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Lo sai che? Carta blu: assumere lavoratori qualificati extracomunitari senza il decreto flussi

Lo sai che? Pubblicato il 20 settembre 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 settembre 2012

Nuovo permesso di soggiorno on line per cittadini extracomunitari: la “Carta blu”.

Si chiama “Carta blu” ed è un nuovo permesso di soggiorno rilasciato online ai cittadini extracomunitari (cioè esterni alla Ue) grazie al quale i datori di lavoro potranno assumere dall’estero, in tempi assai rapidi, lavoratori di elevato profilo professionale.

Le istruzioni sono state appena fornite dal Ministero dell’Interno [1]. Con la Carta blu, il cittadino extracomunitario avrà un soggiorno per periodi superiori a tre mesi e fino a quattro anni (rinnovabili), purché:

– abbia un profilo professionale altamente qualificato con titolo di istruzione superiore, rilasciato nel proprio Paese di appartenenza, che attesti il completamento di un percorso di almeno tre anni, con i requisiti previsti dal d.lgs. n. 206 del 6 novembre 2007, limitatamente all’esercizio di professioni regolamentate;

– svolga prestazioni retribuite per conto o sotto la direzione o il coordinamento di un’altra persona fisica o giuridica;

– il contratto di lavoro deve essere di almeno un anno;

– lo stipendio garantito al lavoratore non deve essere inferiore al triplo del livello minimo previsto su base annua (cioè pari a 24.789 euro).

La norma si applica a:

– stranieri residenti in uno Stato terzo;

– stranieri che soggiornano regolarmente sul nostro territorio nazionale;

– stranieri che soggiornano in un altro Stato membro;

– stranieri titolari di Carta Blu in un altro Stato membro.

La presentazione delle domande per il rilascio della Carta blu va presentata allo sportello unico per l’immigrazione della Prefettura, tramite una procedura online e previa registrazione al sito http://www.interno.gov.it o direttamente al link http://nullaostalavoro.interno.it.

Lo sportello unico rilascia il permesso non oltre 90 giorni dalla presentazione della domanda.

I titolari di Carta blu UE beneficeranno di un trattamento uguale a quello riservato ai cittadini dello Stato membro che ha rilasciato la Carta blu per quanto riguarda:

– condizioni di lavoro (retribuzione, licenziamento, prescrizioni relative alla salute e alla sicurezza sul luogo di lavoro);

– libertà di associazione, adesione e partecipazione a organizzazioni rappresentative di lavoratori o di datori di lavoro;

– istruzione e formazione professionale;

– riconoscimento di diplomi, certificati e altre qualifiche professionali;

– disposizioni della legge nazionale relative ai settori della sicurezza sociale;

– pagamento di importi collegati alle pensioni legali di vecchiaia;

– accesso a beni e servizi a disposizione del pubblico;

– libero accesso a tutto il territorio dello Stato membro interessato.

Non possono richiedere la Carta Blu UE gli stranieri extracomunitari:

– titolari di permessi di soggiorno per protezione temporanea o per motivi umanitari;

– beneficiari di protezione internazionale;

– ricercatori entrati in Italia ai sensi dell’art. 27 ter del Testo Unico;

– familiari di cittadini UE che abbiano gia’ esercitato il diritto al soggiorno ai sensi del d.lgs. 30 del 2007;

– soggiornanti di lungo periodo art. 9 bis;

– lavoratori stagionali;

– lavoratori gia’ entrati fuori quota ai sensi dell’art. 27 del testo unico come dirigenti o personale altamente specializzato,  lavoratori alle dipendenze di organizzazioni o imprese operanti nel territorio italiano ,ammessi temporaneamente per adempiere funzioni o compiti specifici, ai lavoratori dipendenti di societa’ estere distaccati in Italia per specifici contratti di appalto [2].

Il datore di lavoro richiedente non deve aver subito condanne penali, anche a seguito di patteggiamento per reati inerenti il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, relativi allo sfruttamento della prostituzione, per reati inerenti l’intermediazione illecita e lo sfruttamento lavoro (art. 603 c.p.) o per i reati di cui all’art 22 comma 12 (aver occupato alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno, ovvero il cui permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo, revocato o annullato).

Dopo 18 mesi di soggiorno legale in un altro Stato membro, lo straniero extracomunitario potrà fare ingresso in Italia per lavorare nello stesso settore: il datore di lavoro italiano dovrà, anche in questo caso, chiedere l’autorizzazione allo Sportello Unico per l’Immigrazione, che si dovrà pronunciare entro 60 giorni. Parimenti lo straniero titolare di carta blu UE rilasciata in Italia potrà dopo 18 mesi trasferirsi per motivi di lavoro in altro Paese membro, secondo le relative procedure nazionali.

 

 

note

[1] Circolare Min. Interno n. 5209/2012, che attua il decreto legislativo 108/12, con cui l’Italia ha recepito la direttiva comunitaria n. 2009/50/CE.

[2] Art. 27, lett. a), g) e i) d.lgs. 286/98.


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