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Imprese in difficoltà: fondo di garanzia per le piccole e medie imprese

19 settembre 2012


Imprese in difficoltà: fondo di garanzia per le piccole e medie imprese

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 settembre 2012



Modificati i parametri per la concessione della garanzia statale del Fondo di Garanzia per le PMI in difficoltà: aumenta la percentuale della copertura del sostegno e si elimina la commissione.

In coerenza con le misure in sostegno delle Piccole e Medie Imprese adottate col cosiddetto “Decreto Sviluppo” [1], un decreto ministeriale del giugno scorso [2] ha modificato i parametri per la concessione della garanzia statale a valere sul Fondo di Garanzia per le PMI in difficoltà, aumentando la percentuale della copertura del sostegno ed eliminando la commissione.

Il Fondo interviene in due modi alternativi:

– prestando una garanzia diretta a favore di banche e intermediari finanziari (a “prima richiesta”, incondizionata, irrevocabile, a totale copertura dell0ammontare di quanto finanziato alle piccole e medie imprese);

– attraverso la controgaranzia su operazioni di garanzia (concesse da altri fondi di garanzia).

Con la recente rettifica del giugno 2012, gli interventi sono oggi ammessi a copertura fino all’80% delle operazioni  finanziarie per le aziende situate nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) o gestite da donne.

Tra le operazioni assistite da tale copertura rientrano:

– i finanziamenti a medio e lungo termine a fronte di investimenti;

– l’acquisizione di partecipazioni a fronte di investimenti;

– i prestiti partecipativi a fronte di investimenti;

– altre operazioni quali, tra le altre, consolidamento, operazioni su capitale a rischio, anticipazioni del credito verso la Pubblica Amministrazione.

Come noto, il Fondo di Garanzia per le PMI permette agli imprenditori italiani in difficoltà di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive, oltre a quella dello Stato, in presenza dei seguenti requisiti:

1) si deve trattare di PMI, comprese quelle artigiane, ubicate sul territorio nazionale (anche per investimenti all’estero) ad eccezione delle imprese operanti nell’agricoltura, pesca, trasporti, industria automobilistica, costruzione navale, fibre sintetiche, industria carboniera e siderurgia (i cosiddetti settori “sensibili” esclusi dall’Unione Europea);

2) si deve trattare di PMI in possesso dei parametri dimensionali previsti dalla disciplina comunitaria in vigore [3];

3) Si deve trattare di imprese valutate “economicamente e finanziariamente sane” sulla base di criteri di valutazione che variano a seconda del settore di attività e del regime contabile dell’impresa beneficiaria.

Il fondo può garantire qualsiasi tipologia di operazione, purché finalizzata all’attività d’impresa: operazioni di leasing, finanziamenti a medio-lungo termine, finanziamenti a breve termine, consolidamento, fideiussioni, finanziamenti a medio-lungo termine per liquidità.

L’agevolazione è riconosciuta a ciascuna impresa per l’importo complessivo massimo garantito pari a 1,5 milioni di euro o a 2,5 milioni nel caso delle Riserve PON e POI [4]. Questa cifra si riferisce all’esposizione in essere alla data di presentazione della domanda, tenuto conto delle quote di capitale già eventualmente rimborsate. Ad esempio, se un’impresa è stata garantita per un milione di euro, ma ne ha già rimborsato 400 mila, può ottenere un’altra garanzia fino ad un massimo di 900 mila euro.

La domanda di garanzia va presentata alla banca su appositi moduli, indicando espressamente che sul finanziamento sia acquisita la garanzia del Fondo in luogo di altre garanzie.

Ricevuta la richiesta di finanziamento, la banca svolge la propria istruttoria per la concessione dell’importo richiesto. Una volta acquisiti i dati richiesti, l’Istituto di credito predispone la domanda di ammissione alla garanzia su appositi modelli, inserendo i dati degli ultimi due bilanci approvati o della dichiarazione fiscale e una situazione contabile aggiornata dell’impresa richiedente.

La banca infine invia la domanda al Gestore del Fondo. Alla domanda di ammissione viene assegnato un numero di progressivo, nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione.

Il Gestore, esaminata la richiesta, procede alla verifica della sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa.

Conclusa l’istruttoria, il Gestore sottopone l’operazione all’approvazione del Comitato e comunica al soggetto richiedente (la Banca) e all’impresa beneficiaria la delibera (concessione o rigetto della garanzia), indicando l’importo del finanziamento garantito.

Il Fondo di  garanzia ha rappresentato nell’attuale contesto socio economico uno strumento di enorme sostegno, garantendo nel primo semestre dell’anno 2012 ben 20.897 operazioni su tutto il territorio nazionale per un totale di € 1.281.274.470 di garanzie (pari a circa il 50% medio dei finanziamenti concessi).

di SUSANNA CAROLINA ESPOSITO

note

[1] D.L.13/05/ 2011 n. 70

[2] D.M. 26/06/2012 G.U. 20/08/2012 n. 193

[3] D.M.18/04/ 2005 G.U. del 12/10/ 2005 n. 238 e Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003.Si è in presenza di Piccole e Medie Imprese quando occupano meno di 250 persone ed hanno un fatturato annuo non superiore agli euro 50 milioni o comunque un totale di bilancio che non supera i 43 milioni.

[4] Il PON Programma Operativo Nazionale “Ricerca e competitività 2007/2013” e POI dal Programma Operativo Interregionale “Energie Rinnovabili e risparmio energetico 2007/2013” prevedono un trattamento  riservato alle PMI con unità operativa localizzata in una delle seguenti regioni: Sicilia, Calabria, Puglia e Campania.

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4 Commenti

  1. la mia banca con garanzia unifidi mi a detto che ora non serve a niente per prendere un prestito cosa posso fare

    1. Signor Domenico la disciplina delle imprese artigiane è a parte occorre consultare la normativa di riferimento, come potrà verificare nell’articolo difatti il fondo opera per le piccole imprese ad eccezione di alcune tipologie di attività fra cui l’artigianato.

  2. Ho peronalmente appurato che quanto indicato nel decreto non corrisponde al vero.Infatti per accedere a questa tipologia di finanziamenti comunque si debbono avere delle caratteristiche di rating che vadano bene alla banca propronente. QUNDI NON MI SI VENGA A PARLARE DI AIUTI AD INPRESE IN DIFFICOLTA’. Gli aiuti vanno sempre a quelle Aziende che sono SANE e non in difficoltà e che possono rilasciare una qualche forma di garanzia. Il resto sono balle belle e grandi.

  3. Sono un piccolo imprenditore edile ho un progetto approvato per la realizzazione di 10appartamenti non riesco ad avere credito

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