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Lo sai che? Sono disoccupato, come faccio a pagare la cartella esattoriale?

Lo sai che? Pubblicato il 23 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 febbraio 2017

Debiti con il fisco, l’Agenzia delle Entrate o l’Agente della riscossione: cosa si può pignorare nei confronti di chi non ha uno stipendio?

Anche nei confronti di chi è disoccupato e non ha uno stipendio fisso è possibile avviare un pignoramento. Difatti, il debitore risponde delle obbligazioni assunte con tutti i propri beni, sia quelli presenti (case, auto, canoni di locazione, ecc.) che futuri (pensioni, eredità, liquidazione di fine lavoro, ecc.). Anzi, a dirla tutta, egli risponde anche con i beni “passati” e che non sono più nel suo patrimonio come quelli donati o venduti, atteso che il creditore può – con «l’azione revocatoria» – rendere inefficaci tali cessioni se avvenute negli ultimi 5 anni e purché abbiano impoverito il patrimonio del debitore. Tali regole valgono anche nel caso in cui ad agire sia il fisco. Dunque, è probabile che, se hai collezionato dei debiti con il fisco e sei disoccupato, ti stia chiedendo «come faccio a pagare la cartella esattoriale?».

Le soluzioni per pagare la cartella di pagamento anche se disoccupato ci sono. La prima è abbastanza banale, ma chissà perché viene spesso ignorata. Eccola. L’Agente della Riscossione non può rinunciare a un pagamento parziale del debito. In altre parole, nessuno ti impedisce di versare, di tanto in tanto, e secondo le cadenze che tu stesso decidi, quello che hai messo da parte. I soldi versati non ti verranno restituiti e verranno utilizzati a decurtazione del debito complessivamente dovuto. Questo comportamento, sebbene non estingue il debito, può però offrirti un vantaggio: evitare che l’Agente della riscossione iscriva ipoteca sulla tua casa o la pignori del tutto. Ecco perché:

  • per poter iscrivere ipoteca sulla casa, il debito deve essere almeno di 20mila euro. Dunque, se hai un debito di 21mila euro, ti basta pagare la differenza (1.001 euro) per poter far scendere il debito al di sotto della soglia limite e mettere al riparo l’immobile (meglio qualcosa in più per evitare che i successivi interessi possano ripristinare la soglia dell’ipoteca in breve tempo);
  • per poter pignorare la casa, il debito deve essere almeno di 120mila euro. Dunque, anche in questo caso (come in quello precedente), se hai un debito di 121mila euro, ti basta pagare la differenza (1.001 euro) per poter evitare l’esecuzione forzata.

In sintesi:

  • per i debiti da 0 a 19.999 euro, il fisco non può toccare la casa;
  • per i debiti da 20.000 a 119.999 euro, il fisco può solo iscrivere ipoteca sulla casa, ma non può mai pignorarla e metterla all’asta (a meno che non lo faccia un altro creditore);
  • per i debiti da 120.000 euro in su, il fisco può procedere a pignorare la casa.

Peraltro, se si tratta della prima casa e in essa il contribuente vi ha fissato la residenza, è adibita a civile abitazione e non accatastata nelle categorie A/8 e A/9, questa non può mai essere pignorata a prescindere dall’entità del debito (leggi La prima casa si può pignorare?).

In secondo luogo il disoccupato può chiedere la rateazione del debito. Rateazione a 72 rate che, per debiti fino a 60mila euro, non richiede alcuna valutazione sulla possibilità di pagamento. In altre parole, l’Agente della riscossione non verificherà se hai o meno la capacità economica per versare le rate. Questo significa che anche se sei disoccupato il piano di dilazione ti verrà accolto. Non ci sono peraltro impedimenti a che le rate ti vengano versate da parenti o familiari, che potrebbero accollarsi in parte il tuo debito (anche se è sempre meglio che il bonifico avvenga tramite il tuo conto corrente, ove prima devono essere accreditati i soldi frutto di donazione).

Se poi ti troverai in difficoltà e non riuscirai a versare una o due mensilità non devi preoccuparti perché la decadenza dalla dilazione scatta solo dopo il mancato versamento di cinque rate (anche non consecutive).

Se hai subito un fermo amministrativo dell’auto, la rateazione ti consentirà di tornare a circolare dando prova di aver pagato la prima rata (ti basterà portare la ricevuta all’Agente della riscossione che ti rilascerà una quietanza da esibire al Pra). A estinzione totale del debito potrai far cancellare definitivamente il fermo.

Cosa rischia il disoccupato che non paga la cartella esattoriale?

Di certo il disoccupato non può rischiare il pignoramento dello stipendio. Se possiede altri beni, l’Agente della riscossione può aggredire questi ultimi. Così, ad esempio, può:

  • disporre il fermo auto se il contribuente ha un mezzo intestato (ricordiamo che per professionisti e imprenditori che riescono a dimostrare che l’auto è essenziale per lavorare, il fermo non può essere disposto);
  • pignorare eventuali pensioni di invalidità o altri assegni di natura previdenziale o assistenziale (si pensi alla pensione di reversibilità), sempre nei limiti consentiti dalla legge;
  • pignorare eventuali canoni di locazione;
  • pignorare il conto in banca, anche se cointestato;
  • pignorare eventuali beni pervenuti per eredità, anche se ancora non c’è stata la divisione della comunione;
  • se il contribuente è sposato e in regime di comunione dei beni è possibile pignorare il 50% dei beni del coniuge come conto corrente e casa;
  • se il contributo di disoccupazione (Naspi) viene versato in banca, è possibilità pignorare il conto corrente.

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Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. se sono disoccupato e non posseggo alcun bene materiale
    cosa puo succedermi se non riesco a pagare le cartelle equitalia?

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