Diritto e Fisco | Articoli

Come provare gli straordinari?

16 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 marzo 2017



Il lavoro straordinario dà diritto a una maggiorazione della busta paga. Ma spetta al lavoratore provare di aver lavorato di più rispetto a quanto concordato con il datore. 

Il lavoratore che fa causa al datore di lavoro per ottenere il compenso per il lavoro straordinario deve dimostrare di aver lavorato oltre l’orario normale di lavoro e se, a suo parere, ha ricevuto una retribuzione insufficiente, deve anche provare il numero di ore effettivamente svolto. Il fatto che il datore di lavoro confermi tali tesi non cambia la situazione, nel senso che la prova deve comunque essere rigorosa [1]. A dirlo è il Tribunale di Trani [2], relativamente a un ricorso presentato da un macellaio che sosteneva non solo di aver svolto mansioni superiori rispetto a quelle concordate ma anche di aver lavorato più ore, diversamente da quanto previsto nel contratto.

Lavoro straordinario: cos’è?

Per lavoro straordinario si intende quello prestato oltre il normale orario di lavoro, pari in Italia a 40 ore settimanali. Poiché è un impegno che va al di là di quello normalmente dovuto è retribuito con maggiorazioni sulla busta paga. In alcuni casi, esso è possibile se il lavoratore dà il suo consenso, mentre in altri può essere imposto dal datore di lavoro che richiede delle ore di lavoro in più rispetto a quelle ordinariamente previste dal Ccnl per eccezionali esigenze produttive, cause di forza maggiore o eventi particolari (ad esempio mostre, fiere e manifestazioni collegate all’attività produttiva) [3].

Lavoro straordinario: come si calcola?

Per capire la maggiorazione per lavoro straordinario da applicare rispetto alla retribuzione normalmente percepita dal lavoratore, occorre considerare:

  • paga base, contingenza e scatti di anzianità;
  • maggiorazione per lavoro a turni;
  • ratei delle mensilità aggiuntive;
  • premi di produzione.

Lavoro straordinario: quanto si paga?

L’ammontare della maggiorazione varia a seconda del Ccnl e della collocazione delle ore di straordinario (di giorno, di notte, festivi, ecc…). Facciamo un esempio, considerando il Ccnl Commercio:

  • 15% per lo straordinario prestato dalla 41esima alla 48esima ora settimanale;
  • 20% per lo straordinario oltre le 48 ore settimanali;
  • 50% per lo straordinario notturno;
  • 30% per lo straordinario festivo.

 

Lavoro straordinario: come provarlo?

Il lavoratore che resta in azienda oltre il normale orario di lavoro ha diritto di ottenere un aumento della retribuzione [4], a condizione che riesca a provare il numero di ore di lavoro straordinario. Ed è proprio questo il problema principale della sentenza che si sta esaminando, dato che tale prova non risulta fornita: il lavoratore, infatti, avrebbe dovuto non solo dimostrare la sussistenza del rapporto di lavoro con l’azienda e l’orario normale di lavoro pattuito, ma anche indicare il numero di ore per le quali si è protratta la sua prestazione lavorativa oltre il tempo prestabilito.

Ma come fare? Per dimostrare quanto detto, il dipendente potrà allegare i registri presenze, anche computerizzati, dai quali risulta l’ora di ingresso-uscita dal luogo di lavoro. Oppure, come succede nella maggior parte dei casi, si può fare affidamento sulle testimonianze di altri dipendenti e familiari (che magari accompagnano il lavoratore sul luogo di lavoro e, quindi, conoscono gli orari) o di persone che conoscono le abitudini del soggetto: ad esempio, se – come nel caso della sentenza in esame – il lavoratore è un macellaio, i clienti della macelleria sapranno sicuramente in che orari egli si trova dietro il bancone. Tale regola vale anche nel caso in cui il datore di lavoro abbia indicato per iscritto il numero di ore di straordinario svolte: è sempre il lavoratore a dover fornire la prova del suo lavoro prestato in eccedenza.

Se così non fosse e le ore di lavoro concretamente svolte non fossero rigorosamente quantificate, il giudice non potrebbe determinare con esattezza l’aumento di retribuzione spettante, non potendo ricorrere a giudizi di equità [5].

note

[1] Cass. n. 3714 del 16.02.2009 e Cass. sent. n. 9906 del 14.05.2015.

[2] Trib. Trani sent. n. 327 del 16.02.2017.

[3] D. lgs.n. 66 del 08.04.2003.

[4] Art. 2108 cod. civ.

[5] Cass. sent. n. 1389 del 2003.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

4 Commenti

  1. In pitecolandia, oltre a pagarti una specie di stipendio da 3° mondo, e farti lavorare 13 ore al giorno per 6 giorni su 7, lo straordinario non lo paga nessuno, semplicemente perchè in un paese di pecore masochiste come questo, nessuno si vuole ribellare al padrone!

  2. salve sto lavorando in cucina di un albergo da 2 ani,lavoro +/-10 ore al giorno, il mio contratto e di 6 ore e 40.no mi hanno meso mai le ore straordinarie in bustapaga.cosa poso fare per recuperare i soldi di quieste ore lavorate in piu? nesuno di me coleghi no vogliono di esere testimoni,pero ho la mia moglia che lavora in losteso albergo con me. mia moglie po esere un testimonio?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI