Addio per sempre ai manicomi criminali

21 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 febbraio 2017



Scompaiono definitivamente gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), sostituiti dalle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems).

Si è finalmente concluso il lungo cammino che ha condotto alla chiusura definitiva, in tutto il territorio nazionale, degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) e meglio noti come manicomi criminali. Ciò è quanto dichiarato dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ieri (20.02.2017), definendo detta data come una «giornata storica, perché siamo arrivati al raggiungimento di questo fondamentale obiettivo che è il superamento definitivo di queste strutture, ormai realizzato in tutta Italia».

I manicomi (detti anche frenocomi) furono istituiti, in Italia, a partire dal XV secolo. Da allora, la nostra nazione ha fatto enormi passi in avanti, dimostrandosi il Paese occidentale “più evoluto” sul tema.

Ma procediamo con ordine.

In realtà, si può dire che dal Medio Evo agli anni ’70 nulla era cambiato. Originariamente, infatti, i manicomi erano strutture nelle quali venivano confinati i c.d. “malati di mente” o, in gergo più spicciolo, i c.d. “matti da legare“, onde evitare che gli stessi – attesa la pericolosità sociale ed altre patologie mentali diagnosticate – potessero commettere efferati crimini (il più delle volte sanguinari omicidi).

Detti “pazienti” (che però non venivano trattati in quanto tali, ma più come persone abiette) erano costretti a restare in manicomio fino al momento della loro guarigione (evento che raramente si verificava) in condizioni degradanti e tali da “annullare” totalmente la personalità di soggetti già di per sé molto problematici. Erano costretti a subire cure (se così possono definirsi) spesso anche sperimentali, che più  che terapeutiche si rivelavano soltanto palliative e volte (più che altro) a sedare “i bollenti spiriti” di soggetti che – fondamentalmente – incutevano paura alla società e, talvolta, anche agli stessi medici.

Negli anni ’70 emersero scottanti verità e si scoprì che troppo spesso (e soprattutto ingiustamente) i pazienti coattivamente ricoverati in manicomio erano sottoposti a pratiche violente ed a terribili vessazioni, di talché più che ad una guarigione, detti soggetti erano “condannati” ad un inesorabile peggioramento, che vedeva la sua fine solo con la loro morte.

Nel 1978, la situazione cambiò [1] e si riconobbe il diritto di questi malati a trattamenti più umani e a godere di una “più adeguata” qualità della vita.

Alla fine degli anni ’70, quindi, i manicomi criminali furono sostituiti dagli OPG, ovvero gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

Tuttavia e nonostante il mutamento del nome giuridico (da Manicomio ad Ospedale Psichiatrico Giudiziario), nel 2011 – grazie ad un’inchiesta parlamentare – si scoprì che molto spesso i trattamenti riservati a questi pazienti continuavano ad essere inumani e degradanti.

Ciò provocò l’indignazione dell’allora Presidente della Repubblica (Giorgio Napolitano), il quale “riprese la battaglia” contro detti istituti per determinarne la definitiva eliminazione.

A tal fine, si susseguirono una serie di disposizioni normative [2] che, passo dopo passo, hanno portato alla totale chiusura di dette strutture.

Questo cammino può dirsi – ad oggi – definitivamente concluso.

Può ritenersi, infatti, finalmente realizzato – in tutto il territorio nazionale – il superamento di queste strutture. Attualmente – come ha precisato il Ministro della salute Beatrice Lorenzin – restano soltanto cinque pazienti ricoverati nell’ultimo OPG ancora esistente (che è quello di Barcellona Pozzo di Gotto in Sicilia), che saranno presto trasferiti in diverse strutture.

Ed infatti, al posto degli OPG, a funzionare ora saranno le Rems, ovvero le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, caratterizzate da una struttura architettonica diversa ed al cui interno non dovranno essere presenti strumenti di contenzione meccanica e di vessazione corporale o psicologica.

Le Rems attualmente operative sono trenta (e ben presto saranno trentadue). Queste strutture hanno iniziato a funzionare in coordinamento con i Dsm (Dipartimenti di salute mentale) due anni fa e ad oggi si sono mostrate efficaci. Dall’aprile 2015, infatti, sono stati registrati 950 ingressi e 415 dimissioni. Ciò vuol dire che, a differenza di quanto avveniva in passato, non solo c’è possibilità di guarigione per questi soggetti, ma addirittura di graduale reinserimento sociale.

Si tratta di un grande passo in avanti per l’umanità, in un percorso – ancora lungo – che riguarda la salute mentale.

note

[1] grazie alla legge n. 180/1978, meglio conosciuta con il nome del suo promotore, lo psichiatra Franco Basaglia.

[2] Il decreto legge n. 211 del 22.12.2011, convertito nella legge n. 9 del 17.02.2012, aveva disposto, entro i l 31.03.2013, la chiusura degli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari) per la data del 31.03.2013. Il decreto legge n. 24 del 25.03.2013 ha poi prorogato detta chiusura alla data del 01.04.2014. Termine, poi, ancora una volta prorogato (definitivamente) al 31.03.2015. Al momento della chiusura, tuttavia, esistevano in Italia ancora sei OPG (per un totale di 1500 pazienti), ad oggi definitivamente chiusi e sostituiti dalle c.d. Rems, ovvero Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza.

Autore immagine: Pixabay


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1 Commento

  1. Io sono stato internato il 26 /01/2016 nella REMS di Mondragone per fortuna l’o.p. g. Di Aversa era stato appena chiuso e posso dire che sono stato trattato e curato molto bene. La mia storia non finisce qui perché dopo l’internamento il reinserimento nella società e ‘ ancora molto lento e molto spesso a discrezione dei medici. Io sono diplomato e con un lavoro al comune come impiegato solo che sono stato alcolista e cocainomane per molto tempo. Io sono stato internato per aggressione e danneggiamento al DSM di Battipaglia un reato al dire degli avvocati non tanto grave ma avendo avuto la pericolosità sociale e essendo ancora giudicabile ancora non sono in libertà. Si dovrebbe rimodulare questo articolo del codice penale perché a mio avviso è assurdo, ho avuto 4 perizie psichiatriche dove hanno accertato la mia non pericolosità sociale ma ancora sono chiuso in comunità senza avere nessuna condanna. Ringrazio il dott. Ortano e il dottor. Iuliano per il loro contributo che hanno dato al mio caso. Spero di ritornare presto a casa e a lavoro. 23/02/2017

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