni con cui due o più soci assumono impegni reciproci in ordine all’esercizio dei diritti connessi alla partecipazione sociale da ciascuno posseduta.

Tutti i patti parasociali hanno efficacia meramente obbligatoria: essi vincolano, pertanto, soltanto i soci che li hanno sottoscritti e non possono essere opposti ai terzi né alla società.

I patti parasociali hanno trovato piena legittimazione normativa, dapprima con il D.Lgs. 58/1998, che ne ha previsto la piena giuridicità e vincolatività con riguardo alle società quotate, e poi con il D.Lgs. 6/2003, che ha provveduto ad una regolamentazione dei patti parasociali anche con riguardo alle società non quotate.

In particolare, l’art. 2341bis, nel porre all’autonomia privata il vincolo relativo alla durata degli accordi, specifica l’ambito operativo della relativa previsione, prevedendo che essa trovi applicazione con riguardo a quei patti che, in qualsiasi forma stipulati, al fine di stabilizzare gli assetti proprietari o il governo della società, rispondano alla tipologia individuata dalla norma stessa.

 

Tipi di patti parasociali (art. 2341bis c.c.)

– Sindacati di voto: sono i patti con cui i soci si accordano su

come esercitare il diritto di voto nelle s.p.a. o nelle società che le controllano.

– Sindacati di blocco: sono gli accordi con cui i soci pongono

dei limiti al trasferimento delle azioni delle s.p.a. o delle partecipazioni in società che le controllano.

– Sindacati di influenza e controllo: sono quelli che hanno ad oggetto o come effetto l’esercizio anche congiunto di una influenza dominante sulle s.p.a.

Con riguardo alle suddette tipologie pattizie, sono regolati sia gli accordi a tempo determinato, limitando a cinque anni la durata massima degli stessi, che quelli a tempo indeterminato, facendo salvo, in tal caso, il diritto di recesso per ciascun contraente, con obbligo di preavviso di almeno sei mesi.

Quanto al profilo della pubblicità, l’art. 2341ter dispone che nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio (purché non abbiano titoli quotati, nel qual caso si applicano le norme del D.Lgs. 58/1998) i patti parasociali devono essere comunicati alla società e dichiarati in apertura di ogni assemblea. Tale dichiarazione dovrà poi essere trascritta nel verbale dell’assemblea che va depositato presso l’ufficio del Registro delle imprese.

Dei due obblighi contemplati dall’art. 2341ter (quello «comunicativo» del patto alla società e quello «dichiarativo» in apertura di assemblea), mentre il primo resta privo di sanzione, perché sanabile con la successiva dichiarazione in assemblea, il mancato adempimento di tale dichiarazione impedisce il diritto di voto ai possessori delle azioni cui si riferisce il patto. Ove poi il diritto di voto venga comunque esercitato e risulti essere stato determinante per l’adozione della delibera, la stessa sarà impugnata ai sensi del novellato art. 2377.

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