| News

Come fare la pratica forense durante l’università

27 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 febbraio 2017



L’anticipo del praticantato prima della laurea accelererà l’accesso alla professione d’avvocato.

Grazie alla convenzione quadro siglata il 24 febbraio 2017 tra il Consiglio Nazionale Forense (Cnf) e la Conferenza dei direttori di scienze giuridiche diventa realtà in Italia la possibilità per lo studente di giurisprudenza di svolgere un semestre di pratica forense già durante l’università. Si tratta di una parte del tirocinio, della durata complessiva di 18 mesi, che finora l’aspirante avvocato poteva svolgere solo dopo aver conseguito la laurea, affiancando un avvocato professionista. Tale novità porta in attuazione quanto già previsto dalla riforma dell’ordinamento della professione forense [1], che ha a sua volta modificato parzialmente le modalità di svolgimento del tirocinio per l’accesso a tale professione [2]. Vediamo nel dettaglio cosa prevede la convenzione quadro nazionale recentemente sottoscritta.

Quali laureandi possono richiedere l’anticipazione della pratica forense

Innanzitutto questa possibilità è riservata agli studenti dell’ultimo anno iscritti al corso di laurea di giurisprudenza di un’università italiana. È indifferente che presso l’università sia istituita la facoltà di giurisprudenza (potendo tale corso essere istituito anche presso altre facoltà o dipartimenti), ma è sufficiente che il corso di laurea in giurisprudenza attivato appartenga alla classe delle lauree magistrali quinquennali, codice LMG-01.

Occorre inoltre che la propria università abbia stipulato con i Consigli dell’Ordine degli avvocati locali un’apposita ed ulteriore convenzione, in attuazione della convezione quadro nazionale. In mancanza di tale ulteriore convenzione specifica l’anticipazione della pratica forense durante gli studi non potrà avvenire.

I requisiti previsti dalla convenzione nazionale consistono nell’essere in regola con lo svolgimento degli esami di profitto dei primi 4 anni del corso di laurea e l’aver sostenuto e superato, con qualsiasi votazione, gli esami relativi ai seguenti settori scientifico-disciplinari: diritto privato (IUS/01); diritto processuale civile (IUS/15); diritto penale (IUS/17); diritto processuale penale (IUS/16); diritto amministrativo (IUS/10); diritto costituzionale (IUS/08); diritto dell’Unione europea (IUS/14). Lo studente universitario può dirsi “in regola”, o per meglio dire non fuori corso, quando rispetta ed ottiene il numero di crediti formativi universitari (Cfu) richiesti dal regolamento del proprio corso di laurea o eventualmente definiti nella convenzione locale stipulata dalla propria università.

Occorre inoltre essere in possesso dei requisiti generali richiesti ad ogni praticante avvocato [3]: essere cittadino italiano o europeo, godere del pieno esercizio dei diritti civili, non trovarsi in una delle condizioni di incompatibilità con la professione d’avvocato (principalmente si tratta di non svolgere altre attività lavorative), non essere sottoposto a pene detentive, misure cautelari o interdittive, non aver riportato condanne per alcuni reati [4], ed infine di tenere una condotta irreprensibile.

Come presentare la domanda di anticipazione di un semestre del tirocinio forense

La domanda d’iscrizione al registro dei praticanti avvocati può essere presentata dallo studente al Consiglio dell’Ordine (Coa), con il quale la propria università ha stipulato apposita convenzione, in cui risulta essere iscritto l’avvocato con il quale si collaborerà. Nella stessa verrà indicato anche un tutor accademico, scelto tra i docenti e gli assegnisti di ricerca dell’università, a seconda di quanto previsto dalla convenzione specifica.

Alla domanda occorrerà allegare un’autocertificazione attestante il possesso dei requisiti, di cui abbiamo parlato prima, ed il progetto formativo che illustrerà obiettivi ed attività del semestre di tirocinio forense. Le convenzioni locali stipulate fra università e Coa potranno prescrivere particolari criteri di redazione del progetto formativo.

Cosa farà lo studente praticante

Il semestre anticipato di tirocinio dovrà svolgersi in modo tale da assicurare sia la prosecuzione del percorso di studi sia l’effettiva frequenza dello studio legale (per quest’ultimo è prevista una presenza minima settimanale di almeno 12 ore). Tale periodo formativo non dà luogo ad un rapporto di lavoro. Lo studente praticante non è inoltre esentato dagli obblighi di frequenza degli eventuali corsi di formazione per l’accesso alla formazione d’avvocato, né dal rispetto degli stessi doveri e delle norme deontologiche degli avvocati.

Il professionista presso il quale si svolge il tirocinio garantirà, sotto la vigilanza del Consiglio dell’Ordine, l’effettivo carattere formativo del tirocinio, favorendo in particolare la partecipazione dello studente praticante alle udienze, alla redazione degli atti e alle ricerche funzionali allo studio delle controversie. Il numero minimo di udienze cui il tirocinante dovrà assistere nel corso del proprio semestre anticipato è pari a 12 (al posto delle canoniche 20 udienze minime semestrali per i praticanti già laureati). Al termine di tale semestre lo studente praticante redige una relazione finale dettagliata delle attività svolte, da depositare presso il proprio Consiglio dell’Ordine, e quest’ultimo rilascerà un attestato finale (salvo che, da proprie verifiche, non emergano risultati insufficienti).

Concluso il semestre anticipato di pratica, se entro i 2 anni successivi lo studente non avrà conseguito ancora la laurea, è possibile chiedere la sospensione del tirocinio, per un periodo massimo di 6 mesi, al fine di “congelare” la pratica compiuta. Superati tali 6 mesi di sospensione e se non riprende la pratica forense (per completare i restanti 12 mesi necessari per poter accedere all’esame di abilitazione all’esercizio della professione d’avvocato), si verrà cancellati dal registro dei praticanti, perdendo così definitivamente i benefici del semestre anticipato già compiuto durante l’università, e dovendo ricominciare la pratica da zero. Tale perdita avverrà comunque anche nel caso in cui il praticante si laurei se non provvede, entro 60 giorni dal termine del semestre anticipato, a confermare l’iscrizione al registro dei praticanti.

note

[1] Legge n. 247 del 31 dicembre 2012.

[2] Art. 5 D.M. 70/2016.

[3] Art. 17, Legge n. 247 del 31 dicembre 2012.

[4] Art. 51, co. 3-bis, cod. proc. pen., e artt. 372, 373, 374, 374-bis, 377, 377-bis, 380 e 381 cod. pen.

Autore immagine: La Legge per Tutti

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI