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Erede con beneficio di inventario: chi paga la cartella Equitalia

27 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 febbraio 2017



Ho accettato l’eredità di mio padre con beneficio di inventario: Equitalia può notificarmi una cartella di importo superiore al patrimonio ereditato? Devo pagarla?

Accettare l’eredità con beneficio di inventario significa succedere al defunto beneficiando della separazione tra il patrimonio ereditato e quello proprio. Di conseguenza, eventuali creditori del defunto non potranno chiedere il pagamento dei crediti in misura superiore al valore dei beni ereditati e, quindi, non potranno agire sul patrimonio personale dell’erede.

Nel caso della cartella esattoriale, avente ad oggetto, per esempio, imposte non pagate dal defunto, queste ultime si trasmettono agli eredi, ma questi, se hanno accettato l’eredità con beneficio di inventario, sono tenuti a pagare solo in misura proporzionale all’attivo ereditato.

Equitalia può quindi notificare all’erede anche la cartella con l’intero debito (anche se superiore al patrimonio ereditato) ma questi non sarà tenuto a pagare oltre il valore dei beni lasciati dal de cuius.

La Cassazione [1] ha infatti ricordato che l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario non determina, di per sé sola, il venir meno della responsabilità patrimoniale dell’erede per debiti, anche tributari, ma fa solo sorgere il diritto di questo a non rispondere al di là dei beni lasciati dal de cuius.

L’erede che accetta con beneficio di inventario deve allora far accertare giudizialmente il valore dei beni ereditati e far valere la limitazione di responsabilità rispetto ai debiti del de cuius nei confronti dei creditori, tra cui Equitalia.

È importante che tale accertamento avvenga prima che la cartella diventi esecutiva, perché a partire da quel momento la limitazione di responsabilità non sarebbe più contestabile.

L’accertamento giudiziale è indispensabile anche per lo stesso creditore in modo che questi possa accertare la sussistenza del debito tributario. Esso diventerà esigibile nei confronti dell’erede quando sarà chiusa la procedura di liquidazione dei debiti ereditari e sempre che sussista un residuo attivo in favore dell’erede [2].

Se la cartella esattoriale ha ad oggetto imposte e tributi, l’azione di accertamento deve essere esperita dinanzi al giudice tributario in quanto competente in via esclusiva in materia di accertamento e quantificazione del debito tributario, nonché di individuazione del soggetto tenuto al versamento dell’imposta e dei limiti in cui esso, per la sua qualità, sia obbligato (valore dei beni a lui pervenuti) [3].

Ferma restando la limitazione di responsabilità all’attivo del patrimonio ereditato, si precisa che in ogni caso (anche in ipotesi di accettazione dell’eredità pura e semplice) l’erede che riceve la cartella esattoriale per debiti del defunto, non è tenuto a pagare le sanzioni. Queste ultime hanno infatti carattere personale e non possono essere trasmesse per successione.

Se l’erede con beneficio di inventario riceve una cartella per debiti del defunto che supera la capienza del patrimonio ereditato, deve far accertare in via giudiziale la propria limitazione di responsabilità.

note

[1] Cass. sentt. n. 23019/2016 e n. 6488/2007.

[2] Cass. sentt. n. 14847/2015 e n. 4419/2008.

[3] Cass. Sez. Unite, sent. n. 7805/2006.


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