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Scuola: no ai dolci fatti in casa

22 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 febbraio 2017



A scuola è vietato portare dolci o altri prodotti fatti in casa da consumare collettivamente, la norma ha lo scopo di tutelare la salute dei bambini.

La scuola, oltre ad essere un luogo in cui studiare ed imparare, per i bambini e i ragazzi rappresenta da sempre  anche un luogo di condivisione e di svago nel quale trascorrere i momenti felici. In passato, le ricorrenze, quali ad esempio i compleanni o gli onomastici, venivano festeggiate con torte e dolci fatti in casa, rigorosamente da mamme e nonne, portati in classe e consumati durante la ricreazione.  Probabilmente, sia per un fattore economico che di genuinità, si preferiva offrire ai bambini un prodotto artigianale, realizzato a mano.

Negli ultimi anni, anche per uniformarsi alla normativa europea in materia [1], nelle scuole italiane è vietato portare dolci o altri alimenti fatti in casa non confezionati, da consumare collettivamente. Questo non significa che i singoli bambini non possano portare in classe la merenda preparata appositamente per loro dalla propria mamma, cosa che possono continuare tranquillamente a fare, ma al contrario, non sarà possibile offrire ai propri compagni degli alimenti da mangiare tutti insieme.

Gli amanti del cibo sano, di provenienza sicura, privo di conservanti, il cosiddetto km0, sembrano non comprendere appieno tale divieto ma la norma ha una enorme importanza perché ha la funzione di tutelare la salute dei più piccoli.

Un dolce fatto in casa, seppur realizzato con ingredienti selezionati, seguendo il procedimento in maniera ottimale e rispettando le basilari norme igieniche viene prodotto in un ambiente non perfettamente salubre e sicuro. Le cucine domestiche, nonostante una attenta e costante pulizia, secondo la normativa europea, possono nascondere delle insidie, ossia germi e batteri che potrebbero inavvertitamente contaminare i cibi e il bambino, mangiandoli, potrebbe subire, ad esempio, un’intossicazione alimentare.

Inoltre, soprattutto negli ultimi anni, il numero delle allergie ed intolleranze ai cibi è aumentato vertiginosamente. La celiachia, ossia l’intolleranza al glutine presente nelle farine, l’intolleranza ai lieviti o l’allergia al latte e ai suoi derivati sono solamente quelle più frequenti. Un attacco allergico può presentarsi anche sotto forma di shock anafilattico, una violenta manifestazione che può portare a difficoltà respiratorie, eruzioni cutanee, perdita dei sensi e, nei casi più gravi anche alla morte. Un bambino allergico, non a conoscenza degli ingredienti presenti in un dolce che gli viene offerto in classe, mangiandolo potrebbe addirittura rischiare di perdere la vita.

Per queste ragioni, la scuola italiana, con l’intenzione di preservare al massimo la salute dei propri allievi, si è determinata in maniera uniforme prevedendo l’assoluto divieto di introduzione di alimenti artigianali non confezionati, dei quali non è possibile conoscere il procedimento, gli ingredienti e le modalità di conservazione.

I bambini potranno festeggiare dunque con prodotti magari non casalinghi, come i manicaretti della mamma, ma certamente più sicuri.

note

[1] Regolamento UE n. 852/2004 relativo all’igiene sui prodotti alimentari.

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3 Commenti

  1. e la merda industriale invece va bene?
    Certo quella è prodotta dalle multinazionali dirette dai massoni che ricevono l’appoggio dei loro confratelli sistemati nella politica e che legiferano queste porcate. Servi di merda pure voi che diffondete con tranquillità queste notizie

  2. Ma siete mai stati nelle cucine industrialI?
    Li si trova di tutto dalle batte ai topi.
    E la pulizia nn sanno cosa è.

  3. Certo ..meglio i conservanti…I grassi e gli olii vegetali..e tutti gli ingredienti incomprensibili e sicuramente semplici e naturali..tanto da nasconderli dietro sIgle …del resto i dolci fatti a casa hanno zozzate troppo semplici..solo uova zucchero farina latte e olio di semi, solitamente di girasole , e lievito…sicuramente sarebbe tossico…

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