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Trasferimento srl all’estero, rischio controlli della Guardia di Finanza?

18 marzo 2017


Trasferimento srl all’estero, rischio controlli della Guardia di Finanza?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 marzo 2017



Ho trasferito la mia srl all’estero, cancellandola in Italia. La GdF è venuta a casa. Come mai? Ora ho una srl a capitale ridotto con sede a casa mia. Rischio altri controlli?

L’invito a comparire ricevuto dal lettore potrebbe essere semplicemente un normale controllo di routine della Guardia di Finanza che, in alcuni casi, provvede ad effettuare dei controlli casuali su diverse persone giuridiche del territorio al fine di chiarire certe posizioni fiscali dubbie.

Da quanto si legge, quella che andrà ad effettuare la Guardia di Finanza è una verifica ai soli fini fiscali relativa ad un periodo ben preciso: una sorta di pre-accertamento.

Quest’invito a comparire potrebbe essere giustificato da una serie di ragioni:

  1. verifica “random” sul territorio, finalizzata al controllo generalizzato delle dichiarazioni fiscali presentate da persone fisiche o giuridiche operanti nell’area di controllo della Guardia di Finanza competente per territorio;
  2. segnalazione di una delle banche creditrici che, venuta a conoscenza del trasferimento della società all’estero, propone esposto a Guardia di Finanza per la verifica delle regolarità contabili, anche al fine di appurare l’esistenza di patrimoni societari nascosti ai creditori o anche solo per creare disagio alla società, nella persona degli amministratori, ai quali spetta il non facile compito di recuperare tutte le carte contabili relative a quel periodo;
  3. iniziativa d’ufficio sorta a seguito di improvvisa cancellazione della società nel registro imprese nazionale e di successiva apertura all’estero e finalizzata alla verifica di trasferimenti patrimoniali societari, eseguiti per ottenere eventuali vantaggi, sotto forma di evasione fiscale.

Stante la specificità del periodo di verifica richiesto, nel caso di specie la Guardia di Finanza vorrà ottenere qualche delucidazione in merito alla regolarità contabile della società cancellata alla quale – con l’invito a comparire – è concessa la possibilità di regolarizzare la propria posizione chiarendo i dubbi che sono sorti in capo all’Agente accertatore. Può darsi anche che l’estinzione della società, collegata all’apertura di una “gemella” all’estero, ha fatto scattare un campanello d’allarme presso la Guardia di Finanza che ha proceduto ad avviare la procedura di pre-accertamento; o, viceversa, a provocare il meccanismo di controllo potrebbe essere stata qualche discrepanza tra il dichiarato e il fatturato della società. Se, dopo l’analisi dei documenti richiesti, la Guardia di Finanza dovesse riscontrare delle anomalie manderà una relazione, con la relativa documentazione, all’Agenzia delle Entrate competente per territorio che procederà alle verifiche, alle eventuali convocazioni e agli opportuni accertamenti.

Di sicuro la nuova società, se non collegata a quella all’estero, non corre alcun rischio.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla

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