Professionisti Spa: modifiche del capitale sociale

Professionisti Pubblicato il 24 febbraio 2017

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Aumento e riduzione del capitale sociale nelle società per azioni; quali divieti sono previsti a carico della società, a tutela del capitale sociale e della riserva legale?

Il capitale sociale può essere variato (aumentato o diminuito) solo mediante modificazioni dell’atto costitutivo, deliberate dall’assemblea straordinaria ed iscritte nel registro delle imprese. Sia l’aumento sia la riduzione del capitale sociale possono assumere carattere reale o nominale. In particolare, l’aumento di capitale reale (o a pagamento) implica un corrispondente aumento del patrimonio della società, mentre l’aumento di capitale nominale (o gratuito) lascia, invece, invariato il patrimonio sociale.

L’aumento di capitale può essere deliberato solo se le azioni precedentemente sottoscritte siano state interamente liberate (con integrale versamento dei relativi conferimenti).

Per attuare l’aumento di capitale si possono seguire due vie:

1- conferimento di nuove attività da parte di soci o terzi (cd. aumento reale o a pagamento). A seguito dell’aumento, l’ente dovrà procedere all’emissione di nuove azioni. In questi casi si applicano gli articoli 2439, comma 1, e 2440 e i soci hanno diritto di opzione sulle nuove azioni emesse. Il diritto di opzione consiste nella facoltà, riconosciuta a ciascun socio, di essere preferito, rispetto a terzi estranei, nella sottoscrizione di nuove azioni. L’offerta in opzione ai soci deve essere fatta in proporzione al numero di azioni già possedute;

2- trasferimento in conto capitale di riserve o fondi disponibili (cd. aumento nominale o gratuito); questo aumento di capitale può attuarsi:

  • mediante aumento del valore nominale delle azioni in circolazione;
  • mediante proporzionale assegnazione gratuita ai soci di nuove azioni (i possessori di azioni di risparmio hanno, comunque, diritto di ricevere in opzione azioni di risparmio di nuova emissione);
  • mediante assegnazione gratuita di azioni ai dipendenti della società.

La riduzione del capitale consiste nell’abbattere il capitale sociale fino ad un importo non inferiore al limite legale previsto per le s.p.a.

Tale operazione può essere indotta da:

  • perdite, in tal caso la riduzione è obbligatoria in ipotesi di perdite di oltre un terzo del capitale che lo riducono al di sotto del minimo legale mentre è facoltativa nelle altre ipotesi (artt. 2446 e 2447);
  • morosità di azionisti, se le loro azioni, offerte in opzione agli altri soci e quindi ai terzi, rimangono invendute o si annullano (art. 2344);
  • recesso di azionisti;
  • inferiorità del valore dei beni conferiti in natura di oltre 1/5 rispetto al valore per cui avvenne il conferimento.

Tale riduzione può ottenersi:

  • rimborsando parte dei conferimenti ai soci, o liberandoli dall’obbligo di eseguirli;
  • acquistando azioni proprie ed annullandole;
  • mediante sorteggio di azioni (per l’ammontare della riduzione) e rimborso alla pari ai portatori (in genere ai soci sorteggiati e rimborsati si distribuiscono «azioni di godimento»).

Nel caso di società cui si applichi l’art. 2357, comma 3 (società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio), la riduzione deve comunque effettuarsi con modalità tali che, in seguito ad essa, le azioni proprie eventualmente possedute dalla società non eccedano la quinta parte del capitale sociale (art. 2445, comma 2, come modif. dal D.Lgs. 142/2008 e dal D.L. 5/2009, conv. in L. 33/2009).

Quali divieti sono previsti a carico della società, a tutela del capitale sociale e della riserva legale?

Al fine di tutelare il capitale sociale e la riserva legale, la legge pone alcuni divieti a carico delle società. Esaminiamo i principali.

a) Divieto di emettere nuove azioni, fino a che quelle già emesse non siano interamente liberate (art. 2438).

b) Divieto agli amministratori — fuori dei casi di legittima riduzione del capitale sociale — di restituire i conferimenti agli azionisti o di liberarli dall’obbligo di eseguirli (art. 2626).

c) Limiti alle società nell’acquisto di azioni proprie (art. 2357).

d) Divieto alle società di sottoscrivere azioni proprie (art. 2357quater).

e) Divieto alle società di costituire o aumentare il capitale sociale mediante sottoscrizione reciproca, contemporanea e connessa di azioni (cd. società a catena): art. 2360.

f) Divieto alle società di accettare azioni proprie in garanzia, anche per interposta persona o per tramite di società fiduciaria (art. 2358).

g) Divieto alla società di distribuire ai soci le somme percepite per l’emissione di azioni ad un prezzo superiore al loro valore nominale, fino a che la riserva legale non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale (art. 2431).

note

Autore immagine: Pixabay.com


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