Donna e famiglia | Articoli

Assegno divorzile: a cosa serve?

22 Febbraio 2017 | Autore:


> Donna e famiglia Pubblicato il 22 Febbraio 2017



L’assegno divorzile ha una funzione assistenziale/solidaristica: serve a evitare che, a causa del divorzio, il coniuge economicamente più debole si trovi in precarie condizioni economiche.

Affinché si possa sostenere il diritto all’assegno divorzile il richiedente deve provare quali sono le risorse reddituali e patrimoniali di ciascuno dei coniugi, in che parte sono destinate al soddisfacimento dei bisogni personali e familiari, ma anche le rispettive potenzialità economiche e il tenore di vita che all’epoca della convivenza i coniugi tenevano. Ad affermarlo è il Tribunale di Sassari nell’ambito di in giudizio per il divorzio tra coniugi [1].

Assegno divorzile: cos’è?

L’assegno divorzile è quello corrisposto al coniuge bisognoso dopo la sentenza di divorzio, cioè quando il vincolo matrimoniale viene sciolto definitivamente. Dunque, i presupposti per la sua concessione sono due:

  • la definitività della sentenza di divorzio,
  • la situazione di necessità del coniuge beneficiario, privo dei mezzi adeguati di sostentamento e impossibilitato a procurarseli per ragioni oggettive (per esempio perché, a causa di una malattia invalidante, non riesce a lavorare).

Come si comprende, ha una funzione assistenziale/solidaristica: serve, cioè, a evitare che, a causa del divorzio, il coniuge economicamente più debole si venga a trovare in precarie condizioni patrimoniali e reddituali.

Assegno divorzile: come capire se concederlo o meno?

Come sottolineato dal Tribunale di Sassari nella sentenza che stiamo esaminando, l’accertamento del diritto all’assegno divorzile si articola in due fasi:

  1. nella prima il giudice provvede alla verifica dell’esistenza del diritto: verifica, cioè, se i mezzi del coniuge richiedente sono effettivamente inadeguati, raffrontati al tenore di vita avuto in costanza di matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito se il matrimonio fosse continuato o quale poteva legittimamente e ragionevolmente configurarsi sulla base di aspettative maturate nel corso del rapporto;
  2. nella seconda, il giudice determina concretamente l’ammontare dell’assegno, tenendo conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione e del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ognuno e di quello comune. Dovrà anche considerare il reddito di entrambi, in rapporto alla durata del matrimonio.

Nel caso esaminato, la donna non ha fornito la prova di quale fosse il tenore di vita tenuto durante il brevissimo periodo di convivenza coniugale, durato solamente un anno. Non conta, secondo il giudice, che il marito prestasse attività lavorativa continuativa: l’ex moglie non aveva dimostrato se avesse ricercato un lavoro o se non lo avesse fatto a causa delle necessità familiari o perché impossibilita a lavorare.

Assegno divorzile: stop in caso di nuova convivenza

Come specificato nell’articolo Assegno di mantenimento alla ex moglie: stop in 2 casi, perde il diritto all’assegno la donna che abbia iniziato a convivere in modo stabile con un altro uomo. Il motivo è presto detto: l’ex marito non è tenuto a mantenere anche il nuovo compagno della precedente consorte e sarà quest’ultimo provvedere alle esigenze della compagna, anche se decide di non sposarla. Ciò a patto che si tratti di una convivenza stabile e duratura, non occasionale.

Proprio quanto accaduto nel caso di specie, in cui la ex moglie conviveva con un altro uomo, come dimostrato dai messaggi whatsapp prodotti e dalla ricezione della posta personale presso l’indirizzo del medesimo soggetto.

note

[1] Trib. Sassari sent. n. 217 del 12.02.2017.

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

In Nome Del Popolo Italiano

IL TRIBUNALE DI SASSARI

– Sezione Civile –

Composto da :

– dott.ssa Giuseppina Sanna Presidente rel.

– dott.ssa Stefania Deiana Giudice

– dott.ssa Ada Gambardella Giudice

riunito in camera di consiglio, ha pronunciato la seguente

S E N T E N Z A

nella causa civile iscritta al n° 519/2016 del R.G.A.C., rimessa al Collegio

all’udienza promossa da

MARCELLO LISCI elett.te domto presso il proc.avv.to CATTROCCI

BARBARA che lo rappresenta e difende per delega a margine del ricorso introduttivo

– ricorrente-;

e

FULVIA DELOGU elett.te dom.ta presso il proc.avv.to CARBONI STEFANO che la rappresenta e difende per delega a margine della comparsa di costituzione e risposta

-resistente –

nonché

– IL PUBBLICO MINISTERO,

– intervenuto –

OGGETTO: domanda di cessazione degli effetti civili del matrimonio .

CONCLUSIONI PER LE PARTI: come da udienza di spedizione.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso depositato il 10.2.2016 Lisci Marcello , premesso di aver contratto matrimonio in data 22.8.2010 in Alghero con Delogu Fulvia ; di essersi separato legalmente dalla stessa alle condizioni di cui al decreto di omologa emesso dal Tribunale di Asti in data 7.4.2014, che venisse dichiarata la cessazione degli effetti civili del matrimonio non essendo ripresa la convivenza e essendo decorso il termine previsto dalla legge .

Si costituiva Delogu Fulvia non opponendosi alla richiesta di cessazione degli effetti civili del matrimonio ma proponendo domanda diretta ad ottenere assegno divorzile in quanto attualmente priva di reddito da lavoro .

Il Presidente assumeva i provvedimenti di rito e rimetteva le parti davanti al Giudice istruttore il quale istruita la causa con prove documentali la assumeva in decisione concedendo alle parti i termini di cui all’art. 190 cpc

MOTIVI DELLA DECISIONE

Dall’istruttoria svolta , in particolare dalla conclusioni assunte dalle parti, sul punto congiunte, si evince che la convivenza tra i coniugi non sia ripresa dal momento della comparizione delle parti davanti al Presidente del Tribunale di Asti.

Così verificata l’esistenza di una delle ipotesi previste dall’art. 3 n. 2 lett. b della legge 1 dicembre 1970 n. 898, il collegio deve escludere ogni possibilità di ricostituzione del consorzio familiare. Il tempo ormai trascorso dalla separazione ed il contegno processuale delle parti denunciano un definitivo esaurimento della comunione materiale e spirituale tra i coniugi.

Deve, pertanto, pronunciarsi la cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto dalle parti in Alghero il 22.8.2010 , ordinandosi al competente ufficiale dello stato civile di procedere alla annotazione della presente sentenza.

Le parti controvertono sulla domanda di assegno divorzile proposta dalla Delogu e ritenuta dal Lisci infondata.

Premesso che l’accertamento del diritto all’assegno divorzile si articola in due fasi, nella prima delle quali il giudice provvede alla verifica dell’esistenza del diritto in astratto, in relazione all’inadeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente, raffrontati ad un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito in caso di continuazione dello stesso o quale poteva legittimamente e ragionevolmente configurarsi sulla base di aspettative maturate nel corso del rapporto; mentre nella seconda procede alla determinazione in concreto dell’ammontare dell’ assegno, che deve essere compiuta tenendo conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione e del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ognuno e di quello comune, nonché del reddito di entrambi, valutandosi tali elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio.

Nell’ambito di questo duplice accertamento i fatti rilevanti , sotto il profilo dell’onere probatorio gravante sul richiedente devono essere individuati sia nelle risorse reddituali e patrimoniali di ciascuno dei coniugi, in quelle effettivamente destinate al soddisfacimento dei bisogni personali e familiari, nonché le rispettive potenzialità economiche e di conseguenza sul tenore di vita che all’epoca della convivenza i coniugi tenevano .

Tanto premesso ritiene il Collegio che la Delogu non abbia dato prova alcuna in primo luogo di quale fosse il tenore di vita tenuto durante il brevissimo periodo di convivenza coniugale, essendo pacifico che lo stesso sia durato solamente un anno, seppure la separazione sia stata richiesta dopo tre anni dalla separazione di fatto.

Prova che ritiene il Collegio non può essere costituita dalla semplice asserzione che il Lisci prestava attività lavorativa continuativa, dovendo la Delogu dare la prova se di detto periodo avesse ricercato un lavoro, se a causa delle necessità familiari non vi avesse potuto provvedere e soprattutto che ciò non era stato possibile successivamente alla separazione di fatto. Nessuna prova, infine, ha offerto in ordine al fatto di essere impossibilitata a prestare attività lavorativa.

Da ultimo, ritiene il Collegio seppure non necessario per quanto sopra esposto, che dalle produzioni documentali effettuate dal Lisci emerga con chiarezza che la Delogu sia convivente con altro uomo, lo attestano chiaramente i messaggi whatsapp prodotti nonché la ricezione della posta personale presso l’indirizzo del medesimo soggetto. Né possono contrastare detti elementi oggettivi la formale residenza in Alghero o la documentazione relativa agli aspetti sanitari della vita del Delogu ben potendo la stessa aver tenuto la originaria assistenza sanitaria e curarsene ogni volta che ne ha bisogno. Fatti tutti che portano a concludere che il rapporto di solidarietà che sopravvive alla cessazione del matrimonio non sia più sussistendo venendo così meno anche il diritto al mantenimento.

Stante la natura del giudizio appare giusto compensare interamente tra le parti le spese del presente giudizio.

P. Q. M.

Definitivamente pronunciando , ogni contraria istanza ed eccezione ,

1 ) dichiara la cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto da Lisci Marcello con Delogu Fulvia in Alghero il 22.8.2010 e trascritto al n. 38 dell’anno 2010 parte II mandando all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Alghero per le dovute annotazioni;

2) rigetta la domanda di assegno divorzile proposta da Delogu Fulvia;

3) dichiara interamente compensate tra le parti le spese del presente giudizio;

Così deciso in Sassari nella Camera di Consiglio in data 9.2.2017

Il Presidente rel.

G.Sann


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI