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Pensione: come si calcola il quinto pignorabile?

11 marzo 2017


Pensione: come si calcola il quinto pignorabile?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 marzo 2017



Potete spiegarmi esattamente su quale importo va calcolato il quinto pignorabile della pensione?

La pensione da prendere come base di calcolo va considerata al netto di imposte e contributi [1]. Innanzitutto premettiamo che la recente  modifica ha lasciato ferme due regole preesistenti:

  • le somme riscosse a titolo di stipendio o pensione possono essere pignorate per crediti alimentari nella misura autorizzata dal giudice, mentre per quanto riguarda tutti gli altri crediti nella misura di un quinto;
  • il massimo pignorabile, in ogni caso, è costituito dalla metà della pensione.

Come si calcola il quinto pignorabile?

La risposta è data dal settimo comma dell’art. 515 del codice di procedura civile: «Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà».

Abbiamo adesso gli elementi per calcolare la base pignorabile, facendo riferimento alla pensione di euro 3.950 mensili del lettore.

In questa ipotesi il creditore procedente agisce direttamente presso l’Inps per ottenere ragione delle proprie spettanze. Come si calcola la base pignorabile nel caso di pignoramento della pensione presso l’Inps? L’importo che non può essere pignorato è rappresentato dalla misura dell’assegno sociale per l’anno in corso aumentato della metà: circa 672 euro.

L’importo sul quale calcolare il quinto pignorabile è oggetto di molte imprecisioni. Molti ritengono che il quinto vada calcolato sulla differenza tra la pensione ed il minimo vitale. Molti altri su ciò che rimane dopo aver detratto anche i precedenti pignoramenti o cessioni. Ne deriva che l’importo del quinto così calcolato viene spesso ridotto a cifre quasi irrisorie. Non esiste un norma dalla quale si possa dedurre che il quinto vada calcolato sulle differenze di cui sopra. Le norme vigenti prevedono esclusivamente che il quinto debba essere calcolato sull’importo della pensione netta. Nella riforma del 2015, con riferimento al pignoramento delle pensioni, l’articol. 13 del decreto legge n. 83/2015 ha introdotto un nuovo comma all’articolo 545 del codice di procedura civile prevedendo che «le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge». I commi a cui si fa rinvio sono quelli tradizionali concernenti la misura massima di ciascun pignoramento (un quinto) e la misura massima di pignoramenti successivi (la metà del netto complessivo). Nel caso in cui vi sia concorso di pignoramenti o cessioni o crediti alimentari, fermo restando che i creditori ordinari possono pignorare un quinto della pensione e quelli per crediti alimentari la misura stabilita dal giudice, i “quinti” pignorati, sommati tra di loro, possono raggiungere al massimo il limite della metà della pensione netta. Quindi, non è che i creditori successivi vedano diminuire la percentuale pignorabile; è che raggiunto il limite di un mezzo, o del minimo vitale, essi dovranno accontentarsi di quel che rimane e, quindi, anche di meno del quinto da loro pignorabile.

Tornando al caso del lettore, sulla base dei dati da lui forniti:

  • pensione 3.950 euro;
  • limite di pignoramenti totali effettuabili 1.975 euro;
  • crediti alimentari gravanti 1.600 euro;
  • rimanenza pignorabile 375 euro.

A prescindere dall’importo del quinto di eventuali successivi creditori, nella sua situazione potrà essere pignorato mensilmente solo l’ulteriore importo di 375 euro. Ovviamente, non entra in gioco la questione del minimo vitale in quanto l’importo della metà impignorabile che gli rimane, pari ad 1.975 euro supera la cifra mensile di 672 euro.

Per completezza, si aggiunge che molti autori sostengono che il quinto vada calcolato sulla differenza tra l’importo della pensione ed il minimo vitale; nel caso del lettore: 3.950 – 672 = 3.278; 3.278,00/5 = 655,6 (quinto pignorabile).

La quota massima di pensione pignorabile, nel caso di specie, è di 1.975 euro. Detratto l’importo dei crediti alimentari ammontanti ad 1.600 euro mensili, un eventuale successivo pignoramento potrebbe pignorare, al massimo, 375 euro, a prescindere dall’entità del quinto teoricamente pignorabile.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Vincenzo Rizza             

note

[1] La norma alla quale occorre fare riferimento è l’art. 545 cod. proc. civ., come modificato dall’art. 13 d.l. n. 83 del 27.06.2015.


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