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Per tornare al lavoro c’è bisogno del certificato di fine malattia?

27 Febbraio 2017
Per tornare al lavoro c’è bisogno del certificato di fine malattia?

Il dipendente in malattia ha il dovere di comunicarlo subito all’azienda e di farsi rilasciare il certificato medico, alla cui scadenza dovrà rientrare in servizio senza bisogno di un ulteriore certificato medico che attesti la guarigione.

Il dipendente assente per malattia ha l’obbligo di rientrare sul lavoro non appena scadono i giorni di malattia indicati nel certificato medico inviato telematicamente all’Inps. Non è previsto alcun obbligo di comunicazione all’azienda della fine malattia con un ulteriore certificato. È il lavoratore che deve recarsi subito in azienda già dal giorno successivo a quello di scadenza della malattia. La «fine della malattia» coincide con il momento in cui il lavoratore riacquista la capacità lavorativa. Ciò avviene il giorno successivo alla scadenza della prognosi sempre che ad essa non segua un’altra certificazione rilasciata dal medico il quale dichiari la necessità di ulteriori giorni di convalescenza.

Anzi, è necessario che il lavoratore legga con estrema attenzione il proprio contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) poiché spesso, in essi, viene previsto l’obbligo, per il lavoratore malato, di presentarsi in servizio alla data indicata nel certificato medico (data cioè di «fine malattia»). Se non lo fa o ritarda ingiustificatamente, il rapporto di lavoro si scioglie automaticamente; in pratica scatta il licenziamento per giusta causa senza il preavviso. Poiché le dimissioni per fatti concludenti non sono più possibili (visto l’obbligo del lavoratore di usare la procedura online), va attivato un iter disciplinare.

Dunque, per tornare al lavoro non c’è bisogno di un certificato di fine malattia. Non è previsto da alcuna disposizione (nemmeno amministrativa) il rilascio di un certificato medico che dichiari la chiusura della malattia.

Diverso è il caso del dipendente che, considerandosi guarito, intende riprendere in anticipo il lavoro rispetto alla prognosi formulata dal medico curante. In tal caso egli può essere riammesso in servizio solo in presenza di un certificato medico di rettifica dell’originaria prognosi.


note

Autore immagine: 123rf com


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