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Se vivo all’estero in che lingua devo fare testamento?

20 marzo 2017


Se vivo all’estero in che lingua devo fare testamento?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 marzo 2017



Sono residente in Italia ma vivo in Australia. Devo fare testamento in italiano o in inglese? Che altra documentazione va presentata in Italia alla mia morte?

La legge italiana non detta una previsione specifica sulla lingua da utilizzare per redigere il testamento anche qualora si voglia scegliere, quale fonte di disciplina della propria successione ereditaria, la legge del Paese diverso dall’Italia di cui si ha la cittadinanza.

Poiché il lettore intende redigere il suo testamento secondo la legge australiana è preferibile che utilizzi la lingua inglese che consente di avere maggiore certezza della conformità delle sue ultime volontà alla normativa australiana. Tuttavia, la sua successione ereditaria si aprirà in Italia, avendo il lettore la residenza nel paese italiano, di conseguenza è opportuno che affianchi al testamento in lingua straniera anche una copia scritta in italiano. In questo caso è bene che la copia in lingua italiana sia allegata al testamento, che abbia la medesima data e non una data successiva (in caso contrario il testamento con data successiva prevarrebbe su quello avente data antecedente), che la copia in italiano riporti espressamente l’indicazione che si tratta di una semplice traduzione del testamento, che la traduzione in italiano riproduca in maniera fedele la volontà espressa in lingua straniera onde evitare contrasti in sede di lettura del testamento.

Quanto alla procedura da seguire ed alla eventuale documentazione da presentare al momento della morte, il lettore ha la possibilità di redigere due tipi di testamento che si pongono in alternativa tra di loro: il testamento olografo ed il testamento pubblico.

Il testamento olografo deve essere interamente scritto, datato e firmato dal testatore di suo pugno. Secondo la legge la sottoscrizione deve essere apposta alla fine dello scritto e deve indicare nome e cognome o, in ogni caso, non deve lasciare dubbi sulla persona del testatore. Infine, la data deve recare l’indicazione del giorno, del mese e dell’anno di stesura del testamento. Al momento della morte, uno dei suoi congiunti dovrà recarsi presso un notaio per consegnare a quest’ultimo il testamento: sarà poi il notaio, in qualità di pubblico ufficiale, a sbrigare tutte le ulteriori formalità previste per l’accettazione dell’eredità.

In alternativa al testamento olografo, il lettore potrà optare per il testamento pubblico che viene redatto da un notaio in presenza di due testimoni. La legge prevede che il testatore, in presenza dei testimoni, dichiari al notaio la sua volontà la quale viene riportata in forma scritta a cura del notaio stesso. Anche in tal caso il testamento deve riportare il luogo, la data del ricevimento e l’ora della sottoscrizione e deve essere sottoscritto sia dal testatore che dai testimoni e dal notaio. Il testamento pubblico verrà poi conservato a cura del notaio che provvederà ad espletare le incombenze previste dalla legge dopo la morte del testatore.

In entrambi i casi indicati (cioè sia se il lettore dovesse scegliere il testamento olografo sia se decidesse di optare per quello pubblico), il familiare del de cuius dovrà consegnare al notaio la dichiarazione di morte del testatore.

Qualora il patrimonio del testatore contenga beni immobili, gli eredi dovranno effettuare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dall’apertura della successione (che di norma coincide con il decesso del testatore) mediante apposito modulo disponibile presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Se si utilizza un modulo differente, la dichiarazione di successione sarà nulla. La suddetta dichiarazione dovrà poi essere presentata presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza italiana del cittadino straniero della cui successione si tratta.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Giovanna Pangallo

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