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Sono disoccupato, posso avere un’auto intestata?

20 febbraio 2017


Sono disoccupato, posso avere un’auto intestata?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 febbraio 2017



L’Agenzia delle Entrate può disporre accertamenti fiscali a carico di chi acquista un’auto pur dichiarando poco o essendo disoccupata: se però il coniuge ha uno stipendio è possibile dimostrare che i soldi provengono da lui.

Occhio a intestarsi un’auto, una casa o altri beni di lusso se si è disoccupati o se si dichiara poco all’Agenzia delle Entrate: in questo caso è legittimo, infatti, l’accertamento fiscale ed, eventualmente, le sanzioni sull’evasione presunta. L’unico modo per salvarsi dall’avviso di pagamento del fisco è dimostrare che il denaro per acquistare l’auto proviene da un’altra persona, come il coniuge o altro familiare convivente; ma a tal fine sarà necessario dare prova documentale di ciò come, ad esempio, con la tracciabilità del bonifico o dell’assegno non trasferibile.

L’accertamento fiscale per l’acquisto di un’auto da parte del disoccupato deriva da un sistema che usa l’Agenzia delle Entrate per valutare la congruenza degli acquisti con il reddito “denunciato” annualmente dal contribuente nella dichiarazione dei redditi: si chiama accertamento sintetico e si vale del cosiddetto redditometro. In buona sostanza – e senza tirarla troppo per le lunghe – l’Agenzia delle Entrate ragiona in questo senso: se “tanto” esce dal portafoglio, “tanto” deve anche entrare. Per cui, chi spende più di quello che guadagna, deve anche dimostrare da dove prende i soldi, visto che di questi non vi è traccia all’Agenzia delle Entrate. Certo, non tutte le entrate vanno dichiarate al Fisco, come ad esempio le vincite del gioco o le donazioni ricevute da un genitore, da un figlio o quelle tra coniugi (tali donazioni, infatti, non scontano alcuna imposta se sono di valore inferiore a 1milione di euro; sopra tale valore l’imposta è del 4%). Ma, se così è, bisogna anche poterlo dimostrare: ossia dare prova – ma solo documentale e non tramite testimonianza, anche se scritta – della provenienza del denaro.

Quindi, in linea generale, nulla vieta che un disoccupato possa avere un’auto intestata, ma è verosimile che tale proprietà faccia scattare, prima o poi, il redditometro e, successivamente ad esso, l’Agenzia delle Entrate possa inviare un accertamento fiscale. Spetterà allora al contribuente dimostrare il contrario ossia la fonte lecita del denaro con cui ha acquistato la macchina. Il che significa che già il disoccupato deve essere in grado di poter prevedere le mosse del fisco e agire di conseguenza, conservando tutta la documentazione da produrre al fisco in caso di accertamento e, quindi, tenere traccia della provenienza del denaro.

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Autore immagine: 123rf com

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