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Se mi laureo in odontoiatria all’estero, posso lavorare in Italia?

21 febbraio 2017


Se mi laureo in odontoiatria all’estero, posso lavorare in Italia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 febbraio 2017



Sono laureato in odontoiatria in Romania, sto per iscrivermi all’ordine dei medici in Romania. Con la tessera europea posso lavorare anche in Italia?

Allo stato attuale la Epc si applica solamente ad alcune categorie di professionisti tra i quali, nonostante ci sia qualche informazione di senso contrario, non rientra la categoria professionale dei medici. Per ora, la procedura semplificata di riconoscimento delle abilitazioni conseguite in altro paese della Ue si applica solamente a:

  • un infermiere responsabile dell’assistenza generale;
  • un farmacista;
  • un fisioterapista;
  • una guida alpina;
  • un agente immobiliare.

In tutti gli altri casi, cioè per le altre professioni, occorre seguire l’ordinaria procedura di riconoscimento del titolo conseguito all’estero, procedura di certo non priva di insidie.

Di norma la procedura per il riconoscimento, secondo le direttive del Miur, prevede la necessità di inviare la domanda di riconoscimento al Rettore di una università italiana a scelta. Alla domanda devono essere allegati una serie di documenti, attestanti il curriculum universitario (ad esempio, certificato analitico in originale degli esami universitari, attestante date e sedi degli esami; programmi di ogni singolo esame; originale del titolo accademico posseduto). I documenti, inoltre, necessitano di traduzione ufficiale. Il tutto poi deve essere vagliato dal competente ministero al quale spetta l’emissione del formale provvedimento di riconoscimento.

Obiettivamente, la procedura sommariamente descritta non è facilmente portabile a termine senza l’ausilio e l’assistenza di enti, società, professionisti, che specificamente si occupano di queste problematiche.

In ogni caso, anche se in una tempistica non determinabile a priori, le difficoltà che eventualmente il lettore dovesse incontrare in Italia per il riconoscimento delle sue abilitazioni professionali,  potrà (con ogni probabilità) superarle attraverso rimedi di tipo giudiziario. In caso di diniego, infatti, potrà sempre  rivolgersi al Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) per richiedere ed ottenere una sentenza che obblighi la pubblica amministrazione, nella specie il Miur, a riconoscere la sua abilitazione professionale. Non sono poche, infatti, le sentenze dei Tar che riconoscono questo diritto così come quello, diverso ma in un certo senso assimilabile, di trasferirsi dall’estero all’Italia anche durante il corso di studi.

In conclusione, il consiglio è anzitutto di affidarsi per la cura e la gestione della domanda di riconoscimento in Italia del suo titolo accademico ad una struttura qualificata ed esperta in questa materia specifica che potrà occuparsi anche della gestione pratica della vicenda (si pensi, ad esempio, al reperimento di tutti i certificati, alla necessità di farli tradurre ufficialmente e quant’altro).

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Antonio Ciotola

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