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Qual è la prescrizione di una multa?

19 febbraio 2017


Qual è la prescrizione di una multa?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 febbraio 2017



Multe: quando scadono il verbale per violazione del codice della strada e quando la cartella esattoriale è illegittima?

Come tutte le pretese di pagamento inviate da soggetti privati o da pubbliche amministrazioni, anche le multe hanno una scadenza o, per usare un termine più tecnico, un termine di prescrizione. Il termine di prescrizione fa sì che, scaduto tale periodo, non sia più possibile chiedere il pagamento al debitore; pertanto, qualora la richiesta dovesse essere ugualmente inoltrata, il cittadino non è tenuto ad adempiere (tuttavia, se adempie anche per errore, poi non può più ottenere indietro quanto versato spontaneamente). Dunque, la prescrizione fa sì che un legittimo diritto di credito, fondato su un valido motivo – come appunto l’inosservanza del codice della strada – dopo un certo lasso di tempo “scada”. E questo discorso vale anche per le sanzioni amministrative elevate da Comuni tramite i vigili urbani (o meglio, la polizia municipale), i carabinieri, la polizia stradale e tutte le altre autorità legittimate ad elevare multe (tra queste c’è anche la Guardia di Finanza e la polizia penitenziaria). Ma procediamo con ordine e vediamo qual è la prescrizione di una multa.

Il codice della strada, nel disciplinare la data di scadenza delle multe, rinvia a una legge speciale del 1981 [1]. Il funzionamento della prescrizione delle multe è identico a quello di qualsiasi altro diritto di credito: trascorso il periodo di tempo stabilito dalla legge (che a breve indicheremo), a fronte della richiesta di pagamento della sanzione amministrativa conseguente al verbale per violazione del codice della strada, l’automobilista non è tenuto a pagare, potendo opporre la prescrizione. Chiaramente, se l’amministrazione titolare del credito dovesse insistere nella pretesa, non resterà che presentare opposizione nei termini di legge: 30 giorni al giudice di pace o 60 al Prefetto. Chi però non agisce e lascia scadere i termini, non potrà più far valere la prescrizione in un momento successivo, neanche quando riceverà la cartella di pagamento da parte dell’Agente della riscossione. Quindi è sempre bene attivarsi per tempo e rivolgersi a un giudice che, di norma, in questi casi, è l’autorità che garantisce più margini di successo posta la sua terzietà rispetto alla P.A.

Qual è la prescrizione delle multe?

A questo punto non ci resta che verificare qual è la scadenza di una multa ossia il termine di prescrizione. La legge del 1981 che abbiamo richiamato in precedenza recita nel seguente modo: «Il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni indicate dalla presente legge si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione. L’interruzione della prescrizione è regolata dalle norme del codice civile».

Dunque, da tale norma possiamo evincere tre principi fondamentali:

  • una multa si prescrive dopo 5 anni;
  • il termine dei 5 anni decorre dal giorno in cui è stata commessa la violazione anche se contestata all’automobilista in un momento successivo (si pensi al caso in cui la violazione del codice della strada è avvenuta il 1° febbraio mentre la multa viene notificata il 15 marzo: in tal caso la prescrizione si compie il 31 gennaio del 5 anno successivo);
  • è possibile interrompere il termine di prescrizione e farlo decorrere da capo: ciò avviene tutte le volte in cui l’amministrazione invia al conducente una lettera di sollecito di pagamento o una cartella di pagamento. Si tratta infatti di atti interruttivi della prescrizione che hanno la funzione appunto di interrompere il termine e farlo ricominciare a decorrere da capo. Nel caso delle multe a interrompere il termine prescrizione non può essere qualsiasi atto del creditore, ma è necessaria una formale messa in mora, una cartella esattoriale o un’ingiunzione fiscale. Una volta che si è verificata l’interruzione della prescrizione, comincia a decorrere un nuovo periodo di prescrizione: di conseguenza, il periodo di tempo trascorso precedentemente al fatto interruttivo non viene più conteggiato. Facciamo un esempio: mettiamo che il 1° gennaio l’automobilista commetta l’infrazione. La multa non gli viene contestata subito, ma successivamente a casa: in tal caso la contravvenzione deve essergli notificata entro 90 giorni dal 1° gennaio. Da quel momento, però, decorrono 5 anni per ottenere il pagamento. Se prima dei 5 anni arriva una diffida di pagamento o una cartella esattoriale o un’ingiunzione fiscale allora inizia di nuovo a decorrere un altro termine di 5 anni e così via, ogni 5 anni. Se per oltre 5 anni l’automobilista non riceve nulla è definitivamente libero dall’obbligo di pagamento perché il suo debito si è prescritto.

Come difendersi da una multa in prescrizione?

Chi riceve un’ingiunzione o una cartella esattoriale dopo oltre 5 anni dalla data di notifica della multa (o, per chi ha subito la contestazione immediata, dalla data della stessa), può impugnare la richiesta di pagamento e far valere la prescrizione. Anche se la prescrizione è una circostanza che può essere agevolmente rilevata anche d’ufficio, di norma c’è sempre bisogno del giudice. La P.A., in questo, è poco collaborativa. Se andassimo a sbirciare negli archivi dei Comuni e dell’Agente della Riscossione (Equitalia o, dal 1° luglio 2017, Agenzia delle Entrate-Riscossione), troveremmo sicuramente iscritte numerose pendenze per multe prescritte, ma questo non significa che ad esse seguirà un pignoramento: l’amministrazione, che certo non è solerte ad aggiornare i propri archivi, potrebbe anche lasciare la “posta” in bilancio e cancellarla solo dopo numerosi anni, senza agire mai contro l’automobilista. Per cui, se hai fatto un estratto di ruolo e hai notato la presenza di un debito per multe di numerosi anni fa, non è detto che tu debba necessariamente allarmarti. Ma se dovesse arrivare la cartella, devi impugnarla entro 30 giorni al giudice di pace, altrimenti non potrai più far valere la prescrizione.

note

[1] Art. 209 cod. str. che rinvia all’art. 28 della L. n. 689/1981.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Buongiorno, dopo una notifica di cartella per violazione codice stradale, avvenuta in data 27/01/10, alla quale ho fatto ricorso, non ho piu’ ricevuto nulla fino alla data del 10/11/2016.
    Dietro consiglio di commercialista ho riposto che la cartella era andata in prescrizione.
    Oggi mi rispondono dall’Agenzia delle Entrate che non riconosce la prescrizione di anni 5 ma bensi di anni 10.
    Come mi devo comportare?
    Grazie per la risposta

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