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Lo sai che? Quanto tempo per pagare i debiti?

Lo sai che? Pubblicato il 21 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 febbraio 2017

Le obbligazioni che hanno un termine di pagamento devono essere adempiute nel momento stesso della scadenza; diversamente il debitore è costituito in mora.

Se hai contratto un’obbligazione e ti chiedi entro quando dovrai pagare il debito, la prima cosa da fare è leggere il contratto dove, di norma, è specificata la data entro cui le parti sono tenute ad assolvere all’adempimento. Se però l’accordo non prevede un termine di pagamento, in base al codice civile [1] il creditore può esigere immediatamente la prestazione dal debitore. Quindi, il pagamento del debito deve avvenire a richiesta del creditore, che potrà pretenderlo anche nello stesso momento della conclusione del contratto. Potrebbe però avvenire che, per la natura stessa del contratto o in base agli usi, sia comunque necessario un termine: in tale ipotesi, se le parti non si mettono d’accordo, sarà il giudice a fissare la data entro cui il debitore dovrà pagare.

Quando il debito è già scaduto, il debitore è costituito in mora: significa che, dal giorno in cui sarebbe dovuto avvenire il pagamento – ed invece non è intervenuto – decorrono gli interessi moratori. Il debitore può bloccare il decorso degli interessi attraverso quella che viene detta «novazione»: si tratta di un nuovo accordo che ridefinisce quello precedente, assegnando di norma un nuovo termine di pagamento o delle modalità di favore (come un pagamento a rate o ancora un saldo e stralcio). In tal caso, vale solo quanto stabilito nel secondo accordo che sostituisce integralmente il precedente.

Quando però il pagamento dilazionato è solo una concessione del creditore, al fine di consentire alla controparte di liberarsi del debito senza incorrere nel pignoramento, non si parla più di «novazione»: per cui, in assenza di adempimento (ad esempio, nel caso in cui venga saltata una sola rata), torna a valere il termine iniziale di adempimento e il creditore potrà richiedere tutto il pagamento in un’unica volta.

Un particolare modo per ottenere un pagamento dilazionato è quello previsto dal recente piano del consumatore; si tratta della cosiddetta legge sul sovraindebitamento [2]. Il debitore ricorre al tribunale per chiedere una decurtazione del debito e/o un pagamento rateizzato dimostrando di non poter oggettivamente pagare tutte le somme vantate da uno o più creditori (anche la banca o l’Agente della riscossione).

Il giudice accoglie il ricorso se ritiene che la situazione di difficoltà economica non sia superabile e sempre che il debitore non si sia messo, colpevolmente, nell’impossibilità di adempiere. Tale procedura è possibile solo se le obbligazioni dipendono da contratti conclusi dal consumatore; se invece si tratta di debiti derivanti da attività imprenditoriale o professionale, è necessario il consenso del 60% dei creditori. Particolare rilievo assume il tempo entro cui pagare il debito nell’ambito di tale procedimento: la norma indica che l’accordo deve essere raggiunto nel termine di quattro anni, senza indicare un particolare limite temporale di conclusione della procedura. E così nella giurisprudenza in materia il criterio della meritevolezza va assumendo sempre più connotati essenziali ai fini del relativo piano di omologa.

Di recente sulla questione del piano del consumatore è intervenuto il tribunale di Torino garantendo al debitore il doppio del tempo per pagare i debiti: otto anni invece di quattro. In particolare il giudice ha omologato [3] un accordo proposto da un debitore per un periodo superiore a quanto indicato nella norma. Partendo da un debito di circa 200 mila euro, venutosi a formare per cause non riconducibili espressamente al debitore, il tribunale ha accettato il piano proposto, basato su un pagamento mensile di 500 euro per otto anni.

In ogni caso il debitore non è tenuto a pagare la somma di denaro se il creditore non ha compiuto, entro un lasso di tempo variabile, che viene detto «termine di prescrizione», alcuna attività come un pignoramento o un semplice sollecito di pagamento. Per maggiori informazioni rinviamo alla nostra scheda sui termini di prescrizione di tutti i debiti con il fisco e alla guida Quando decade un debito, relativa a tutti i termini di prescrizione e decadenza dei debiti.

note

[1] Art. 1183 cod. civ.

[2] L. 3/2012.

[3] Trib. Torino ord. n. 2282/2017.

Autore immagine: 123rf com


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