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Pedone investito da un’auto: quando la responsabilità non è del conducente

20 dicembre 2012


Pedone investito da un’auto: quando la responsabilità non è del conducente

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 dicembre 2012



Ecco i casi in cui l’automobilista non ha la colpa dell’incidente con il pedone.

È assai difficile, per il conducente di un’auto che abbia investito un pedone, dimostrare la propria non colpevolezza. Tuttavia non è impossibile. Una serie di indicazioni, per esempio, le offre una recente sentenza della Cassazione [1] ove si afferma che l’automobilista non è responsabile per l’investimento del passante quando egli:

a) si sia trovato, per motivi estranei a ogni suo obbligo di diligenza, nell’oggettiva impossibilità di avvistare il pedone e di osservarne tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido e inatteso;

b) non abbia commesso nessuna infrazione alle norme della circolazione stradale e a quelle di comune prudenza.

Obbligo del conducente

In generale, il conducente del veicolo deve continuamente ispezionare la strada che sta per impegnare, mantenendo un costante controllo del veicolo in rapporto alle condizioni della strada stessa e del traffico. Egli inoltre deve prevedere tutte quelle situazioni che la comune esperienza comprende, in modo da non costituire intralcio o pericolo per gli altri utenti della strada.

Secondo la Corte, dunque, il semplice avvistamento del pedone implica la percezione di una situazione di pericolo, in presenza della quale il conducente è tenuto a porre in essere una serie di accorgimenti come moderare la velocità o, se occorre, arrestare il veicolo. Tali obblighi comportamentali sono posti a carico del conducente anche per la previsione di eventuali comportamenti irregolari dello stesso pedone, vuoi genericamente imprudenti (per es. il pedone che si attarda ad attraversare la strada quando il semaforo sta per diventare rosso), vuoi violativi degli obblighi comportamentali specifici (per es. l’attraversamento della strada fuori dalle strisce pedonali o passando davanti agli autobus in fermata).

Il conducente infatti ha anche l’obbligo di prevedere le eventuali imprudenze o trasgressioni degli altri utenti della strada e di cercare di superarle senza recare danni.

Quindi il conducente non è responsabile per l’investimento del pedone solo quando il comportamento di quest’ultimo sia risultato del tutto imprevedibile, come una vera e propria causa eccezionale. Ecco perché la sentenza in commento parla di “oggettiva impossibilità di avvistare il pedone e di osservarne comunque tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido, inatteso, imprevedibile”.

note

[1] Cass. sent. n. 20231 del 3 aprile-25 maggio 2012.

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1 Commento

  1. È talmente vasta la casistica, che prendere un caso eccezionale, riguarda appunto l’eccezione che conferma la regola. Facendo studi accurati in merito, si può studiare quante notizie e svariate componenti interagiscono nell’evento specifico, e quanti innumerevoli elementi sono da analizzare profondamente prima di esprimersi sull’accaduto.
    In caso particolarissimi, sono le cose che possono sembrare di routine che possono essere determinanti in tale senso.
    Felice Pastore. Perito assicurativo

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