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Rottamazione cartelle Equitalia: la guida

22 Feb 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Feb 2017



La definizione agevolata delle cartelle esattoriali conviene? Quanto si risparmia? Come e quando si può presentare la domanda? Ecco una guida sulla rottamazione Equitalia 2017.

Il 31 marzo scade il termine per la presentazione delle istanze di adesione alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali (meglio conosciuta come “rottamazione”). Ecco tutto quello che occorre sapere sull’argomento, anche per valutare la convenienza dell’adesione.

Rottamazione cartelle: in cosa consiste?

Chi aderisce alla definizione agevolata pagherà l’importo delle cartelle senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

In sintesi, sono dunque dovute, per effetto della definizione agevolata:

– le somme intimate a titolo di capitale e interesse;
– le somme maturate a favore dell’agente della riscossione a titolo di aggio, di spese di notifica della cartella e di spese di rimborso per le procedure esecutive.

Quali cartelle possono essere rottamate?

La rottamazione riguarda i ruoli relativi a imposte (compresa l’Iva), ai tributi, nonché a contributi previdenziali e assistenziali affidati rispettivamente dall’Agenzia delle Entrate e dall’Inps o Inail all’Agente della riscossione dal 2000 al 2016.

Rientrano nella sanatoria anche i ruoli relativi a sanzioni derivanti da violazioni del Codice della strada e i ruoli emessi da Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni (per esempio Ici o tassa sui rifiuti).

Non rientrano nella sanatoria i ruoli relativi all’Iva riscossa all’importazione, al recupero di aiuti di Stato, ai crediti da danno erariale per sentenze di condanna della Corte dei Conti, alle ammende e alle sanzioni pecuniarie dovute per provvedimenti e sentenze penali di condanna.

Come presentare la richiesta di rottamazione?

La dichiarazione di adesione alla definizione agevolata può essere presentata dal contribuente compilando l’apposito modello di domanda DA1 pubblicato su sito di Equitalia e scaricabile al seguente link:  modello ufficiale domanda definizione agevolata Equitalia.

Una volta compilata e firmata, la domanda potrà essere presentata:

  • presso gli sportelli Equitalia;
  • tramite invio (unitamente a copia della carta di identità) alla casella e-mail o Pec della Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione di riferimento (gli indirizzi pec sono indicati nel modello di domanda).

La domanda deve essere inviata o consegnata entro il 31 marzo 2017.

La domanda può essere presentata anche tramite un delegato. Il modello DA1 prevede infatti una sezione da compilare nell’ipotesi di presentazione della dichiarazione da parte di un soggetto diverso dal richiedente.

La delega avrà ad oggetto anche la modifica della dichiarazione o il ritiro di eventuali comunicazioni al riguardo. Utilizzando lo strumento della delega è obbligatorio allegare alla dichiarazione copia del documento di identità del soggetto delegante e del soggetto delegato.

La delega deve essere altresì compilata nel caso in cui la dichiarazione sia inviata a mezzo e-mail o Pec da soggetto diverso da quello del richiedente.

Rottamazione Equitalia: come si paga?

La rottamazione consente di pagare il debito, senza sanzioni e con l’azzeramento degli interessi di mora, in un’unica soluzione (a luglio 2017) o in 5 rate. Le rate devono essere saldate nei mesi di luglio, settembre e novembre 2017 e nei mesi di aprile e settembre 2018.

La prima rata è pari al 24% del totale, la seconda e la terza al 23%, mentre le ultime due al 15%; in caso di rateazione, sono dovuti gli ordinari interessi di dilazione.

Il versamento può avvenire con domiciliazione bancaria, con i bollettini precompilati disposti da Equitalia oppure presso gli uffici dell’ente.

Attenzione: visto il basso numero di rate, è bene pensarci due volte prima di chiedere l’adesione in caso di debiti di elevato importo. È infatti sufficiente un semplice ritardo nel pagamento di una rata per decadere dalla definizione agevolata, con la conseguenza che occorre poi ripagare il debito originario complessivo, senza possibilità di sconti o rateizzazioni.

Rinuncia alla rottamazione

Dopo la presentazione della dichiarazione di adesione, è possibile rinunciare alla definizione agevolata, producendo, inderogabilmente, entro il 31 marzo 2017, un’apposita dichiarazione; decorso tale termine il contribuente non può più rinunciare alla dichiarazione di adesione precedentemente presentata.

A seguito del mancato pagamento della prima o dell’unica rata della definizione sarà revocata la sospensione ed il contribuente potrà riprendere il pagamento delle rate della dilazione precedentemente concessa.

Rottamazione possibile solo per alcune cartelle?

Il contribuente può presentare entro il 31 marzo 2017 più dichiarazioni di adesione anche per singole cartelle e nell’ambito delle stesse per singoli ruoli.
Inoltre, il contribuente che già sta facendo fronte al debito originario con apposito piano di rateazione avente ad oggetto più cartelle esattoriali e decide di presentare istanza di definizione solo per una parte degli importi in precedenza iscritti a ruolo, deve continuare a pagare le rate sulle cartelle non oggetto di definizione, non utilizzando i Rav relativi a tutto il piano di dilazione ma presentandosi presso gli sportelli di Equitalia sportelli oppure utilizzando il sito di Equitalia.

Rottamazione Equitalia: pignoramenti e fermi

Equitalia, relativamente ai carichi definibili in via agevolata, non può avviare nuove azioni esecutive ovvero iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della dichiarazione, e non può altresì proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che:

  • non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo,
  • non sia stata presentata istanza di assegnazione,
  • non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

In merito al pignoramento presso terzi, la sua efficacia viene meno se non sia stato già emesso provvedimento di assegnazionedei crediti pignorati (rientrano nelle azioni esecutive “in fase avanzata” i pignoramenti già notificati prima della presentazione della dichiarazione di adesione o relativi a pignoramenti di stipendi/salari, fitti e pigioni, ecc. per i quali i soggetti terzi stanno già effettuando versamenti periodici).

La non prosecuzione di azioni esecutive presso terzi già avviate, a fronte dell’avvenuta presentazione della dichiarazione di adesione alla definizione agevolata, su richiesta del contribuente, dovrà essere comunicata al terzo.

 

Rottamazione per chi ha già una rateizzazione in corso

Rientrano nella definizione agevolata i carichi già interessati da provvedimenti di rateizzazione in essere alla data del 24/10/2016 a condizione che, entro il 31 marzo 2017, risulti saldato l’importo delle rate scadenti al il 31 dicembre 2016.

Pertanto, il contribuente che è decaduto dalla rateizzazione prima del 24/10/2016, può aderire senza vincoli alla definizione agevolata.

Invece, in presenza di provvedimenti di rateizzazione concessi successivamente alla predetta data del 24/10/2016, non ricorre la condizione dell’obbligo di pagamento delle rate in scadenza nel trimestre ottobre-dicembre 2016.

Durc positivo con la rottamazione degli avvisi di addebito Inps?

La definizione agevolata è ammessa anche per gli avvisi di addebito Inps affidati per la riscossione a Equitalia.

Per quanto concerne gli effetti conseguenti alla presentazione della dichiarazione di adesione per carichi previdenziali, si precisa che la decisione in ordine al rilascio o meno del Durc resta di esclusiva competenza degli uffici dell’Inps.

A seguito di istanza di un contribuente, l’Inps ha comunicato di aver interessato il Ministero del Lavoro al fine di ottenere i necessari chiarimenti sulla corretta interpretazione della previsione in esame. Pertanto, in presenza di notifica di invito a regolarizzare, per il quale il contribuente non ha attivato nessuna forma di regolarizzazione prevista dalla normativa (pagamento oppure dilazione), il Durc sarà irregolare.

Rottamazione cartelle eredi

L’erede che ha già ottenuto lo storno delle sanzioni dalle cartelle esattoriali ereditate (le sanzioni irrogate al defunto non sono trasmissibili agli eredi), può aderire alla rottamazione delle cartelle per ottenere anche lo storno degli interessi di mora.


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