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Accusa ingiusta: che cosa fare e come difendersi

19 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 febbraio 2017



Conviene fare una controdenuncia per calunnia o è meglio pensare alla difesa? Basta essere innocenti per vincere la causa? E c’è il diritto al risarcimento?

Una volta si diceva che non solo bisogna essere una persona onesta ma bisogna anche dimostrare di esserlo. Ed è quello a cui si trova costretto chi, per un motivo o per un altro, viene additato per qualcosa che non ha fatto. Allora, che cosa fare e come difendersi di fronte ad un’accusa ingiusta? Conviene reagire subito con una controdenuncia o una controquerela? E, una volta dimostrata la propria innocenza, c’è la possibilità di chiedere un risarcimento? Vediamo.

Accusa ingiusta: difesa prima del contrattacco

Quando si riceve un’accusa ingiusta, istintivamente si pensa subito ad una controdenuncia nei confronti di chi ci ha attribuito un fatto da noi non commesso. Ma quasi mai conviene reagire, come si suol dire, «di stomaco». Meglio usare la ragione, a testa fredda, sicuramente con la consulenza di un avvocato. E cominciare tentando di smontare l’accusa ingiusta anziché diventare accusatori. Almeno finché non sarà provata l’innocenza. Perché? Per due motivi fondamentali: uno pratico e uno giuridico.

Innanzitutto, e questo è il motivo pratico, c’è da considerare che nella maggior parte dei casi si parte credendo a chi muove un’accusa e non a chi la riceve e tenta di negare tutto o, peggio ancora, minaccia di reagire portando l’accusatore in Tribunale. Come stabilito ben due volte dalla Cassazione [1], «le dichiarazioni della persona offesa possono essere legittimamente poste da sole a fondamento dell’affermazione di penale responsabilità dell’imputato ». Possono essere esclusi, dunque, altri riscontri, così come una richiesta sulla credibilità di chi muove le accuse e sull’attendibilità delle sue dichiarazioni. Ma perché si tende a credere all’accusatore anziché all’accusato? Perché il primo ha l’obbligo di dire in Tribunale la verità (pena pesanti conseguenze penali) mentre chi si difende non è tenuto a farlo, anzi: spesso si aggrappa a mezze verità o ci infila del suo pur di uscire dal guai. Ma non commette reato di falsa testimonianza, come può succedere, invece, a chi muove un’accusa ingiusta.

Di conseguenza, partire con una controdenuncia o una controquerela per difendersi da un’accusa ingiusta ha poche probabilità di successo: un Tribunale potrebbe valutare questa mossa come una ripicca carente di fondamento.

Accusa ingiusta: non basta essere innocenti

Chi muove nei confronti di un’altra persona un’accusa ingiusta attraverso una querela, una denuncia o un’istanza commette reato di calunnia [2] ma l’accusato viene assolto solo se si prova che quella denuncia/querela/istanza è infondata e chi l’ha presentata sapeva che l’accusato è innocente. In altre parole: ti calunnio se so che non hai commesso un fatto ma, per qualsiasi motivo, ti accuso di averlo fatto e produco delle prove inventate di sana pianta per incastrarti. Certo, così facendo rischio da 2 a 6 anni di carcere. Ma, intanto, ti ho messo nei guai.

Quindi, qual è il problema? Il problema è dimostrare non solo che l’accusa è ingiusta ma che l’accusatore fosse convinto dell’innocenza dell’accusato.

Facciamo un esempio, anche se banale. Se tutti nel condominio conoscono la mia passione per le moto d’epoca e una vecchia Guzzi Airone del 1952, appartenente al vicino di casa, sparisce, qualcuno può pensare che l’abbia rubata io e me la sia portata nella mia casa di campagna, di cui mi hanno sentito parlare tante volte. Di fronte ad un fatto compiuto (il furto della moto) si muove un’accusa ingiusta nei miei confronti se io la moto non l’ho rubata. Chi mi trascina in Tribunale vuole davvero denunciarmi, forse perché non ha trovato altri condòmini a cui addossare la colpa. Il problema è dimostrare se lui sia veramente convinto della mia colpevolezza oppure mi possa ritenere innocente ma tiri a indovinare per esclusione. Solo perché a me piacciono le moto d’epoca.

Quando si può parlare, allora di accusa ingiusta dalla quale difendersi, cioè quando c’è il dolo nei miei confronti? Quando il mio vicino, pur sapendo che io non gli ho rubato la moto, mi accusa comunque di averlo fatto [3]. O quando il fatto contestato è diverso o più grave di quello che ho realmente commesso [4] (non gli ho rubato la moto, gliel’ho spostata per poter entrare in garage e lui non l’ha più trovata…). Altrimenti, l’innocenza non basta: se lui ha agito convinto che io fossi colpevole, la calunnia non sussiste. Di fronte a questa accusa ingiusta non ci sarà diritto al risarcimento.

Accusa ingiusta: quando si ha diritto al risarcimento

Sul tema del risarcimento quando ci si vuole difendere da un’accusa ingiusta si apre un universo. Diciamo, in linea di massima, che il risarcimento per il reato di calunnia in sé raramente viene concesso. Si può, però, aggirare l’ostacolo.

Appare ovvio che un’accusa ingiusta, cioè una calunnia, comporta un danno non irrilevante per la vittima delle illazioni altrui: oltre ad uno stato di sofferenza interiore c’è, comunque, un danno alla propria immagine, all’onore, alla riservatezza, alla reputazione. Ad appiccicare un’etichetta a qualcuno ci vuole un attimo, a togliergliela di dosso ci possono volere degli anni. E, nel frattempo, chi ha subìto un’accusa ingiusta, può perdere lo status sociale, vedere gli amici che si allontanano, perdere il lavoro. Quindi, ci sarebbero i presupposti per parlare di danno non patrimoniale, riconosciuto dal Codice civile [5], e di danno conseguenza, riconosciuto dalla Cassazione [6].

La Suprema Corte, infatti, riconosce tra il danno non patrimoniale il danno alla vita di relazione e la sofferenza morale senza connotazioni in termini di durata. E stabilisce che il danno non patrimoniale è risarcibile, pur restando nel limite segnato dall’ingiustizia costituzionalmente qualificata dell’evento di danno.

note

[1] Cass. pen., SS.UU., sent. n. 41461/2012 e Cass. pen., sez. III, sent. n. 4343/2014.

[2] Ex art. 368 cod. pen.

[3] Cass. pen., sent. n. 11882/2003.

[4] Cass. sent. n. 9874/2016.

[5] Art. 2059 cod. civ.

[6] Cass. sent. n. 26972/2008.

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11 Commenti

  1. E una azione preventiva? un ESPOSTO al fine di far passare la voglia di creare false accuse? potrebbe funzionare? in fondo in tal modo non facciamo che mettere in atto una sorta di prevenzione, tutti noi conosciamo bene chi possa essere tanto infame da crearci accuse false a tavolino, e con l’ESPOSTO si andrebbe a suggerire ai Giudici che la condotta di chi accusa (falsamente) sarebbe già stata comunque sospetta. Rimane sempre una convocazione preventiva da parte degli organi di Polizia ai fini della soluzione pacifica o del chiarimento dovuto della situazione, se non altro una istruzione dettagliata sulle potenziali conseguenze.

    1. Sono esattamente in questa situazione. E sto piangendo.

      1. Anche io sono stato accusato di fatti che non ho commesso: Violenza Privata e Minacce. Oltretutto la denuncia querela è stata presentata da un tizio non presente al fatto, quindi: “per sentito dire” supportato da una lunga lista di testimoni che hanno dichiarato il falso. Sarà dura dimostrare la mia innocenza, ma ti immagini la soddisfazione di venire “assolto per non aver commesso il fatto” e la soddisfazione di fargliela pagare cara all’attore e ai testimoni falsi!! ..In bocca al lupo per il tuo processo.

  2. storia: se faccio una querela ad un pm contro un giudice dello stesso palazzo di giustizia e il pm da il completo incartamento all’accusato e questo essendo il capo dell’ufficio riunisce e divulga gli atti a tutto il personale mettendo in cattiva luce gli accusatori sindacalisti, e poi gli fa recapitare una contestazione a sua firma e non un avviso di garanzia del pm dove , si dichiara che si provvederà a denunciare gli accusatori di una serie di reati per cui verranno archiviati dalla procura e dal tribunale dei magistrati perché avevano fatto il proprio dovere,
    domanda: si può sapere quale sentenza della cassazione autorizza quel pm a dare l’intera querela a firma dell’accusatore all’accusato benché fosse un giudice?

  3. io e 5 mie colleghi di lavoro siamo stati accusati e denunciati dal datore di lavoro per furto di materiale edile. dunque furto aggravato in concorso. delega il fratello con carta intestata della ditta a svolgere la querela visto che lui cià visto uscire dal cancello di una ditta del gruppo. dopo la presentazione della querela riceviamo alle 6 e 30 di mattina la visita dei carabinieri. esito della perquisizione NEGATIVO! negativo per me e per tutti gli altri mie colleghi. dopo qualche mese archiviano per non aver commesso il fatto. questa volta e il titolare della ditta e non il fratello delegato per la denuncia a opporsi alla archiviazione dicendo che se anche non abbiamo rubato niente nulla toglie che abbiamo scassato e occupato la ditta impropriamente. il procedimento viene chiuso dopo un anno con larchiviazione per non aver commesso il fatto. lavvocato ci consiglia una controquerela per calunnia. la controquerela si archivia ( senza aver svolto indagini di nessun tipo) perchè il datore di lavoro non a fatto quel gesto con dolo. insomma io vengo etichettato come ladro. viene fatta una perquisizione e di fronte al mio cancello di casa ce un circolo dove tutti anno visto i carainieri all interno del piazzale di casa. o dovuto cambiare casa e andare via da quel posto. per la giustizia il datore di lavoro e suo fratello non anno compiuto quel gesto con dolo! in questa storia ci sono 6 famiglie con banbini piccoli che anno solo subito!

  4. sono stata accusata di maltrattare alunni.adesso sono in malattia.preside mi ha tolto classe.la calunnia si è estesa in tutta scuola.si dicono cose su di me terribili.come mi difendo?

  5. Accusata ingiustamente davanti ad un giudice da mio ex suocero di aver rubato una cifra ingente di denaro dal bancomat del figlio.
    Ho fatto indagare da avvocato tramite servizio postale tutti i saldi e lista movimenti. non risulta nulla come muoversi?

  6. Salve. Anche io sto attraversando una situazione del genere,gestisco uno spaccio carni in una cooperativa e x effetto della crisi le vendite ed i consumi sono disastrosi. Una nostra collega ci accusa che siamo dei ladri davanti al presidente della cooperativa e davanti a altri nostri colleghi, i quali sono dalla nostra parte e sanno anche loro che siamo delle persone oneste. Come possiamo difenderci da questa situazione? Aspetto una vostra risposta perché voglio procedere con una denuncia. Cordiali saluti.
    Orrù Franco

  7. Ho ricevuto una lettera da chi 11 anni fa mi ha denunciato e per la quale son stato condannato a 3 anni che mi chiede scusa scrivendo la verità e dichiarando che le sue accuse erano tutte false perche circuita e plagiata dal suo ex compagno. Ora sono agli affidamenti cosa faccio? un avvocato mi costa e sono un operaio, cristo son 11 anni che impazzisco ed ora arriva questa lettera, sto impazzendo, forse era meglio non riceverla…
    se qualcuno puo’ aiutarmi.
    Lillo

  8. E’ successo a qualcuno di ottenere una sentenza, in ambito civile, a favore ed essere condannato alle spese giudiziarie nei confronti dei resistenti?
    Mi spiego meglio:
    un giudice togato ultimamente ha emesso una sentenza che conferma una ordinanza a mio favore e mi condanna a pagare le spese giudiziarie:
    Nasce spontaneo domandarsi:
    se una persona che si rivolge alla giustizia per ottenere il riconoscimento dei propri diritti venga penalizzato a pagarne le spese di giudizio, oltre a sostenere le spese del proprio legale, di che giustizia stiamo parlando. A questo punto mi domando: Non sarebbe il caso di riesaminare la condotta e la professionalità di questi giudici di pace. Non vi sembra assurdo che un cittadino si rivolge alla giustizia per ottenere i suoi diritti e per tutta ragione viene condannato a pagarne le spese di giudizio, che per una lite condominiale, allo scopo di ottenere il compossesso per una proprietà privata condominiale, soppresso dai frontisiti, si aggirerebbe sui 7.000,00 euro senza considerare i quasi 12.000,00 di spese legali? Sono a questo punto mortificato e deluso. Grazie

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