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Il bilancio nella Spa

24 febbraio 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 24 febbraio 2017



Società di capitali, contenuto del bilancio: stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario, nota integrativa.

Il bilancio è il documento contabile da redigersi al termine di ogni esercizio annuale, dal quale «devono risultare con chiarezza e precisione la situazione patrimoniale della società e gli utili conseguiti o le perdite sofferte» (art. 2423).

La disciplina del bilancio è stata modificata dal D.Lgs. 139/2015 con cui sono state individuate tre tipologie di imprese (micro, piccole e grandi imprese) e previsti, per ciascuna di esse, differenti obblighi in tema di redazione del bilancio di esercizio.

Contenuto del bilancio

Stato patrimoniale: evidenzia la composizione qualitativa e la consistenza quantitativa del capitale alla data di chiusura dell’esercizio, il quale viene rappresentato attraverso le singole voci che valgono a costituirlo (attività, passività e patrimonio netto).

Conto economico: descrive tutte le variazioni intervenute nel patrimonio durante l’esercizio (ricavi di esercizio, costi di esercizio).

Rendiconto finanziario: introdotto dal D.Lgs. 139/2015, enuncia l’ammontare delle disponibilità liquide della società all’inizio e alla fine dell’esercizio e registra le variazioni positive o negative di tali disponibilità prodottesi nell’arco dell’esercizio stesso. Esso deve essere predisposto da tutte le società di maggiori dimensioni.

Nota integrativa: in cui si motivano i dati esposti nei primi due documenti.

Il bilancio deve essere redatto secondo i due fondamentali principi della chiarezza e della veridicità delle rappresentazioni (art. 2423); le altre regole da seguire nella redazione del bilancio sono elencate nell’art. 2423bis (principio della prudenza, della continuità della gestione, della competenza).

Il bilancio deve essere redatto ogni anno, alla chiusura di ciascun esercizio, secondo il seguente procedimento formativo:

— viene predisposto dagli amministratori che lo corredano di una relazione sulla situazione della società e sull’andamento della gestione (art. 2428);

— il bilancio e la relazione sulla gestione devono essere comunicati al collegio sindacale e al soggetto incaricato della revisione legale dei conti almeno trenta giorni prima di quello fissato per la discussione in assemblea. Il collegio sindacale redige una relazione (art. 2429 come modificato dal D.Lgs. 39/2010) in cui formula proposte ed osservazioni sul progetto di bilancio e riferisce poi all’assemblea sui risultati dell’esercizio sociale e sulla tenuta della contabilità, facendo proposte circa l’approvazione;

— il progetto di bilancio, unitamente alle relazioni degli amministratori, dei sindaci e del soggetto incaricato della revisione legale dei conti, deve restare depositato (insieme alle copie integrali dell’ultimo bilancio delle società controllate e ad un prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell’ultimo bilancio delle società collegate), nella sede della società, durante i quindici giorni che precedono l’assemblea, affinché i soci possano prenderne visione;

— a conclusione del procedimento, l’assemblea ordinaria (che deve essere convocata a tale scopo entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio) delibera sul progetto e, in caso di approvazione, dispone anche relativamente alla distribuzione degli eventuali utili ai soci (art. 2433);

— una copia del bilancio approvato — corredata dalla relazione sulla gestione, dalla relazione del collegio sindacale, da quella del soggetto incaricato della revisione legale dei conti e dal verbale di approvazione dell’assemblea, nonché, qualora il bilancio sia approvato dal comitato di sorveglianza, dal verbale di approvazione del comitato stesso — deve essere depositata, a cura degli amministratori, entro trenta giorni dall’approvazione, presso l’ufficio del registro delle imprese;

— il bilancio deve essere redatto in unità di euro, senza cifre decimali, ad eccezione della nota integrativa che può essere redatta in migliaia di euro (art. 2423).

L’assemblea, una volta approvato il bilancio (o appositamente convocata in caso di approvazione del bilancio da parte del consiglio di sorveglianza ex art. 2409terdecies), delibera, su proposta degli amministratori, circa la distribuzione degli utili ai soci. Possono essere corrisposti dividendi solo per utili realmente conseguiti dal bilancio regolarmente approvato. Se si verificano perdite del capitale sociale, non possono ripartirsi utili finché il capitale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente.

Sussistendo determinate condizioni sono però possibili acconti su dividendi, cioè su utili futuri che presumibilmente saranno distribuiti (art. 2433bis).

In quali casi è possibile redigere il bilancio in «forma abbreviata»?

Il bilancio ordinario è caratterizzato da una notevole complessità ed analiticità. È per questo motivo che è prevista una formulazione più semplice per le società che non superano determinate dimensioni. In particolare, ai sensi dell’art. 2435bis, le società che non abbiano emesso titoli negoziati in mercati regolamentati possono redigere il bilancio in forma abbreviata, quando nel primo esercizio (o, successivamente, per due esercizi consecutivi) non abbiano superato due dei seguenti limiti:

totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4.400.000 euro;

ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000 euro;

dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità.

Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata sono esonerate dalla redazione della relazione sulla gestione e del rendiconto finanziario.

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