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SUB_CAT Contratti con la pubblica amministrazione: forma scritta e divieto di rinnovazione tacita

SUB_CAT Pubblicato il 24 dicembre 2012

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> SUB_CAT Pubblicato il 24 dicembre 2012

I contratti con la Pubblica Amministrazione devono essere stipulati necessariamente in forma scritta, altrimenti sono nulli; per la stessa ragione non è possibile la rinnovazione tacita del contratto già stipulato con la P.A..

Un contratto, normalmente, può essere stipulato o rinnovato anche con comportamenti concludenti, ossia con una condotta tenuta dalle parti tale da far presumere, in modo inequivoco, di voler iniziare o proseguire l’esecuzione di un contratto. Per esempio: colui che prende la merce dagli scaffali del supermercato e oltrepassa la cassa dimostra di voler acquistare tale merce, pur non avendo firmato nessun accordo scritto.

Ebbene, la Cassazione ritiene che [1] tale possibilità di “prorogare” con comportamenti concludenti un contratto non sia attuabile nei contratti in cui uno dei due contraenti sia un’amministrazione: diversamente si finirebbe per violare l’obbligo della forma scritta imposta dalla legge.

Al contrario, la rinnovazione tacita è possibile solo se sia stata espressamente prevista da una apposita clausola inserita nell’originario contratto (scritto): è la cosiddetta clausola di rinnovo automatico.

Ecco un esempio di clausola di rinnovo automatico:

Alla sua scadenza, il presente contratto si intenderà rinnovato di un altro anno, e così di volta in volta alle successive scadenze, salvo non intervenga lettera disdetta da inviarsi alla controparte con raccomandata a.r. entro il termine di…”: Tale clausola determina di fatto un prolungamento dell’accordo dopo la sua scandenza, rendendolo come se fosse a tempo indeterminato, finché una delle due parti non invii la disdetta.

In tale ultimo caso, infatti, la previsione contenuta nella clausola non elude la necessità della forma scritta e consente agli organi della P.A., deputati alla valutazione degli impegni di spesa e dei vincoli di bilancio, di considerare l’opportunità di disdire o meno, nel termine pattuito, il contratto medesimo.

note

[1] Cass. sent. n. 5192 del 30.03.2012. Cass. sent. n. 2289 del 6 febbraio 2004; Cass. sent. n. 9165 del 24 giugno 2002; Cass. sent. n. 7977 del 1 ottobre 1994.

Per stipulare un contratto con la Pubblica Amministrazione è necessario sempre un atto scritto.

Qualora invece si voglia prorogare gli effetti di un contratto già stipulato con una P.A. non è possibile inserire, nel primo, una clausola che subordina detto rinnovo a un comportamento concludente di una delle due parti tenuto alla scadenza del contratto. Si può, tuttavia, prevedere il semplice rinnovo tacito in modo automatico, non subordinato ad alcunché.


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