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Lo sai che? Multa con postino privato, è valida?

Lo sai che? Pubblicato il 26 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 febbraio 2017

Le multe per violazione del codice della strada consegnate tramite servizio postale privato sono illegittime e vanno annullate.

Quando ricevi una multa per violazione del codice della strada, la prima cosa da fare è controllare chi te l’ha consegnata. Se infatti si tratta di una raccomandata gestita e consegnata da soggetto diverso da Poste Italiane la contravvenzione è nulla e non va pagata. Situazione tutt’altro che rara, stando alle recenti statistiche secondo cui sono ancora numerosi i Comuni che si affidano a poste private per la notifica della multa. E tuttavia, la giurisprudenza si è ormai definitivamente schierata nel senso di ritenere illegittima la multa con postino privato. La conseguenza è chiara: non potendosi ritenere valida la notifica della multa, è possibile impugnare anche la successiva cartella esattoriale che sia stata consegnata a seguito del mancato pagamento della multa (impugnazione che non deve avvenire più tardi di 30 giorni dalla notifica della cartella stessa).

Ma perché mai la multa consegnata da un postino privato dovrebbe essere nulla? La ragione, in estrema sintesi, è molto semplice. Quest’ultimo non è considerato un pubblico ufficiale e, quindi, non è in grado di dare certezza legale all’avvenuta consegna della raccomandata. Tutto ciò è sintetizzato in una legge del 1999 [1] la quale stabilisce quanto segue:

« Servizi affidati in esclusiva:

Per esigenze di ordine pubblico, sono affidati in via esclusiva al fornitore del servizio universale:

a) i servizi inerenti le notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 890, e successive modificazioni;

b) i servizi inerenti le notificazioni a mezzo posta di cui all’articolo 201 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285».

Anche la Cassazione ha avuto modo, più volte, di ribadire il concetto appena espresso e, nel caso in cui intendi fare ricorso, potrai citarla nell’atto di impugnazione della multa [2]. La Corte ha infatti detto che «Le notifiche fatte attraverso il servizio postale godono della stessa fede privilegiata di quelle relative alla procedura di notificazione a mezzo posta eseguita per il tramite dell’ufficiale giudiziario. Al contrario, le notifiche avvenute per mezzo di servizi postali privati non godono di alcuna presunzione di veridicità fino a querela di falso, con la conseguenza che le attestazioni relative alla data di consegna dei plichi non sono idonee a far decorrere il termine iniziale per le impugnazioni, in quanto gli agenti postali di tale servizio non rivestono la qualità di pubblici ufficiali».

Di conseguenza, se il verbale con la multa ti è stato consegnato con raccomandata di un postino privato, la notifica si considera inesistente e non devi pagare alcunché. Ribadiamo il concetto per i più distratti: solo se la raccomandata con la multa riporta l’intestazione Poste Italiane è valida.

note

[1] Art. 4 del Dlgs 261/1999.

[2] Cass. sent. n. 2035/2014.

Autore immagine: 123rf com

Cassazione sentenza n. 2035 del 30.01.2014

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Curatela del Fallimento PROFILSERRE s.r.l. ha proposto ricorso per Cassazione sulla base di tre motivi avverso il decreto emesso nella causa N. 866/2011 e depositato il 20.03.2012 con cui il Tribunale di Locri ha accolto l’opposizione allo stato passivo del fallimento della società Profilserre a r.l. proposta da Equitalia ETR s.p.a..

L’intimato non ha svolto attività difensiva.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con i tre motivi di ricorso il fallimento ricorrente contesta, sotto diversi profili,il rigetto della eccezione di inammissibilità dell’opposizione per tardività. Deduce che l’atto oggetto di opposizione relativo alla comunicazione di deposito dello stato passivo del fallimento era stato comunicato L. Fall., ex art. 97, dal cancelliere tramite un servizio di posta privata ad Equitalia in data 20.6.11, come risulta dalla sottoscrizione dell’avviso di ricevimento, mentre l’opposizione era stata depositata in cancelleria il 22.7.11.

Sostiene in particolare il ricorrente che doveva ritenersi che la comunicazione effettuata tramite un servizio di posta privata fosse del tutto legittima e conseguentemente la data di notifica doveva ritenersi essere quella attestata dal verbale di consegna dell’incaricato postale sottoscritto da Equitalia.

A sostegno della propria tesi deduce che,la comunicazione ai sensi della L. Fall., art. 97, può essere data a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento ovvero tramite telefax o posta elettronica quando il creditore abbia indicato tale modalità di comunicazione e, che il D.Lgs. n. 261 del 1999, art. 4, come modificato dal decreto legislativo n. 58 del 2011 con entrata in vigore dal 30.4.11, prevede che sono affidati in via esclusiva al fornitore del servizio postale universale, e, cioè,alla Poste italiane, i servizi inerenti le notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 890, e successive modificazioni,che riguarda le notifiche da parte dell’Ufficiale giudiziario che si avvale del servizio postale, ma non anche quelle effettuate direttamente dal cancelliere a mezzo posta per cui questi poteva avvalersi anche dei servizi di posta privati.

I motivi, che possono essere esaminati congiuntamente appaiono infondati.

Invero, nel caso di specie non rileva la questione se il cancelliere possa avvalersi di un servizio di posta privata o meno.

Quello che qui rileva è accertare se, ai fini della decorrenza del termine per proporre impugnazione, possa considerarsi come facente fede l’attestazione della data di consegna da parte dell’incaricato di posta privata.

Tale ipotesi è da escludere.

Va a tale proposito rammentato che questa Corte ha già avuto modo di affermare in tema di contenzioso tributario, (ma il principio riveste una portata generale applicabile anche al caso di specie) che nel caso di notificazioni fatte direttamente a mezzo del servizio postale, laddove consentito dalla legge, mediante spedizione dell’atto in plico con raccomandata con avviso di ricevimento quest’ultimo costituisce atto pubblico ai sensi dell’art. 2699 c.c., e, pertanto, le attestazioni in esso contenute godono della stessa fede privilegiata di quelle relative alla procedura di notificazione a mezzo posta eseguita per il tramite dell’ufficiale giudiziario.

(Cass. 17723/06 ù Cass. 13812/07).

Non altrettanto può dirsi per ciò che concerne le notifiche effettuate da un servizio di posta privato. Gli agenti postali di tale servizio non rivestono infatti la qualità di pubblici ufficiali onde gli atti dai medesimi redatti non godono di nessuna presunzione di veridicità fino a querela di falso con la conseguenza le attestazioni relative alla data di consegna dei plichi non sono idonee a far decorrere il termine iniziale per le impugnazioni.

A tale proposito è già stato chiarito da questa Corte che, in tema di tempestività del ricorso per cassazione, il termine di cui all’art. 326 c.p.c., comma 1, decorre dalla notifica della sentenza impugnata, la quale, nell’ipotesi in cui la notifica abbia avuto luogo a mezzo del servizio postale, va desunta, in mancanza di altri elementi, dalla busta di spedizione, ove sul retro sia stata apposta la data di arrivo presso il destinatario, non potendo essere ricavata dal timbro apposto sul plico da parte dello stesso destinatario, pur recante il numero cronologico e la data, trattandosi di atti di organizzazione interna e nonostante la natura eventualmente pubblica del predetto soggetto (nel caso di specie trattavasi dell’Agenzia delle Entrate) (Cass. 25753/07).

Ciò sta a significare che l’attestazione fidefacente dell’ufficiale postale non è surrogabile da alcun altro tipo di atto neppure nel caso in cui lo stesso sia stato compiuto al momento della ricezione da un ente pubblico.

Ciò porta a maggior ragione ad escludere che possa essere idonea ai fini in esame l’attestazione di un semplice privato. Deve conclusivamente affermarsi che,non essendovi prova circa l’effettiva data di consegna della comunicazione di cancelleria relativa al deposito dello stato passivo del fallimento della Profilserre srl, l’opposizione avverso il detto atto deve ritenersi tempestiva.

Il ricorso va in conclusione respinto. Nulla per le spese.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 5 novembre 2013.

Depositato in Cancelleria il 30 gennaio 2014

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