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Quando l’autovelox non deve essere segnalato

19 Febbraio 2017


Quando l’autovelox non deve essere segnalato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Febbraio 2017



È possibile trovare su una strada una postazione della polizia con autovelox senza che essa sia stata presegnalata con il cartello stradale?

La giurisprudenza ritiene che la presenza dell’autovelox e del conseguente controllo elettronico della velocità debba essere sempre segnalata con un cartello stradale collocato con adeguato anticipo rispetto all’apparecchio. Salvo quanto si dirà più avanti in questo articolo (esiste infatti un’unica eccezione), l’automobilista non corre il rischio di incappare in un autovelox senza che questo sia stato prima segnalato.

Non esistono modelli prestabiliti circa le modalità con cui deve essere fornito tale avviso all’utenza della strada. Ad esempio, l’avviso ben potrebbe contenere solo del testo («Attenzione, controllo elettronico della velocità») oppure testo unito a immagini (l’icona con il simbolo del vigile). L’importante è che la segnaletica sia ben visibile e non coperta da vegetazione o oscurata da altri elementi visivi (una curva o altri segnali stradali).

Inoltre, se rispettato l’obbligo del cartello, non è necessario né che sia presente una pattuglia della polizia, né che la postazione sia visibile dalla strada.

Inoltre, secondo una sentenza della Cassazione dell’anno scorso, non esistono distanze minime prestabilite dalla legge tra l’autovelox e il cartello con il preavviso agli automobilisti. Questo vale per qualsiasi tipo di postazione di autovelox, tanto per quelle automatiche, funzionanti senza la presenza della polizia (di solito, si tratta dei velox posti in gabbiole collocate ai margini della carreggiata), tanto per quelle montate sui classici treppiedi, con i vigili accanto. L’importante – afferma la suprema Corte – che il cartello stradale sia posto con adeguato anticipo rispetto allo strumento di controllo elettronico della velocità, in modo da dare agli automobilisti la possibilità di adeguarsi. È proprio questa la ragione, del resto, del cartello stradale: non già per aiutare i furbetti a evitare la multa, rallentando per tempo e poi tornando ad accelerare, ma a prevenire manovre brusche come repentine frenate (onde non essere “pizzicati” dalla fotografia), determinando così un pericolo ulteriore – e forse superiore – per il traffico.

Il concetto di adeguato anticipo cui fa riferimento la Cassazione richiede quindi una valutazione casistica a seconda del tipo di strada e del traffico in essa presente. Tanto più la strada è ad alto scorrimento, tanto più spazio vi deve essere tra il cartello e l’autovelox.

Quando è possibile trovare un autovelox senza il cartello stradale col segnale

Esistono due possibilità in cui è possibile imbattersi in un autovelox senza aver prima visto il cartello stradale.

La prima è il caso del cosiddetto scout speed. Di recente, si è affermata una nuova modalità di controllo elettronico della velocità: l’autovelox viene montato all’interno di una volante della polizia che opera in modalità “dinamica”, ossia mentre è in movimento: essa fotografa le targhe delle auto in eccesso di velocità, che provengono in entrambi i sensi di marcia. È il cosiddetto autovelox scout speed. Su questo si stanno già spendendo pagine di giurisprudenza, sebbene la questione non sia ancora approdata alla Cassazione. Diversi giudici ritengono che l’autovelox scout speed non debba essere presegnalato con l’apposito cartello, necessario invece per tutti gli altri apparecchi di controllo elettronico della velocità (finanche per il telelaser). Di diverso avviso è solo il Tribunale di Firenze, secondo il quale lo scout speed non differisce da tutti gli altri autovelox – se non per il fatto che opera all’interno di un’automobile in movimento – e pertanto i conducenti hanno il diritto ad essere avvisati preventivamente.

Il secondo caso è quello in cui ci si immetta in una strada principale provenendo da un’intersezione con una strada secondaria. È il caso, ad esempio, di un incrocio o di una traversa. Secondo la Cassazione, infatti, il segnale con l’avviso di autovelox, se già installato prima della confluenza con le altre strade, non deve essere ripetuto. Dunque, chi proviene da una traversa e si immette in una strada principale dove è presente un autovelox potrebbe non ricevere più l’avviso – previsto dalla specifica e obbligatoria segnaletica – circa la presenza del sistema di controllo elettronico della velocità. Tale mancata comunicazione, peraltro, non gli consentirà di fare alcun ricorso al giudice.


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