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Istanza in autotutela: che succede se viene riscontrata con ritardo?

11 marzo 2017


Istanza in autotutela: che succede se viene riscontrata con ritardo?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 marzo 2017



4 anni fa ho presentato al Comune un’istanza in autotutela, riscontrata oltre i 150 giorni dal suo ricevimento. Si è formato il silenzio assenso? Posso adire il giudice tributario?

L’istanza in autotutela volta all’annullamento di una delibera comunale poiché proveniente da un organo funzionalmente incompetente non costituisce un’istanza di  parte  per  il  rilascio  di  provvedimenti  amministrativi [1] prevista e, pertanto, non ha dato luogo al cosiddetto silenzio-assenso, anche perché l’istituto del silenzio-assenso è limitato a specifiche ipotesi di legge.

Il caso esposto rappresenta, invece, un’ipotesi di silenzio-inadempimento. L’inefficacia degli affetti della delibera, non possono derivare altresì dal comportamento del Comune che ha dato riscontro (negativo) oltre i termini previsti per legge in materia di autotutela, salvo, naturalmente, un eventuale risarcimento per i danni subiti da tale ritardo.

A questo punto a fronte del diniego resta comunque la possibilità di ricorrere al giudice amministrativo per l’annullamento del provvedimento di diniego, e conseguentemente della delibera, potendo il giudice entrare nel merito. La competenza in materia d’impugnazione del rigetto dell’istanza in autotutela, ancorché riguardante tributi, è del giudice amministrativo e non del giudice tributario.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Paolo Florio

note

[1] Prevista dall’art. 20, l. n. 241 del 07.08.1990.


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