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Lo sai che? Riscaldamento autonomo, cosa paga chi si distacca?

Lo sai che? Pubblicato il 21 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 febbraio 2017

Chi si è staccato dall’impianto di riscaldamento centralizzato e si è dotato di impianto autonomo resta obbligato a pagare le spese di consumo per la dispersione di calore dai tubi.

Il regolamento di condominio non può vietare al singolo proprietario di distaccarsi dall’impianto centralizzato e munirsi di riscaldamento autonomo; tuttavia, questi resta obbligato al pagamento – pro quota – delle spese di conservazione dell’impianto condominiale e dei consumi derivanti dalla dispersione del calore. È quanto chiarito dal Tribunale di Roma in una recente sentenza [1]. Ma procediamo con ordine.

Mi posso distaccare dall’impianto di riscaldamento centralizzato?

Con la riforma del condominio, entrata in vigore nel 2012, è diritto di ogni condomino distaccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato e munirsi di un proprio impianto autonomo, senza bisogno di autorizzazione o successiva approvazione degli altri condomini, purché il suo distacco:

  • non comporti un notevole squilibrio di funzionamento dell’impianto;
  • non comporti un aggravio di spesa per gli altri condomini.

Devono sussistere entrambi i presupposti affinché il distacco sia legittimo. Il regolamento di condominio non può limitare questo diritto che spetta per legge.

Secondo alcuni – ma la tesi non è condivisa da tutti – solo un regolamento approvato all’unanimità potrebbe, in teoria, stabilire un tale divieto.

Chi si stacca dall’impianto centralizzato non deve, quindi, chiedere il consenso all’assemblea di condominio ma deve comunque darne comunicazione all’amministratore il quale, a sua volta, è tenuto a informare l’assemblea alla prima riunione utile.

Se mi stacco dall’impianto centralizzato quali spese devo sostenere?

Il condomino che ha provveduto a staccarsi, deve comunque pagare le spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma. Difatti, l’impianto centralizzato costituisce un accessorio di proprietà comune, al quale i distaccati potrebbero comunque riallacciare la propria unità immobiliare.

Inoltre, chi si stacca dall’impianto deve pagare, pro quota, la dispersione del calore secondo quanto stimato, in caso di disaccordo, dal consulente tecnico d’ufficio nominato dal tribunale. È quanto chiarito dalla sentenza in commento.

Dunque, il singolo proprietario esclusivo che diventa termoautonomo deve continuare pagare pro quota non soltanto le spese di conservazione dell’impianto ma anche i relativi consumi involontari rilevati lungo la rete di distribuzione, in applicazione della norma Uni 10200/2013 sulla ripartizione degli esborsi: la quota è il 25 per cento stimato dal consulente tecnico d’ufficio da suddividere fra tutti i condomini sulla base delle tabelle millesimali.

Bisogna dunque tenere sempre conto anche della dispersione di calore che passa dai tubi degli appartamenti e finisce, sebbene involontariamente, per agevolare tutti i proprietari perché, alla fine, riscaldando le pareti, finisce per portare calore a tutte le abitazioni, comprese le scale.

Per gli impianti autonomi realizzati dal 1° settembre 2013, lo scarico della caldaia autonoma deve essere necessariamente realizzato  in modo da allacciarsi ad una canna fumaria che scarichi i prodotti della combustione oltre il colmo del tetto, essendo quasi sempre vietato lo scarico a parete, salvo il caso di insormontabili problemi tecnici.

Come distaccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato

Chi si vuole munire di un impianto autonomo deve, innanzitutto, far predisporre da un termotecnico abilitato una perizia. In tale documento il tecnico deve dare atto che il distacco non comporta squilibri o aggravi di spesa sull’impianto centralizzato, a carico degli altri condomini. Deve inoltre attestare la fattibilità tecnica nel rispetto della normativa di settore.

Tale perizia va inviata all’amministratore di condominio insieme alla comunicazione di volersi staccare dall’impianto centralizzato.

L’assemblea non può subordinare il distacco al proprio consenso, poiché detto consenso non è necessario.

note

[1] Trib. Roma, sent. n. 18748/16.


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1 Commento

  1. Buongiorno , vorrei sapere cosa succede se in assemblea di condominio si è votato per il distacco dal centralizzato,poi con una perizia di un ingegnere alcuni condomini hanno preferito rimanere con il vecchio riscaldamento,cosa possono fare gli altri condomini che si sono già staccati?Devono concorrere alle spese che spettano? Possono chiedere il distacco totale dall’ impianto voluto in assemblea e votato da tutti? Grazie

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