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Posso usucapire un bene di un ente pubblico?

13 marzo 2017


Posso usucapire un bene di un ente pubblico?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 marzo 2017



Da più di 20 anni mio padre detiene un fondo rustico dell’Ismea. Ora gli è stato intimato di lasciarlo. Può ottenere una sentenza di usucapione o vi sono problemi per la natura dell’Ismea?

L’Ismea, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, è un ente pubblico Economico [1]. I beni di proprietà degli enti pubblici non territoriali, ivi compresi gli enti pubblici economici, sono sicuramente usucapibili a meno che non si tratti di beni demaniali oppure di beni del patrimonio indisponibile dell’ente che siano destinati ad un pubblico servizio [2]. Al di fuori di questi due casi, anche i beni di un ente pubblico economico come è l’Ismea, possono essere oggetto di usucapione alle condizioni contemplate dalla legge [3]. Occorre, cioè, un possesso della durata minima ventennale (quindici se si tratta di terreni ubicati in comuni classificati montani) che sia pubblico, continuo, pacifico e non interrotto. Toccherà a colui che in giudizio richiede l’accertamento dell’intervenuta usucapione dimostrare che si sia posseduto il fondo per venti anni comportandosi riguardo ad esso come se fosse proprietario del medesimo; sarà necessario anche provare che il possesso ventennale sia stato continuo (ad esempio, si sia coltivato periodicamente e costantemente il fondo), pacifico (nessuno abbia contestato il possesso medesimo), pubblico (non sia stato esercitato, cioè, clandestinamente). Fondamentale sarà dimostrare che si siano pagate le tasse e le imposte relative al fondo  e, magari, che ci si sia accollati tutte le spese per la fornitura di servizi al fondo stesso (ad esempio guardiania, forniture di acqua ecc…). Si tenga, infine, conto che nel caso in cui il possesso del fondo fosse cominciato perché il padre aveva un rapporto di affittanza o similare con l’Ismea, questo tipo di possesso non sarà utile ai fini dell’usucapione essendo, invece, necessario (per dare inizio al periodo di possesso utile per l’usucapione) che sia intervenuto un atto formale di opposizione da parte sua ( nei confronti del proprietario) idoneo a manifestargli la volontà di non possedere più come affittuario, cioè a nome d’altri, ma in nome proprio e, quindi, senza più subordinare ad altri il proprio potere da esercitarsi sul fondo.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte 

note

[1] Ai sensi del d.P.R. n. 200 del 31.03.2001.

[2] Ai sensi degli artt. 828, co. 2 e 830 cod. civ.

[3] Artt. 1158 cod. civ.


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