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Attaccare adesivi elettorali con partito e candidato è reato

20 febbraio 2017


Attaccare adesivi elettorali con partito e candidato è reato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 febbraio 2017



Anche gli adesivi, per quanto piccoli, devono essere attaccati negli appositi spazi allestiti dal Comune per i manifesti elettorali.

Commette reato chi attacca su vetri, muri o altri luoghi non autorizzati gli adesivi elettorali con il volto del candidato politico e/o gli emblemi del partito durante la campagna elettorale. Difatti, durante le elezioni politiche o amministrative, la legge [1] impone di utilizzare – per qualsiasi tipo di propaganda al voto (non importa se attuata mediante manifesti giganti o adesivi) – gli appositi spazi riservati dai Comuni ai cartelloni. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [2].

Manifesti elettorali, cosa prevede la legge

Dove si possono affiggere i manifesti elettorali?

Una legge del 1956 [1] disciplina come debba avvenire la propaganda elettorale in occasione delle votazioni o dei referendum. Si stabilisce innanzitutto che l’affissione di stampati, giornali e di manifesti di propaganda, da parte di partiti o gruppi politici che partecipano alla competizione elettorale con liste di candidati può essere effettuata solo negli appositi spazi a ciò destinati in ogni Comune. Chiunque utilizza spazi diversi da quelli appositamente destinati a ciò commette reato ed è punito con l’arresto fino a 6 mesi e con l’ammenda da 103 a 1.032 euro.

Quanti sono gli spazi per i manifesti elettorali?

Il numero degli spazi è stabilito per ciascun centro abitato, in base alla relativa popolazione residente, secondo la seguente tabella:

  • da 150 a 3.000 abitanti: almeno 1 e non più di 3;
  • da 3.001 a 10.000 abitanti: almeno 3 e non più di 10;
  • da 10.001 a 30.000 abitanti: almeno 10 e non più di 20;
  • da 30.001 a 100.000 abitanti e nei capoluoghi di Provincia aventi popolazione inferiore: almeno 20 e non più di 50;
  • da 100.001 a 500.000 abitanti: almeno 50 e non più di 100;
  • da 500.001 ai 1.000.000 di abitanti: almeno 100 e non più di 500;
  • oltre 1.000.000 di abitanti: almeno 500 e non più di 1.000.

Chi provvede a effettuare le affissioni?

Per effettuare le affissioni di stampati, giornali murali od altri e di manifesti di propaganda elettorale non bisogna delegare il Comune o altre autorità, poiché vi può provvedere direttamente l’interessato.

Il periodo di silenzio elettorale

30 giorni prima della data fissata per le elezioni è vietata ogni forma di propaganda elettorale luminosa o figurativa, a carattere fisso in luogo pubblico, escluse le insegne indicanti le sedi dei partiti. È vietato, altresì, il lancio o il getto di volantini in luogo pubblico o aperto al pubblico e ogni forma di propaganda luminosa mobile. Chi contravviene a questa norma è punito con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da lire 103 a 1032 euro.

Vietati anche gli adesivi

Secondo la sentenza in commento è reato anche attaccare adesivi della lista politica candidata alle consultazioni al di fuori degli spazi appositamente allestiti dal Comune per i manifesti elettorali. La normativa appena accennata, infatti, nello stabilire il reato di affissione abusiva, è volta a garantire l’ordinato svolgimento della propaganda elettorale in vista del voto e non distingue fra i materiali utilizzati nella campagna elettorale.

È vero, chi attacca adesivi sui muri di un palazzo o sulla vetrina di un negozio o su qualsiasi altro luogo commette un imbrattamento di arredo urbano e proprietà privata che, dall’anno scorso, non è più reato. Ma attenzione: in questo caso ad essere violata è un’altra norma, ossia la legge del 1956 e non il codice penale. Quindi il reato resta ugualmente e il responsabile si vede macchiare la fedina anche per il semplice uso “fuori luogo” di un adesivo.

Le dimensioni non contano

Secondo la Cassazione non contano le dimensioni del manifesto elettorale per integrare il reato di affissione abusiva [3], ma l’oggetto della comunicazione rivolta al pubblico. Per cui il materiale elettorale – sia sotto forma di manifesto, che di “santino”, che di adesivo – non può che essere attaccato negli spazi riservati.

note

[1] Legge n. 212/56 art. 8.

[2] Cass. sent. n. 7680/17 del 17.02.2017.

[3] Art. 663 cod. pen.

Autore immagine: 123rf com

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