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Misure alternative alla detenzione per tossicodipendenti

5 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 marzo 2017



Un tossicodipendente, condannato con sentenza irrevocabile, che ha un residuo pena di non più di sei anni di reclusione, può scontare la pena in affidamento.

Se sei un soggetto tossicodipendente (o alcoldipendente), segui (o intendi seguire) un programma terapeutico e sei stato condannato a sei anni (o, in alcuni casi, a quattro anni) di reclusione, o ad una pena superiore (ad esempio sette anni) ma ne hai già scontata una parte in carcere per cui ti residuano solo sei anni (o meno), potresti chiedere al giudice (tribunale di sorveglianza) di concederti l’affidamento in prova.

Ma vediamo in cosa consiste.

Cos’è l’affidamento in prova ai servizi sociali?

L’affidamento in prova al servizio sociale è una misura alternativa alla detenzione (prevista dalla cosiddetta legge droga) che consente al condannato, che si trovi in stato di tossicodipendenza o alcoldipendenza, di espiare la pena al di fuori del carcere, presso strutture comunitarie in regime residenziale o semiresidenziale per motivi terapeutici.

Ciò significa che il condannato seguirà presso tali strutture dei programmi terapeutici che gli consentiranno (o almeno gli dovrebbero consentire) di guarire dalla tossicodipendenza o alcoldipendenza.

Il condannato non sconterà la pena in carcere ma dovrà comunque rispettare, puntualmente, il programma terapeutico previsto, oltre alle regole e prescrizioni imposte. In caso contrario ritornerà subito in prigione.

L’esito positivo del percorso terapeutico estingue (cioè cancella) la pena detentiva ed ogni altro effetto penale della condanna [1].

 

Chi può chiedere l’affidamento in prova?

La richiesta di affidamento può essere avanzata dai soggetti:

  • già tossicodipendenti (o comunque abituali assuntori di sostanze stupefacenti) o alcool dipendenti che (già prima dell’ingresso in carcere) abbiano in corso un programma di recupero o che ad esso intendano sottoporvisi;
  • condannati, quando deve essere espiata (o è in corso di espiazione) una pena detentiva, anche residua e congiunta a pena pecuniaria, non superiore a sei anni (o a quattro anni se relativi ad alcuni reati più gravi, come l’associazione mafiosa, la rapina o l’estorsione aggravate ed altri) [2].

 

A chi va avanzata la richiesta?

Se ricorrono i presupposti sin qui descritti, il condannato può inoltrare la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali:

  • al tribunale di sorveglianza (presso il luogo in cui il condannato è detenuto);
  • al magistrato di sorveglianza, ma solo in casi di urgenza (cioè solo se si dimostri che il detenuto può subire un danno ingiusto nel caso di un prolungamento dello stato di detenzione).

L’istanza, in caso di accoglimento della richiesta, conterrà anche delle precise prescrizioni e forme di controllo in merito al programma di recupero.

Attenzione, alla richiesta di affidamento in  prova va allegata precisa documentazione, tra cui:

  • il certificato diagnostico dello stato di tossicodipendenza o alcoldipendenza;
  • il programma terapeutico da seguire (non generale ma elaborato per il singolo detenuto richiedente) con la valutazione di idoneità del SERT Area penale (servizio per le tossicodipendenze che si trova in ogni carcere).

Senza questi documenti la richiesta è inammissibile.

note

[1] Art. 94 DPR n. 309 del 1990.

[2] Art. 4-bis L. n. 354 del 26.7.1975 e successive modificazioni.


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