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Realizzo foto e video: come funziona la tassazione?

20 marzo 2017


Realizzo foto e video: come funziona la tassazione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 marzo 2017



Realizzo documentari, fotografie, video di mostre o artisti. Finora ho fatto fatture con ritenuta d’acconto. Prima di aprire una P.I. vorrei sapere come funziona la tassazione nel settore.

L’ordinamento giuridico tutela tutte le opere dell’ingegno aventi carattere creativo qualunque sia il modo o la forma di espressione [1].

Formano oggetto del diritto d’autore tutte le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. I due fondamentali diritti degli autori consistono nell’essere riconosciuti ideatori dell’opera (il cosiddetto “diritto morale”) e nel poterne disporre commercialmente (il diritto allo sfruttamento economico dell’opera, cosiddetto diritto “patrimoniale”).

Affinché un’opera dell’ingegno riceva protezione dall’ordinamento deve possedere i seguenti elementi:

  1. carattere creativo. Per creatività si intende non solo il risultato dell’attività intellettiva umana, ma anche la novità e l’originalità di quel risultato. Il grado di originalità può anche essere minimo purché in grado di mostrare l’apporto personale del suo autore e comunque è opportuno ricordare che la creatività non può essere esclusa soltanto perché l’opera consiste in idee e nozioni semplici;
  2. appartenenza alla scienza e alle arti in genere.  A riguardo si discute in dottrina e giurisprudenza se l’elenco delle categorie di opere contenute nella norma in esame abbia carattere tassativo o esemplificato. La questione non ha grande rilevanza pratica, in quanto le categorie suddette sono assai ampie e generiche e devono essere intese tenendo conto dell’evoluzione delle concezioni sociale;
  3. una forma espressiva. L’opera deve possedere almeno una forma espressiva concreta, ossia, un vestito in grado di rappresentare l’idea e di renderla fruibile ai terzi. Per concretezza, non necessariamente si intende una forma materiale, potendo costituire espressione anche quella resa verbale. La forma espressiva in quanto abito, rende tutelabile l’opera e non sono dunque i contenuti a determinare un diritto all’esclusività bensì il modo in cui i contenuti sono proposti.

Le disposizioni del codice civile sono integrate e precisate soprattutto dalla legge n. 633/1941 – «Protezione del diritto d’autore e d’altri diritti connessi al suo esercizio» e da una serie ormai numerosa di altri atti normativi di rango legislativo e regolamentare succedutisi nel tempo.

Tale legge, individua come nucleo d’autore tutte le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla scienza, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. Come si evince manca una definizione legale mentre sono individuati gli elementi essenziali.

I proventi dello sfruttamento delle opere dell’ingegno di carattere creativo sono considerati redditi assimilati di lavoro autonomo [2]. Non è necessaria neanche l’abitualità, per cui rientrano in questa categoria anche i compensi conseguiti in via occasionale.

I redditi derivanti dall’utilizzazione economica da parte dell’autore o dell’inventore di opere dell’ingegno sono costituiti dall’ammontare dei proventi percepiti nel periodo d’imposta ridotto del 25% a titolo di deduzione forfettaria delle spese. Se i redditi sono percepiti da soggetti di età inferiore a 35 anni, la detrazione aumenta al 40%. Tale deduzione rappresenta una forfetizzazione dei costi deducibili che non ammette deroghe, in quanto non è consentita la deduzione analitica delle spese neppure quando sia possibile dimostrare che i costi e gli oneri sono di entità superiore alla deduzione fissa.

Sono esclusi dall’ambito soggettivo di applicazione dell’Irap dei redditi derivanti dallo sfruttamento economico da parte dell’autore delle opere dell’ingegno [3].

Non è previsto alcun obbligo di natura contabile al di là di quello di conservare i documenti emessi in relazione ai compensi percepiti per 5 anni dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Gli altri obblighi riguardano solo le dichiarazioni e i relativi versamenti. Sono tenuti, infatti, alla presentazione della dichiarazione dei redditi indicando nella sezione III del quadro RL del Modello Unico quali compensi lordi (cioè comprensivi di ritenuta), l’ammontare complessivo delle somme percepite nell’anno. Su tale ammontare operano la deduzione forfetaria nella misura specificata.

Tali redditi non sono nemmeno assoggettabili ad Iva.

Infine, per rispondere, al quesito posto si precisa che i soggetti che corrispondono compensi a soggetti residenti nel territorio dello Stato per prestazioni di lavoro autonomo devono operare all’atto del pagamento una ritenuta del 20% commisurata al 75% del compenso. Qualora il soggetto percipiente abbia un’età inferiore a 35 anni la ritenuta d’acconto del 20% deve essere commisurata al 60% del compenso.

Articolo tratto da una consulenza del dott. Alessandro Cesarano

note

[1] I diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno sono disciplinati dagli articoli 2575 – 2583 cod. civ.

[2] Secondo quanto previsto dall’art. 53, co. 2, lett. b) del Tuir (d.P.R. n. 917 del 22.12.1986).

[3] Circ. ministeriale n. 141/E del 04.06.1998, punto 2.1.

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