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Rottamazione cartelle, posso revocarla se il debito è troppo alto?

13 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 marzo 2017



Se il contribuente scopre, dopo aver chiesto la definizione agevolata, che il debito con Equitalia è troppo alto, può revocare la sanatoria? 

Vorrei aderire alla rottamazione Equitalia ma ho paura di non riuscire a pagare le rate: se cambio idea posso usufruire della normale dilazione?

La cosiddetta rottamazione delle cartelle Equitalia, o sanatoria Equitalia, alla quale si può aderire sino al 31 marzo 2017, ancora oggi ha diversi aspetti poco chiari. In particolare, ci si chiede se il debitore abbia la possibilità di revocare la rottamazione se cambia idea e, in caso positivo, entro quando la possa revocare e se abbia la possibilità di aderire, in seguito, a un ordinario piano di rateazione.

Per chiarire questi dubbi, dobbiamo innanzitutto fare un passo indietro e capire gli aspetti essenziali della rottamazione delle cartelle.

Rottamazione cartelle: come funziona

La sanatoria, o rottamazione delle cartelle, è la possibilità di pagare i debiti con Equitalia azzerando le sanzioni e gli interessi di mora. Restano invece dovuti il capitale, gli interessi affidati a Equitalia (di regola si tratta degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo), il costo di notifica della cartella, eventuali spese sostenute per procedure cautelari e esecutive e l’aggio di riscossione, commisurato alle somme dovute per la sanatoria.

Non possono essere dedotti della definizione gli importi già pagati a titolo di sanzioni e interessi di mora: pertanto, per chi ha già pagato gran parte delle sanzioni e degli interessi dovuti la convenienza della rottamazione è limitata.

Rottamazione cartelle: per quali debiti

La rottamazione delle cartelle è consentita per i debiti affidati a Equitalia sino al 31 dicembre 2016, anche se non notificati, compresi gli accertamenti esecutivi, che non devono essere iscritti a ruolo.

Sono invece esclusi dalla rottamazione:

  • dazi, accise e Iva all’importazione;
  • somme derivanti da sentenze di condanna della Corte dei Conti;
  • somme pretese a titolo di recupero di aiuti di Stato illegittimi;
  • sanzioni di carattere penale;
  • sanzioni diverse da quelle collegate alla violazione di obblighi tributari o contributivi;
  • per quanto riguarda le multe e le violazioni del codice della strada, la definizione è ammessa, ma con l’abbandono degli interessi moratori.

Rottamazione cartelle: le rate

La sanatoria consente di pagare il debito, senza sanzioni e con l’azzeramento degli interessi di mora, in un’unica soluzione (a luglio 2017) o in 5 rate. Le rate devono essere saldate nei mesi di luglio, settembre e novembre 2017 e nei mesi di aprile e settembre 2018. La prima rata è pari al 24% del totale, la seconda e la terza al 23%, mentre le ultime due al 15%; in caso di rateazione, sono dovuti gli ordinari interessi di dilazione.

Il versamento può avvenire con domiciliazione bancaria, con i bollettini precompilati disposti da Equitalia oppure presso gli uffici dell’ente. Non è possibile pagare tramite modello F24, quindi non è possibile compensare quanto dovuto con altri crediti, anche se nei confronti dell’Erario.

Rottamazione cartelle: che cosa succede a chi ha una rateazione in corso

Se il debitore ha una dilazione in corso o decaduta prima del 24 ottobre 2016, può comunque aderire alla rottamazione (se la rateazione era ancora in corso al 24 ottobre 2016, per essere ammesso deve aver pagato le rate in scadenza tra ottobre e dicembre 2016 entro la fine di marzo).

In questo caso, a partire dalle rate in scadenza tra gennaio e luglio 2017, sono sospesi tutti i pagamenti relativi ai debiti inclusi nelle domande di definizione: la dilazione pregressa è revocata con il pagamento della prima o unica rata, in scadenza a luglio.

Bisogna però fare molta attenzione: basta il ritardo di un solo giorno nel pagamento di una qualsiasi delle rate per perdere il beneficio della sanatoria. Per di più, se si decade dalla rottamazione, il debito originario viene non solo ripristinato, comprensivo di sanzioni e interessi di mora, ma addirittura non può più essere rateizzato.

Il problema è ancora maggiore se si pensa che il conteggio degli importi dovuti nelle singole rate scelte dal debitore si ottiene solamente dopo la comunicazione di Equitalia, che verrà inviata entro il 31 maggio prossimo: che cosa può fare, allora, il debitore che si accorge di non riuscire a pagare le rate della rottamazione?

Decadenza dalla rottamazione: niente penalità per cartelle notificate da poco o non notificate

In primo luogo, non viene, giustamente, penalizzato il debitore la cui cartella, oggetto della rottamazione, non è mai stata notificata o è stata notificata da meno di 60 giorni rispetto alla data di presentazione della domanda di sanatoria.

In questi casi, difatti, per il debitore non è mai scaduto il termine di presentazione della prima domanda di rateazione.

Decadenza dalla rottamazione: quando revocare

Equitalia ha comunque chiarito che, in base alle previsioni normative [1], è possibile revocare la domanda entro il 31 marzo.

Tuttavia, al 31 marzo non è possibile conoscere con certezza il debito rottamato, perché questo, come già detto, sarà conosciuto solo con la successiva comunicazione di Equitalia di accoglimento della domanda, entro fine maggio 2017.

Decadenza dalla rottamazione: sanatoria della rateazione precedente

Proprio per questo motivo è stata inserita una previsione di salvaguardia [2], che stabilisce che con il pagamento della prima rata è revocata automaticamente la dilazione pregressa. Quindi, se non si versa la rata di luglio, si decade dalla definizione agevolata ma si mantiene il diritto a conservare il piano di rientro precedente.

Riassumendo quanto esposto:

  • la domanda di sanatoria può sempre essere revocata non oltre la fine di marzo;
  • se il debitore ha una dilazione in corso e non versa la rata di luglio, la rottamazione decade ma può proseguire nel pagamento delle quote del precedente piano di rientro;
  • al contrario, se il debitore ha versato la prima rata della rottamazione e decade successivamente, non può più rateizzare ulteriormente il debito residuo.

Rottamazione cartelle: come inviare la domanda

La domanda di rottamazione deve essere redatta con appositi moduli approvati da Equitalia, reperibili anche nel sito dell’ente, entro il prossimo 31 marzo. Entro il 28 febbraio Equitalia informerà i contribuenti dei debiti per i quali non è stata ancora notificata la cartella; entro il 31 maggio comunicherà quali domande di rottamazione sono state accolte.

note

[1] Art.6, Co.2, Dl 193/2016.

[2] Art.6, Co.8, Lett c, Dl 193/2016.

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1 Commento

  1. IO HO PAGATO I BOLLETTINI MANDATEMI DA EQUITALIA CON LA RATEIZZAZIONE, E NON MI HANNO MANDATO GLI ULTIMI 3 BOLLETTINI, SOMMANDO LA SOMMA DI CIRCA 300, EURO, COSA DEVO FARE?

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