Diritto e Fisco | Articoli

Pensione anticipata per malattia: è possibile?

19 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 marzo 2017



Pensione anticipata: può essere ottenuta dal lavoratore che ha in corso una grave malattia? 

Il lavoratore non può ottenere la pensione anticipata per il solo fatto di avere una grave malattia: tuttavia, se la patologia comporta il riconoscimento di una determinata percentuale d’invalidità o di un handicap, il lavoratore ha diritto a dei vantaggi anche in termini pensionistici. Vediamoli insieme.

Pensione di vecchiaia anticipata

In primo luogo, bisogna sapere che gli invalidi al di sopra dell’80% hanno diritto di anticipare la pensione di vecchiaia, utilizzando dei requisiti d’età ridotti rispetto a quelli vigenti.

In particolare, nel 2017, l’età per l’accesso a questo tipo di pensione anticipata è di 55 anni e 7 mesi per le donne, e 60 anni e 7 mesi per gli uomini: bisogna però possedere almeno 20 anni di contributi. Dalla maturazione del requisito di età alla liquidazione della pensione bisogna però attendere un periodo, detto finestra, pari a 12 mesi.

Inoltre, bisogna precisare che questa pensione non può essere riconosciuta ai lavoratori pubblici, che però hanno diritto ad ulteriori particolari pensioni collegate alla riduzione della capacità lavorativa (pensione per inabilità a proficuo lavoro e alle mansioni).

Qualora il lavoratore stia già percependo l’assegno d’invalidità ordinaria, questo viene trasformato d’ufficio in pensione di vecchiaia.

Ape sociale per gli invalidi

L’Ape, cioè l’anticipo pensionistico, consiste nella possibilità di uscire dal lavoro a 63 anni di età, anticipando la pensione di vecchiaia sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi. Quest’anticipo può essere ottenuto grazie a un prestito bancario, che comporta, però, una riduzione considerevole della pensione. Tuttavia, per alcune categorie di lavoratori è lo Stato a sopportare i costi dell’anticipo della pensione: parliamo, in questo caso, di Ape sociale.

Tra le varie categorie di lavoratori aventi diritto all’Ape sociale ci sono anche i lavoratori con invalidità dal 74% in su: è necessario però che l’interessato possieda almeno 30 anni di contributi.

Contributi figurativi aggiuntivi

Gli invalidi oltre il 74%, la cui invalidità sia stata riconosciuta in misura percentualizzata, hanno diritto all’accredito di 2 mesi di contributi figurativi aggiuntivi ogni anno, sino ad massimo di 5 anni. È possibile, così, anticipare sino a 5 anni l’accesso alla pensione.

I contributi sono accreditati a partire dalla data di riconoscimento dell’invalidità.

Pensione inabilità ordinaria

Per i soggetti con un’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa, sorge poi il diritto alla pensione d’inabilità ordinaria: una volta accertata la condizione da parte della commissione medica competente, si ha diritto al trattamento se si possiedono almeno cinque anni di anzianità contributiva, di cui tre versati nel quinquennio precedente alla data della domanda di pensione.

La pensione è calcolata in base ai contributi posseduti, con una maggiorazione che considera sino a un massimo di 60 anni di età e 40 di contribuzione. Questa pensione è incompatibile con qualsiasi attività lavorativa.

Pensione inabilità civile

Gli invalidi civili al 100%, se di età tra i 18 e i 65 anni (e 7 mesi) e con reddito inferiore a 16.532,10 euro (per il 2017), hanno diritto a una prestazione di assistenza, detta pensione d’inabilità, o invalidità civile. Trattandosi di una prestazione assistenziale, il trattamento è dovuto, a differenza dell’inabilità ordinaria, indipendentemente dal versamento di contributi. Al compimento di 65 anni e 7 mesi di età questa pensione si trasforma in assegno sociale.

Un’altra tipologia di pensione d’invalidità civile è riconosciuta anche a chi ha un’invalidità dal 74% in su, ma in questo caso il reddito personale non deve superare i 4.805,19 euro annui.

Assegno ordinario d’invalidità

Le pensioni d’inabilità e invalidità (assegno di assistenza) appena esposte non devono essere confuse con la pensione d’invalidità ordinaria, o assegno ordinario d’invalidità: questo è infatti un trattamento spettante ai lavoratori con riduzione della capacità lavorativa di oltre un terzo. Per ottenerlo, però, bisogna possedere almeno cinque anni di contributi, di cui tre versati nel quinquennio precedente alla data della domanda di pensione.

Handicap e invalidità

È necessaria un’ultima precisazione, relativamente al fatto che da una patologia possano derivare sia handicap che invalidità: un soggetto può possedere entrambe le condizioni, ma non per questo vanno confuse.

L’invalidità indica, difatti, la riduzione della capacità lavorativa, mentre l’handicap indica la condizione di svantaggio, derivante da una menomazione o da una disabilità, che limita o impedisce lo svolgimento del ruolo sociale di una persona.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. SONO SATA DI UN TUMORE OPERATA DI UN CANCRO AL SENO HO OTTENUTO X QUESTO IL75%DI INVALIDITA MA L’ASSUNZIONE DELLA PILLOLA X7 ANNI HA SCATENATO LA MIA DECENNALE FIBROMIALGIA E QUESTO MI IMPEDISCE IL RIENTRO AL LAVORO HO CHIESTO LA PENSIONE ANTICIPATA HO 60 ANNI E 38 DI CONTRIBUTI MA ME L’ANNO RIFIUTATA COSA POSSO FARE?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI