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Cartella esattoriale, dopo quanto tempo arriva

22 febbraio 2017


Cartella esattoriale, dopo quanto tempo arriva

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 febbraio 2017



Il termine di decadenza e di prescrizione per l’invio della cartella di pagamento al contribuente debitore. 

Se non hai pagato una tassa, una sanzione amministrativa o una multa per il codice della strada e, nel frattempo, sono anche scaduti i termini per l’opposizione è verosimile che, prima o poi, riceverai una cartella esattoriale che preannuncia l’esecuzione esattoriale. Questo periodo che intercorre tra la violazione dell’obbligo di pagamento e la notifica della cartella non può essere infinito. Diversamente si compirebbe la prescrizione del credito e il contribuente non sarebbe più tenuto a pagare. Così è legittimo chiedersi dopo quanto tempo arriva la cartella esattoriale. Ma procediamo con ordine.

 

Quando e come avviene la notifica della cartella esattoriale

La procedura per la notifica della cartella esattoriale si basa sui seguenti passaggi. Il primo è l’invio dell’intimazione di pagamento da parte dell’ente titolare del credito. Così, ad esempio, l’Agenzia delle Entrate invia l’avviso di accertamento, il Comune la multa per violazione del codice della strada o per l’intimazione di pagamento per la Tari, la Regione la richiesta di pagamento del bollo auto. Se il contribuente non paga nei termini assegnati, l’amministrazione finanziaria iscrive a ruolo il tributo e lo invia all’Agente della riscossione, il quale, come detto, procede non oltre un anno dopo notifica la cartella di pagamento. Ben potrebbe essere, però, che la cartella arrivi quando ormai il credito si è prescritto. In tal caso essa è nulla (per la prescrizione leggi la nostra guida).

Cos’è il ruolo?

Il ruolo è l’elenco dei debitori e delle somme da essi dovute formato dall’ente impositore ai fini della riscossione, validato e trasmesso all’Agente della riscossione. È utilizzato per riscuotere imposte, sanzioni e interessi.

Il ruolo deve contenere le seguenti indicazioni:

  1. a) l’ente creditore;
  2. b) la specie del ruolo (ordinario o straordinario, definitivo o provvisorio);
  3. c) il codice fiscale e i dati anagrafici dei debitori;
  4. d) il codice di ogni componente del credito (imposta, sanzioni, interessi ed altre spese);
  5. e) il codice dell’ambito;
  6. f) l’anno o il periodo di riferimento del credito;
  7. g) l’importo di ogni articolo di ruolo;
  8. h) il totale degli importi iscritti nel ruolo;
  9. i) il numero delle rate in cui il ruolo deve essere riscosso, l’importo di ciascuna di esse e la scadenza delle stesse;
  10. l) la data in cui diviene esecutivo e di consegna all’AdR;
  11. m) l’indicazione sintetica degli elementi che giustificano l’iscrizione ed in particolare, nel caso di iscrizione conseguente ad un atto precedentemente notificato, devono essere indicati gli estremi dell’atto e la data di notifica.

 

Dopo quanto tempo arriva la cartella esattoriale?

Il ruolo diviene esecutivo con la sottoscrizione, anche mediante firma elettronica, da parte del titolare dell’ufficio o di un suo delegato.

L’ente creditore lo consegna in via telematica o cartacea all’Agente della riscossione competente il quale procede all’emissione ed alla notifica della cartella esattoriale.

Esso rappresenta il credito che l’amministrazione finanziaria intende far valere e dunque la pretesa impositiva (mentre la cartella di pagamento è lo strumento tramite il quale è portato a conoscenza del contribuente).

Con riferimento alla procedura di iscrizione a ruolo, l’Agente della riscossione (Equitalia o, dal 1° luglio 2017, Agenzia delle Entrate-Riscossione) ha di regola undici mesi di tempo per notificare la cartella di pagamento. Questo significa che per i ruoli consegnati all’Esattore in un determinato anno ben può accadere che la cartella esattoriale arrivi l’anno successivo.

In determinati casi, però, l’Agenzia delle Entrate emette un atto che racchiude in sé già le caratteristiche della cartella di pagamento, ossia la natura di atto esecutivo che preannuncia l’esecuzione forzata. È il cosiddetto accertamento esecutivo. In tal caso, l’esattore non deve inviare al contribuente la cartella, ma solo la comunicazione di presa in carico. Lo fa con una raccomandata semplice o per posta elettronica (non necessariamente una pec). Non vi è un termine per la spedizione di questa raccomandata né tantomeno l’omissione della stessa inficia la validità della procedura accertativa. Ne consegue che non vi è alcuna garanzia di legge che la trasmissione delle pretese recate in accertamenti esecutivi sia effettivamente portata a conoscenza del contribuente. In particolare la legge prevede solo che, sulla base dell’avviso di accertamento esecutivo dell’Agenzia delle Entrate, l’Agente della riscossione può procedere ad espropriazione forzata decorsi 180 giorni dall’affidamento senza la preventiva notifica della cartella di pagamento. È previsto solamente che lo stesso informi il contribuente di avere preso in carico le somme per la riscossione con raccomandata semplice spedita all’indirizzo presso cui, in precedenza, è stato notificato l’accertamento.

In caso di fondato pericolo per la riscossione, è possibile procedere all’espropriazione forzata senza rispettare il periodo di sospensione e l’invio dell’informativa al contribuente.

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1 Commento

  1. X favore vorrei sapere x quanto tempo è previsto dalla legge il decorso dei pagamenti x il gas passati quanti anni ?

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