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Mutamento dello stato dei luoghi: diritto al risarcimento?

17 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 marzo 2017



Quando si effettuano lavori che non modificano la destinazione d’uso dell’immobile ma mutano stato dei luoghi, il proprietario ha diritto ad un indennizzo.

Quando, all’interno di un immobile, vengono effettuati dei lavori con i quali, ad esempio, viene creata una servitù di passaggio delle tubazioni, pur non comportando gli stessi – in astratto –  una modifica della destinazione d’uso dell’immobile medesimo, si ha, comunque, un mutamento dello stato dei luoghi rispetto a quello originario. Ciò significa che il proprietario ha diritto ad un indennizzo [1], proporzionato al danno subito. Sul punto è molto chiaro il Tribunale di Terni in una recente sentenza [2], che vede protagonisti un uomo proprietario di un garage posto al piano interrato di un condominio e il condominio stesso. Quest’ultimo collocava all’interno del garage in questione le tubazioni dell’impianto di aereazione, diminuendone le dimensioni e modificandone le modalità di utilizzo, senza avvertire preventivamente il proprietario.

Cosa si intende per cambio destinazione uso?

Come specificato nell’articolo dal titolo Come fare il cambio destinazione d’uso locali, può accadere che un immobile abbia una determinata funzione ma che le esigenze cambino e si abbia la necessita di modificare la sua destinazione d’uso. Può essere il caso, ad esempio, della trasformazione di un loft, caratteristica tipologia edilizia di origine industriale, in abitazione, oppure della trasformazione di un ufficio in abitazione o, viceversa, di un’abitazione in ufficio. Oppure si può decidere di trasformare dei locali terranei usati come abitazioni, in locali commerciali. A seconda del tipo di destinazione d’uso, poi, bisognerà rispettare precise prescrizioni del regolamento d’igiene.

Nel caso esaminato dalla sentenza in questione, lo stesso consulente tecnico incaricato afferma che i lavori eseguiti dal condominio non hanno mutato l’originaria destinazione d’uso dei locali. Tuttavia, il fatto che siano state collocate le tubature ha sicuramente diminuito l’interesse di potenziali acquirenti in quanto il garage sembra più piccolo e, quindi, meno appetibile. In sostanza, la realizzazione di una servitù di passaggio delle tubazioni determina un deprezzamento del locale. Per questo, il proprietario ha diritto ad essere risarcito per un importo pari a tale diminuzione.

D’altra parte, già la Corte di Cassazione, intervenendo in una questione analoga, ha affermato che quand’anche il rifacimento della condotta non configurasse una nuova servitù in quanto quella vecchia non verrà più utilizzata, ci si trova comunque in presenza di un inammissibile aggravamento della servitù stessa, considerato che al divieto di aggravare l’esercizio della servitù si può contravvenire, non solo attraverso la costruzione, ma anche la modificazione delle opere materiali già destinate al normale suo funzionamento.

note

[1] Secondo l’art. 1053 cod. civ.

[2] Trib. Terni sent. n. 105 del 02.02.2017.

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